Erisipela

Definizione di erisipela

“Erisipela” è un termine estratto dal linguaggio medico che identifica un'infezione acuta della pelle, con evidente coinvolgimento del derma, degli strati superficiali dell'ipoderma e dei vasi linfatici: l'erisipela è generata da un'infiltrazione batterica responsabile della macerazione progressiva  della cute, a sua volta favorita da microlesioni a livello della pelle.

Incidenza

erispelaIdealmente, l'erisipela può colpire chiunque, ma durante l'infanzia e la senescenza i soggetti appaiono particolarmente sensibili alle infezioni in generale, ed ai processi degenerativi a carico della cute in particolare. A tal proposito, si può affermare che i soggetti più a rischio d'erisipela sono i lattanti, gli infanti e gli anziani. Ad ogni modo, sembra che in Italia il fenomeno non sia particolarmente diffuso, tutt'altro; in Francia, invece, si registrano annualmente 10-100 casi ogni 100.000 soggetti sani.

Cause

Sono stati effettuati molti studi per scoprire quale fosse la causa principale: sembra che i responsabili dell'erisipela siano gli streptococchi del tipo A beta-emolitico, ma sono stati isolati anche altri ceppi batterici implicati nella malattia. Infatti, sembra che lo Streptococcus piogene, gli stafilococchi, gli stafilococchi dei gruppi B, C e G, ed altri batteri gram-negativi concorrano alla formazione di bolle infettive, talvolta a carattere emorragico. [tratto da Dermatologia basata sulle prove di efficacia, di Luigi Naldi, Alfredo Rebora].

Sintomi

L'erisipela tende a diffondersi in alcune aree peculiari: viso, gambe e braccia sono i loci più comuni d'infezione. Alcuni testi definiscono l'esordio della malattia “drammatico”, caratterizzato da alterazione della temperatura corporea (febbricola o febbre alta), sensazione di freddo e brividi, cefalea e percezione di bruciore locale, a cui seguono le vere e proprie manifestazioni cliniche della malattia.
I pazienti affetti da erisipela presentano macchie rosse lucide (chiazze eritematose) sulla pelle, in lieve rilievo, leggermente calde al tatto; le zone colpite appaiono gonfie, talvolta dolorose alla pressione. Spesse volte, l'erisipela degenera formando pustole, bolle, vesciche e prurito. I responsabili sono per lo più gli streptococchi che, una volta penetrati attraverso le piccole ferite della cute, raggiungono i vasi linfatici dove provocano essudazione ed infiammazione, intaccando anche le ghiandole linfatiche circostanti (es. le ghiandole linfatiche inguinali sono potenziali target dell'erisipela, soprattutto quando l'infezione colpisce gli arti inferiori). Alcuni soggetti affetti da erisipela presentano necrosi cutanea delle zone interessate dall'infezione, oltre a  bolle succulente e pruriginose.
In genere, a livello del viso, l'erisipela infetta il naso, le guance e le palpebre, causando edema palpebrale, bolle succulente e pruriginose, e possibile secrezione congiuntivale. [tratto da Malattie infettive di Mauro Moroni,Roberto Esposito, Fausto De Lalla].

Fattori di rischio

Si ritiene che l'esordio dell'erisipela e la sua successiva degenerazione siano favoriti da alcuni fattori di rischio: obesità, diabete mellito, insufficienza venosa profonda, linfedema a livello delle gambe, tinea pedis, microlesioni, ferite, punture d'insetto, responsabili - queste ultime - della lacerazione della cute, possibile via d'accesso per la colonizzazione batterica.

Complicanze dell'erisipela

Fortunatamente, le complicanze sono rare, seppur possibili: si stima che solamente nell'1% dei pazienti affetti da erisipela, la malattia degeneri in endocardite a livello della valvola aortica.
In altri casi, l'erisipela potrebbe evolvere in ascessi, glomerulo-nefrite (flogosi renale) o polmonite secondaria (evento estremamente raro). Abbiamo accennato che l'erisipela potrebbe coinvolgere i vasi linfatici, dunque un eventuale peggioramento della malattia potrebbe provocare, nei pazienti gravi, elefantiasi.
Ancora, le cicatrici ombelicali dei neonato potrebbero fungere da porte d'accesso per la proliferazione degli stafilococchi: di conseguenza, la cicatrice infetta potrebbe provocare una grave infezione al neonato, che appare cianotico, sofferente e itterico.
Quando i batteri entrano all'interno del circolo sanguigno, potrebbero generare una grave sepsi (setticemia), dovuta alla colonizzazione streptococcica nel sangue ed alla proliferazione delle tossine degli stessi.
Sicuramente, la complicanza più grave dell'erisipela è la fascite necrotizzante (rara flogosi batterica dello strato profondo cutaneo e sottocutaneo).
Tra le altre complicanze dell'erisipela si ricordano: osteiti, artriti, tendiniti, trombosi dei seni venosi. [tratto da Dermatologia basata sulle prove d'efficacia di Luigi Naldi, Alfredo Rebora].

