Ernia Cervicale: Diagnosi e Terapia

Definizione di ernia cervicale

Si definisce "ernia cervicale" una sporgenza del disco intervertebrale che comprime le radici nervose dirette ad un arto superiore e, talvolta, anche il midollo spinale. In altri termini, l'ernia cervicale (o ernia al disco cervicale) è una fuoriuscita di materiale gelatinoso dal nucleo polposo di un disco intervertebrale situato nel tratto cervicale. Ernia Al disco cervicale

Il dolore al collo che s'irradia lungo il braccio (brachialgia) è il sintomo caratteristico dell'ernia discale cervicale, la cui intensità dipende dalla severità della condizione patologica.
Il dolore persistente al collo, il mal di testa, la debolezza del braccio e la difficoltà nel muovere l'arto superiore sono spie accese di ernia cervicale in corso. In simili frangenti, il paziente dovrebbe sottoporsi il prima possibile ad un consulto medico: la valutazione clinica è la base di partenza per una diagnosi corretta ed una terapia adeguata.

Diagnosi

La diagnosi ha inizio con l'anamnesi, ovvero con la raccolta di dati ed informazioni generali riguardanti il paziente: in tal caso, il medico cercherà di capire l'intensità del dolore, la localizzazione dello stesso, lo stato di salute generale del paziente e le cause responsabili del dolore cervicale.
L'indagine clinica viene eseguita mediante precise manovre, utili per evidenziare la sofferenza cervicale e radicolare. Per esempio, l'ernia cervicale diviene più dolorosa allungando il collo, mentre l'estensione di un braccio dietro la testa attenua lievemente la sofferenza.
I test di imaging costituiscono generalmente i primissimi test diagnostici per confermare o smentire un sospetto di ernia cervicale:

  • Risonanza magnetica del collo: può evidenziare un'anomala sporgenza del disco ed un'eventuale compromissione dei nervi e del midollo spinale. Inoltre, l'RMN evidenza i legamenti e le componenti degenerative ossee, mostrando nel contempo eventuali patologie discali del rachide;
  • Radiografia del collo, utile per avere un'idea generale sulle anomalie maggiori a livello cervicale;
  • Mielografia: test radiologico eseguito sul midollo spinale. L'esame diagnostico utilizza un mezzo di contrasto per rilevare eventuali patologie o traumi a carico del midollo spinale (compresa la localizzazione cervicale). La procedura è piuttosto invasiva e viene seguita mediante puntura nel tratto cervicale, con prelievo di liquor e successiva iniezione di mezzo di contrasto. Immediatamente dopo la procedura, vengono effettuate numerose proiezioni a raggi X. Il test viene eseguito in caso di sospetta ernia cervicale, quando le precedenti valutazioni con RM o con TC hanno dato esito negativo;
  • Discografia: test diagnostico piuttosto invasivo che prevede l'iniezione di un mezzo di contrasto in sede cervicale per identificare con precisione l'origine del dolore. Il test viene generalmente eseguito solo quando il dolore cervicale è così intenso da prendere in considerazione l'eventualità di un intervento chirurgico. La discografia viene sempre accompagnata da una TAC, utile per ottenere maggiori informazioni;

Diagnosi differenziale

La diagnosi differenziale dev'essere posta con ernia cervicale dura, ernia cervicale molle, artropatie, osteopatie, artrite reumatoide, spondilosi cervicale ed altre malattie degenerative del rachide cervicale.

  • Le indagini necessarie all'accertamento diagnostico sono di competenza esclusivamente medica: lo specialista valuta infatti la necessità o la priorità di un determinato test analizzando attentamente il quadro clinico che il paziente presenta.

