La febbre gialla è una patologia infettiva acuta, causata dalla puntura di zanzare infette: è comunemente nota come vomito nero, febbre delle Antille o, ancora, come tifo itteroide.
La febbre gialla rappresenta un grave problema sanitario che colpisce in particolare le foreste tropicali dell'Africa centrale e la zona sud-Sahariana. Inoltre, la febbre gialla è endemica in talune zone dell'America equatoriale e meridionale. Non si sono osservati casi di febbre gialla in Asia, Europa ed Australia, malgrado siano stati rilevati alcuni potenziali vettori in talune aree asiatiche [tratto da Malattie infettive, di Mauro Moroni, Roberto Esposito, Fausto De Lalla]
Il nome “febbre gialla” fu coniato per la prima volta intorno alla metà del Settecento da Hughes.
Globalmente, le statistiche mediche registrano 200.000 casi di soggetti affetti da febbre gialla, di cui 180.000 sono africani (90%). Ad ogni modo, dopo l'infezione, una buona parte di questi pazienti non lamenta alcun sintomo: per questo motivo, l'indice di incidenza della febbre gialla è impreciso. Si stima, infatti, che una buona parte dei pazienti affetti (variabile dal 40 al 60%) sia asintomatica. Nel 5-10% dei casi, la febbre gialla è mortale.

La febbre gialla è causata da un virus, noto come Flavivirus (Fam. Flaviviridae, Genere: Flavivirus); questo presenta forma sferica e non supera i 70 nm. L'involucro, lipoproteico, racchiude un nucleocapside icosaedrico dove, al suo interno, si localizza la proteina del core ed il genoma (RNA a singola elica).
È doveroso precisare che l'infezione della febbre gialla non può essere trasmessa direttamente dal virus all'uomo: le zanzare del genere Aedes sono i vettori, responsabili quindi della trasmissione del virus all'essere umano. Con ogni probabilità, la zanzara più pericolosa per la trasmissione dell'infezione è Aedes aegypti: si tratta di un insetto originario dell'Africa, ma attualmente diffuso nelle zone tropicali in genere.
La zanzara infettata inocula il virus della febbre gialla all'uomo, tramite il morso: il virus si replica, prediligendo le cellule epatiche, ma non risparmia reni e tubo digerente. Ne consegue una degenerazione eosinofila delle cellule del fegato e necrosi cellulare; successivamente, si forma l'ittero, provocato da iperbilirubinemia ed insufficienza epatica grave (da qui il nome “febbre gialla”).
Il virus responsabile della febbre gialla presenta due tipologie di ciclo vitale: silvestre ed urbano.
L'uomo, dopo essere infettato dal virus, rimane serbatoio naturale: la trasmissione dell'infezione avviene tramite la zanzara Aedes aegypti.
Non è l'uomo che rappresenta il serbatoio, ma le scimmie, infettate da puntura di zanzara Haemagogus spp, Sabethes spp. ed Aedes africanus.
Generalmente, la febbre gialla presenta due fasi distinte, ognuna delle quali viene caratterizzata da particolari sintomi: il più delle volte, il periodo d'incubazione è variabile dai 3 ai 6 gg.
Nella prima fase, chiamata viremica, il soggetto, contagiato dalla zanzara infetta, lamenta febbre associata a brividi, mal di testa, marcata bradicardia (riduzione della frequenza cardiaca al di sotto del range di normalità), mal di schiena, nausea ed iperemia congiuntivale.
La seconda fase (tossica, la più pericolosa e mortale nella metà dei pazienti diagnosticati) è sempre accompagnata da febbre - quando la malattia è sintomatica - ed esordisce con ittero, acidosi, oliguria, emorragie e proteinuria.
Il più delle volte, la febbre gialla si manifesta con una triade sintomatologica, caratterizzata da ittero, proteinuria ed emorragia.
Nei casi di maggior severità i sintomi sopraccitati sono accompagnati da ipoglicemia, coma epatico/renale e coagulopatia [tratto da http://it.wikipedia.org/].
Talvolta, la febbre gialla esordisce con sintomi del tutto sovrapponibili a quelli della febbre tifoide (da qui, il sinonimo tifo itteroide della febbre gialla).
Per la diagnosi sono necessari, principalmenten tre tipologie di esami: sierologici, microbiologici e bioumorali.
Per gli esami sierologici viene sfruttato il test ELISA (enzyme-linked immunosorbent assay), utile per ricercare le IgM (che compaiono, generalmente, dopo 5 gg dal contagio).
Il PCR (esame di amplificazione genetica) è utile per i test microbiologici al fine di individuare l'RNA del virus.
Da ultimo, gli esami bioumorali consistono nella conferma o meno di iperazotemia, coagulazione anomala, leucopenia, trombocitopenia ed, eventualmente, diminuzione del fibrinogeno nel sangue.
Talvolta, la biopsia epatica è utile per la diagnosi della febbre gialla.
Purtroppo, non esiste una terapia universalmente efficace per la febbre gialla; a tal proposito, si parla di terapia sintomatica. Attualmente, la Ricerca scientifica sta effettuando studi sull'eventuale effetto dell'interferone e della ribavirina nella terapia contro la febbre gialla.
In caso di severità, è ipotizzabile l'eventualità di un trapianto di fegato.
La febbre gialla è mortale nel 5-10 % dei casi.
Pur non rappresentano un pericolo per l'Europa, l'Asia e l'Australia, è opportuno che gli abitanti di questi Paesi si sottopongano a vaccinazione prima di intraprendere un viaggio nelle zone tropicali e sub-tropicali, dove la probabilità di contrarre la febbre gialla (ed altre malattie tipiche) aumenta esponenzialmente.
L'immunità data dalla vaccinazione ha una durata di circa 10 anni.
Per la prevenzione dalla febbre gialla, è consigliato portare un abbigliamento scuro e coprire tutte le parti cutanee esposte; anche l'utilizzo di sostanze repellenti sulla pelle è utile per allontanare le zanzare, possibile vettore del virus della febbre gialla.
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