Diagnosi

Generalmente, per diagnosticare l'erisipela, il medico si avvale del semplice esame obiettivo (diagnosi clinica); per un'ulteriore conferma diagnostica, sono utili alcuni indicatori d'infiammazione batterica (es. procalcitonina), sebbene l'isolamento del battere patogeno, talvolta, non sia così semplice.
In alcuni casi, la diagnosi potrebbe essere errata: allo scopo di ovviare a questo problema, la biopsia potrebbe essere un valido esame diagnostico, utile per distinguere l'erisipela da altre malattie non infettive, ma di natura infiammatoria (es. carcinoma erisipeloide). Quando la diagnosi è errata, un carcinoma infiammatorio alla mammella potrebbe essere scambiato per una “semplice” erisipela.
Le manifestazioni cliniche provocate dall'erisipela non devono essere confuse con quelle generate dall'Herpes zoster o dalla dermatite da contatto.

Cure

Vedi anche: Erisipela - Farmaci per la cura dell'Erisipela


La terapia d'urto utile a combattere l'infezione batterica si basa sulla somministrazione di antibiotici: quando viene isolato il ceppo batterico responsabile, al paziente vengono prescritti antibiotici specifici, tra cui la benzilpenicillina benzatinica (o clindamicina, nel caso il paziente sia allergico alla penicillina), macrolidi (es. eritromicina) e cefalosporine in genere.
L'utilizzo di FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei) è assolutamente proibito in caso di erisipela, poiché potrebbe potenzialmente favorire la progressione dell'infezione in forme più complicate.
Generalmente, i miglioramenti sono pressoché immediati: il batterio responsabile viene debellato, così il paziente guarisce dall'erisipela entro pochi giorni.
Possibili le recidive dell'erisipela: in simili frangenti è consigliabile tener sotto controllo il paziente, al quale vengono, in genere, prescritte specialità farmaceutiche specifiche per la profilassi delle recidive (es. erisipela micotica).

Riassunto

Per fissare i concetti...


Malattia

Erisipela

Descrizione della malattia

Infezione acuta cutanea, con evidente coinvolgimento del derma, dell'ipoderma e dei vasi linfatici

Incidenza

Malattia tipica dell'infanzia e della senescenza
Poco diffusa in Italia
Comune in Francia (10-100 casi ogni 100.000 soggetti sani)

Ricerca eziologica

  • Streptococchi del tipo A beta-emolitico (i maggiori responsabili)
  • Streptococcus piogene, stafilococchi, stafilococchi dei gruppi B, C e G ed altri batteri gram-negativi

Aree anatomiche più colpite

  • Viso (naso, guance e palpebre)
  • Gambe
  • Braccia

Manifestazioni cliniche

Esordio: drammatico con febbre, freddo, brividi, bruciore locale
Evoluzione: chiazze gonfie ed eritematose sulla pelle, pustole, bolle, vesciche e prurito
A livello dei vasi linfatici: essudazione ed infiammazione
Degenerazione della malattia: necrosi cutanea delle zone interessate dall'infezione, oltre a  bolle succulente e pruriginose, edema palpebrale, possibile secrezione congiuntivale

Fattori di rischio

Obesità, diabete mellito, insufficienza venosa profonda, linfedema a livello delle gambe, tinea pedis, microlesioni, ferite, punture d'insetto

Complicanze

Rare ma possibili: endocardite a livello della valvola aortica, ascessi, glomerulo-nefrite (flogosi renale), polmonite secondaria, elefantiasi, grave infezione al neonato, setticemia dovuta alla colonizzazione streptococcica nel sangue, fascite necrotizzante, osteiti, artriti, tendiniti, trombosi dei seni venosi

Diagnosi

  • diagnosi clinica
  • biopsia
  • indicatori d'infiammazione batterica (es. pro-calcitonina)

Terapia contro l'erisipela

Isolato il ceppo batterico responsabile, al paziente vengono prescritti antibiotici specifici:

  • cefalosporine
  • benzilpenicillina benzatinica
  • macrolidi