Terapie conservative

La terapia volta alla cura dell'ernia cervicale può essere di tipo conservativo o chirurgico.
La TERAPIA CONSERVATIVA è prevista in caso di ernia cervicale di lieve entità: un simile approccio alla patologia suggerisce la messa in pratica di manovre specifiche, mobilizzazioni e manipolazioni di fisioterapia eseguite con una certa frequenza. L'obiettivo di questa terapia è ridurre la pressione esercitata dall'ernia sulla radice del nervo, allontanando così il dolore.
Durante la terapia conservativa il paziente segue dunque un iter fisiatrico, che spesso viene associato ad una terapia medica consistente nella somministrazione di farmaci antidolorifici ed antinfiammatori che accelerano la remissione del dolore.
I farmaci più comunemente utilizzati in terapia per alleviare il dolore cervicale sono:

Talvolta, l'ausilio di un collare può essere utile per alleviare il dolore al collo dopo un violento trauma al rachide cervicale: il collare è un dispositivo di supporto adatto a ridurre il movimento cervicale, prevenendo ulteriori danni.


Dopo aver raggiunto un discreto miglioramento del dolore e dei sintomi correlati, si consiglia di intraprendere un iter di riabilitazione specifico, volto a massimizzare la salute generale della schiena (e nello specifico del tratto cervicale), utilissimo anche e soprattutto per prevenire eventuali, possibili, danni futuri.

Terapie alternative

Anche le terapie "alternative" sono particolarmente utili per attenuare i sintomi da ernia cervicale:

  1. Ionoforesi: terapia alternativa in cui è possibile somministrare un farmaco per via cutanea avvalendosi dell'ausilio di corrente continua prodotta da un generatore.
  2. Agopuntura, utile per alleviare il dolore e l'infiammazione provocati dall'ernia cervicale
  3. Ginnastica posturale: la scelta di esercizi specifici e l'assunzione di una postura corretta minimizzano il dolore causato dall'ernia cervicale.
  4. Trattamento osteopatico: utile per alleviare eventuali compromissioni del nervo a livello cervicale
  5. Stimolazione del nervo spinale: questa particolare tecnica terapica si avvale dell'ausilio della corrente elettrica per "risvegliare" il midollo spinale, riducendo il dolore

Terapia chirurgica

La TERAPIA CHIRURGICA è indispensabile quando la terapia medica/riabilitativa ha fallito: è quindi riservata ai pazienti che lamentano gravi sintomi richiedenti una decompressione urgente.
La chirurgia del disco cervicale può essere anteriore o posteriore:

  1. Discectomia anteriore + fusione (la più praticata in assoluto per la cura delle ernie cervicali): il disco erniato viene rimosso mediante una piccola incisione anteriore del collo. Successivamente, il disco viene rimpiazzato con un piccolo frammento osseo, estrapolato generalmente dal bacino del paziente stesso (o da un osso cadaverico compatibile): il processo d'innesto osseo viene chiamato "fusione". Per semplificare l'intervento, vengono talvolta inserite viti o placche metalliche, al fine di facilitare il processo di fusione e minimizzare il rischio di fallimento (comunque piuttosto raro). Il trattamento richiede l'ospedalizzazione del paziente, che dovrà rimanere in clinica per 2-3 giorni. Il recupero completo, seppur graduale, richiede 7-14 giorni.
  2. Discectomia posteriore: strategia terapia molto meno utilizzata, riservata alle ernie cervicali laterali.
  3. Innesto di Protesi Discali Artificiali che sostituiscono il disco malato preservando per quanto possibile il movimento e la funzione del rachide. Si tratta di un intervento alternativo alla discectomia per via anteriore seguita da fusione intervertebrale.

Dopo un intervento chirurgico di discectomia, il paziente deve osservare un periodo di convalescenza di 30-40 giorni: durante questo lasso di tempo, il soggetto deve astenersi completamente dai lavori pesanti, non deve guidare, non deve assumere posture scorrette e deve rispettare il riposo.
Il paziente operato di ernia cervicale dovrà sottoporsi a regolari controlli di routine durante il periodo post operatorio, per accertare che l'intervento sia perfettamente riuscito.


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Ultima modifica dell'articolo: 22/11/2016