Enterococcus faecalis

Premessa importante

Esponente del nuovo genere degli enterococchi, Enterococcus faecalis è un batterio gram positivo che popola abitualmente il tratto gastrointestinale di molti uomini ed altri mammiferi. Fino a pochi decenni or sono, l'Enterococcus faecalis veniva identificato all'interno del genere degli streptococchi non-emolitici di gruppo D. Enterococcus faecalis - Enterococco fecaleSolo negli anni Ottanta, venne creato un nuovo genere a sé stante, in cui Enterococcus faecalis - insieme a Enterococcus faecium - ricopre un ruolo preminente.
Questa doverosa premessa è utile per inquadrare Enterococcus faecalis all'interno di uno specifico gruppo di batteri, tutti gram positivi e commensali. Tuttavia, in particolari condizioni l'Enterococcus faecalis subisce una trasformazione da microorganismo simbionte a patogeno opportunista: in simili circostanze, il batterio, divenuto patogeno, può costituire un serio problema all'uomo dunque scatenare infezioni potenzialmente fatali.

Descrizione microbiologica

Onnipresente nell'ambiente, l'Enterococcus faecalis è un batterio gram positivo, disposto in catenelle corte o in coppie. Per la sua spiccata virulenza, l' Enterococcus faecalis è l'esponente del genere Enterococcus; si stima che questa specie sia coinvolta nell'80% delle infezioni enterococciche.
Il batterio è immobile ed anaerobio facoltativo, in grado di fermentare il glucosio senza produrre gas.
Appartenendo al genere degli enterococchi, anche E. faecalis è molto resistente all'ambiente: difatti, resiste a pH variabile da 4,5 a 10, si replica a temperature variabili da 10° a 45°C, cresce in terreni agar sangue fino ad una concentrazione di cloruro di sodio pari al 6,5% e sopravvive per 30 minuti a temperature di 60°C.
Nonostante siano meno virulenti rispetto a strafilococchi e streptococchi, gli Enterococcus faecalis risultano particolarmente resistenti agli antibiotici, il che grava pesantemente su cura e prognosi.

Infezioni

Le infezioni più spesso mediate da Enterococcus faecalis comprendono endocarditi sub-acute, meningiti, sepsi, batteriemia ed infezioni a carico delle vie urinarie. È osservato - ed oramai dimostrato - che le infezioni maggiori da Enterococcus faecalis sono trasmesse in ambito ospedaliero ed in strutture sanitarie in genere: proprio per questo si parla di infezioni nocosomiali. Le infezioni sostenute da questo enterococco sembrano provenire da reparti di terapia intensiva, specie nei pazienti ricoverati in oncologia ed in urologia. Probabilmente, la presenza del catetere intravascolare è il maggiore fattore di rischio, responsabile occasionalmente di epidemie batteriche. Anche altre manovre invasive a carico del sistema urinario sembrano predisporre il paziente alle infezioni da enterococchi.
L'Enterococcus faecalis può infettare l'uomo anche attraverso alimenti contaminati quali carne od acqua infetta.


Ipotesi non dimostrate


I ricercatori ipotizzano il coinvolgimento di Enterococcus faecalis nello sviluppo del cancro al colon. Questa correlazione NON è tuttavia ancora stata accertata.
I dati ci pervengono da The Journal of Medical Microbiology: in uno studio statunitense, è stato osservato che Enterococcus faecalis potrebbe danneggiare il DNA, ponendo le basi per la formazione di cellule cancerogene.

Diagnosi

Oltre a richiedere tempi di risposta piuttosto lunghi, i metodi diagnostici standard per isolare Enterococcus faecalis non sono del tutto affidabili. Di fatto, nei campioni fecali sono presenti numerosissime specie batteriche differenti, il che rallenta le tempistiche di risposta.
Più indicate sembrano essere le tecniche avanzate di biologia molecolare: attraverso l'analisi di un campione fecale è possibile identificare il genoma dell'Enterococcus faecalis. Queste strategie diagnostiche - altamente sensibili, rapide ed attendibili - permettono di risalire al batterio mediante l'amplificazione del DNA.

L'ostacolo della resistenza

Nonostante le infezioni da enterococco in generale e da E. faecalis in particolare siano notevolmente meno virulente rispetto a quelle streptococciche e stafilococciche, non si può cero dire che la terapia sia semplice. Infatti, Enterococcus faecalis non risponde adeguatamente agli antibiotici, sviluppando resistenza.
Un altro elemento da non sottovalutare è che l'Enterococcusfaecalis può acquisire resistenza anche ad antibiotici a cui era precedentemente sensibile. Ulteriore fattore, altrettanto importante, è la tolleranza che l'Enterococcus faecalis presenta durante la cura: in altre parole, durante il corso della terapia, la dose di antibiotico deve aumentare gradualmente per ottenere lo stesso effetto terapico.

Cura

Come analizzato nel paragrafo precedente, la terapia per debellare Enterococcus faecalis risulta piuttosto ostica a causa della resistenza agli antibiotici sviluppata dai batteri. In tal senso, una cura farmacologica con ampicillina, penicillina, cefalosporine, clindamicina e vancomicina sembra non essere adeguata. Più utile risulta l'associazione di vari farmaci, come aminoglicosidi associati a glicopeptidi oppure a beta-lattamici. L'associazione dei farmaci chinupristina (o quinupristin) e dalfopristina sembra costituire la terapia elettiva per debellare le infezioni sostenute da Enterococcus faecalis.