Epididimite: Sintomi e Classificazione

Definizione di epididimite

In campo medico, per “epididimite” s'intende una condizione morbosa di carattere infettivo/infiammatorio a carico dell'epididimo. In questo articolo si punterà l'attenzione sulle varie forme di epididimite presenti e sul quadro sintomatologico che ne consegue.

Classificazione

Esistono più forme di epididimite, classificate in base alla gravità del disturbo e al fattore eziologico predisponente:

  • Epididimite batterica acuta: complicanza tipica della prostatite batterica, dell'uretrite e della batteriuria (batteri nelle urine), può essere monolaterale (interessa un solo epididimo) o bilaterale, quando entrambi gli epididimi sono infiammati. Al tatto, l'epididimo – e talvolta anche il testicolo - risulta tumefatto, rigido e dolente, spesso accompagnato da eritema. Quando il processo flogistico si estende a tutte le strutture anatomiche che comprendono il cordone spermatico, l'epididimite evolve in funicolite, mentre quando l'infiammazione interessa il dotto deferente, oltre all'epididimo, si parla di deferentite. Molti pazienti affetti da epididimite batterica acuta sono colpiti anche da uretrite, e mostrano urina infetta ed anomalie a livello urologico.
  • Epididimite cronica: l'epididimite acuta, quando non trattata o non curata correttamente, potrebbe evolvere nella sua forma cronica, in cui il processo flogistico si presenta senza infezione batterica. Ad ogni modo, l'epididimite cronica potrebbe comparire anche in seguito ad un corretto e mirato intervento risolutivo dell'epididimite acuta, poiché le strutture anatomiche genitali diventano più fragili, delicate e sensibili: a tal proposito, queste strutture risultano più soggette ad epididimite, appunto perché lese precedentemente. In simili frangenti, l'unica soluzione supponibile è la chirurgia.

Entrambe le forme di epididimite possono avere origine batterica - specifica (soprattutto gonococco, brucella) od aspecifica (es. Gram-negativi in genere) - non batterica (es. micotica, forma comunque rara) o traumatica.

Un'altra forma di epididimite, che interessa anche il testicolo è nota come orchi-epididimite, spesso conseguente a gonorrea, infezioni secondarie causate da un catetere a permanenza; talvolta, l'orchi-epididimite rappresenta la complicanza più immediata d'infezioni delle vie urinarie associate ad uretrite o prostatite. Anche una complicazione in seguito ad operazioni chirurgiche a livello prostatico può causare infiammazioni dell'epididimo.
In genere, l'orchi-epididimite ha un'origine batterica aspecifica (gram-negativi), nonostante in alcuni pazienti venga isolata Chlamydía trachomatis: questi gram-negativi provocano tumefazione in situ, associata ad eritema ed edema a livello scrotale.
Ad ogni modo, esiste anche la forma non batterica dell'orchi-epididimite: in questo caso, l'eziologia risulta incerta, nonostante molti autori ritengano che lo spandimento retrogrado dei liquidi infetti attraverso i dotti deferenti possa costituire un accettabile elemento causale.
Quando l'infiammazione, il dolore e la sensazione di gonfiore interessano solamente il testicolo, senza intaccare l'epididimo, si parla più precisamente di orchite.

Altra forma di epididimite, già accennata nell'articolo introduttivo, è l'epididimite chimica, caratterizzata dal reflusso urinario all'interno del dotto deferente: in simili frangenti, la condizione patologica è conseguenza della somministrazione di particolari farmaci (es. amiodarone)  o dell'eccessivo sforzo fisico.

Epididimite: sintomi

Per approfondire: Sintomi Epididimite


Il quadro sintomatologico dell'epididimite varia in funzione della gravità della condizione; spesse volte il paziente affetto lamenta una lieve alterazione della temperatura basale (febbricola) che, frequentemente, si tramuta in vera e propria febbre. Il dolore a livello testicolare e la presenza di una massa rigida e solida all'interno della sacca scrotale sono sintomi presenti nella maggior parte dei casi, e sono causati, in particolare, da lesioni a carico degli epididimi (es. noduli tubercolari); se negli epididimi le lesioni si presentano precocemente, vale a dire sin dall'esordio della malattia, a livello testicolare, invece, la tensione, la rigidità e la formazione di noduli compaiono successivamente. Proprio per evitare la diffusione delle lesioni nelle sedi circostanti, l'intervento terapico dovrebbe essere immediato.
Più in generale, tra i sintomi più frequenti legati all'epididimite si ricordano: eiaculazione dolorosa, dolore durante i rapporti (dispareunia), arrossamento/gonfiore a livello scrotale, infiammazione genitale, brividi, ingrossamento dei linfonodi inguinali, disuria, perdite uretrali e dolori al basso ventre.
L'epididimite causata da tubercolosi merita un approfondimento, poiché il profilo sintomatologico dei pazienti colpiti è più complesso ed articolato: la tubercolosi a carico degli epididimi esordisce con caratteristici noduli tumefatti, localizzati a livello della zona inferiore del testicolo. I noduli generano sensazioni di pesantezza e d'indolenzimento genitale generalizzato; quando l'epididimite tubercolare è accompagnata da febbre e  dolore acuto, con ogni probabilità la malattia è correlata anche ad infezioni batteriche.

Complicanze

L'epididimite non dev'essere mai trascurata, né minimizzata o sottovalutata: è una patologia a tutti gli effetti che a volte potrebbe generare danni molto gravi. Il dolore testicolare, per esempio, potrebbe degenerare e provocare danni permanenti, causando, per esempio, una diminuzione della fertilità. Tra i rischi più seri, si ricordano anche l'ascesso scrotale (condizione possibile quando i tessuti colpiti dall'infezione producono pus), ed il restringimento del testicolo interessato dall'epididimite.
Talvolta, l'epididimite potrebbe essere erroneamente diagnosticata come torsione del testicolo, condizioni molto simili dal punto di vista sintomatologico: tuttavia, la diagnosi dev'essere precisa ed inequivocabile, poiché il testicolo torto è una patologia assai più grave che, costituendo un grave rischio per la circolazione testicolare, necessita un intervento tempestivo d'urgenza.


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Ultima modifica dell'articolo: 03/10/2016