In campo medico, per “epididimite” s'intende una condizione morbosa di carattere infettivo/infiammatorio a carico dell'epididimo. In questo articolo si punterà l'attenzione sulle varie forme di epididimite presenti e sul quadro sintomatologico che ne consegue.
Esistono più forme di epididimite, classificate in base alla gravità del disturbo e al fattore eziologico predisponente:
Entrambe le forme di epididimite possono avere origine batterica - specifica (soprattutto gonococco, brucella) od aspecifica (es. Gram-negativi in genere) - non batterica (es. micotica, forma comunque rara) o traumatica [tratto da Terapia delle malattie infettive nell'adulto e nell'anziano: vademecum per il medico pratico… di A. Zangara].
Un'altra forma di epididimite, che interessa anche il testicolo è nota come orchi-epididimite, spesso conseguente a gonorrea, infezioni secondarie causate da un catetere a permanenza; talvolta, l'orchi-epididimite rappresenta la complicanza più immediata d'infezioni delle vie urinarie associate ad uretrite o prostatite. Anche una complicazione in seguito ad operazioni chirurgiche a livello prostatico può causare infiammazioni dell'epididimo.
In genere, l'orchi-epididimite ha un'origine batterica aspecifica (gram-negativi), nonostante in alcuni pazienti venga isolata Chlamydía trachomatis: questi gram-negativi provocano tumefazione in situ, associata ad eritema ed edema a livello scrotale.
Ad ogni modo, esiste anche la forma non batterica dell'orchi-epididimite: in questo caso, l'eziologia risulta incerta, nonostante molti autori ritengano che lo spandimento retrogrado dei liquidi infetti attraverso i dotti deferenti possa costituire un accettabile elemento causale.
Quando l'infiammazione, il dolore e la sensazione di gonfiore interessano solamente il testicolo, senza intaccare l'epididimo, si parla più precisamente di orchite.
Altra forma di epididimite, già accennata nell'articolo introduttivo, è l'epididimite chimica, caratterizzata dal reflusso urinario all'interno del dotto deferente: in simili frangenti, la condizione patologica è conseguenza della somministrazione di particolari farmaci (es. amiodarone) o dell'eccessivo sforzo fisico.
Il quadro sintomatologico dell'epididimite varia in funzione della gravità della condizione; spesse volte il paziente affetto lamenta una lieve alterazione della temperatura basale (febbricola) che, frequentemente, si tramuta in vera e propria febbre. Il dolore a livello testicolare e la presenza di una massa rigida e solida all'interno della sacca scrotale sono sintomi presenti nella maggior parte dei casi, e sono causati, in particolare, da lesioni a carico degli epididimi (es. noduli tubercolari); se negli epididimi le lesioni si presentano precocemente, vale a dire sin dall'esordio della malattia, a livello testicolare, invece, la tensione, la rigidità e la formazione di noduli compaiono successivamente. Proprio per evitare la diffusione delle lesioni nelle sedi circostanti, l'intervento terapico dovrebbe essere immediato.
Più in generale, tra i sintomi più frequenti legati all'epididimite si ricordano: eiaculazione dolorosa, dolore durante i rapporti (dispareunia), arrossamento/gonfiore a livello scrotale, infiammazione genitale, brividi, ingrossamento dei linfonodi inguinali, disuria, perdite uretrali e dolori al basso ventre.
L'epididimite causata da tubercolosi merita un approfondimento, poiché il profilo sintomatologico dei pazienti colpiti è più complesso ed articolato: la tubercolosi a carico degli epididimi esordisce con caratteristici noduli tumefatti, localizzati a livello della zona inferiore del testicolo. I noduli generano sensazioni di pesantezza e d'indolenzimento genitale generalizzato; quando l'epididimite tubercolare è accompagnata da febbre e dolore acuto, con ogni probabilità la malattia è correlata anche ad infezioni batteriche.
L'epididimite non dev'essere mai trascurata, né minimizzata o sottovalutata: è una patologia a tutti gli effetti che a volte potrebbe generare danni molto gravi. Il dolore testicolare, per esempio, potrebbe degenerare e provocare danni permanenti, causando, per esempio, una diminuzione della fertilità. Tra i rischi più seri, si ricordano anche l'ascesso scrotale (condizione possibile quando i tessuti colpiti dall'infezione producono pus), ed il restringimento del testicolo interessato dall'epididimite.
Talvolta, l'epididimite potrebbe essere erroneamente diagnosticata come torsione del testicolo, condizioni molto simili dal punto di vista sintomatologico: tuttavia, la diagnosi dev'essere precisa ed inequivocabile, poiché il testicolo torto è una patologia assai più grave che, costituendo un grave rischio per la circolazione testicolare, necessita un intervento tempestivo d'urgenza.
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