Eiaculazione ritardata: Diagnosi e Terapie

Premessa

Tra i disturbi dell'orgasmo maschile si distingue l'eiaculazione ritardata, dove l'emissione di sperma è possibile (quando possibile) solamente dopo uno stimolo sessuale di durata superiore rispetto alla norma. Nell'articolo precedente abbiamo analizzato le diverse tipologie di eiaculazione ritardata e le cause scatenanti; in questa trattazione conclusiva affronteremo la diagnosi e le terapie attuabili per anticipare l'atto eiaculatorio.

Diagnosi

Le corrette strategie diagnostiche permettono di focalizzare il problema e delineare un preciso profilo clinico del paziente. La diagnosi, tracciata dal medico, dev'essere oggettiva e precisa: i parametri che devono essere valutati sono:

  • ricerca eziologica del ritardo eiaculatorio;
  • studio dei motivi che diminuiscono il desiderio sessuale;
  • analisi delle caratteristiche generali dell'eiaculazione (tempistiche, sensazioni, qualità spermatica);
  • studio psicologico del paziente.

Il sintomo in esame, l'eiaculazione ritardata appunto, dev'essere indagato sistematicamente in tutte le sue sfaccettature, attraverso il colloquio con il paziente (al quale devono essere poste domande precise ed obiettive), l'esperienza e la delicatezza dello specialista, e l'utilizzo di un'adeguata strumentazione anamnestica.
Poniamo ora l'attenzione sugli ultimi due punti, utili a descrivere un attento esame del paziente, grazie al quale si potrà stabilire un adeguato orientamento diagnostico.

Eiaculazione ritardata o impossibile?

Non è raro che l'eiaculazione ritardata evolva in senso negativo, sino a diventare impossibile. Stiamo entrando in un terreno minato, assai complesso ma nello stesso tempo particolarmente delicato per il sesso forte. Se il ritardo eiaculatorio rappresenta motivo d'imbarazzo per quegli uomini che ne sono affetti, l'incapacità totale di eiaculare è palesemente più umiliante. Ad ogni modo, sarebbe errato generalizzare, dunque è opportuna una distinzione netta dei quadri clinici - di seguito riportata - utile come importante criterio diagnostico:

  • caso N°1: l'uomo è in grado di eiaculare dopo un periodo di tempo più lungo rispetto alla norma, ma non è capace di percepire l'orgasmo (eiaculazione ritardata ed anorgasmia);
  • caso N°2: durante il rapporto sessuale, l'uomo non è in grado di eiaculare, né di percepire l'orgasmo (eiaculazione impossibile ed anorgasmia);
  • caso N°3: l'eiaculazione è ritardata, ma le percezioni orgasmiche restano invariate;
  • caso N°4: l'eiaculazione è visibilmente negata, ma l'uomo è in grado di percepire l'orgasmo. Ci troviamo di fronte ad un'eiaculazione retrograda associata ad orgasmia, quando lo sperma viene riversato all'interno della vescica, oppure di orgasmo anaeiaculatorio, le cui cause risalgono, soprattutto, nella somministrazione eccessiva di particolari farmaci (es. beta-bloccanti), a deficit di testosterone, ad infiammazioni o a pesanti traumi fisici.

Ripercussioni psicologiche

Quando l'eiaculazione ritardata diviene un fenomeno frequente ed ordinario, la condizione potrebbe provocare seri ostacoli nella relazione di coppia, soprattutto all'interno della sfera sessuale. La capacità di lasciarsi trasportare dalle emozioni e dal piacere viene inevitabilmente impedita: il pensiero continua a ricadere sul momento “clou” e si rischia di consumare il rapporto sessuale solamente in funzione di questo sospirato evento. In tal modo, vengono soffocate le emozioni, il piacere e l'appagamento mentale reciproco.
Nell'eiaculazione ritardata, l'orgasmo maschile non è sempre così scontato e prolungare eccessivamente il rapporto non giova certo alla donna: i movimenti coitali continui potrebbero lacerare le pareti vaginali, quindi provocare dolore o irritazione. Inoltre la donna, in queste situazioni, è pervasa da una sensazione di colpevolezza mescolata a delusione, perché non si sente in grado di soddisfare l'uomo.
Per ovviare a questi problemi, gli uomini affetti da eiaculazione ritardata dovrebbero rivolgersi ad uno specialista, che li aiuti ad inquadrare il problema e a risolverlo. Ovviamente, quando il ritardo eiaculatorio rappresenta un fenomeno occasionale, il parere del medico non è indispensabile, poiché durante la vita di coppia è pressoché normale imbattersi in momenti di debolezza: in simili frangenti, l'eiaculazione ritardata può essere facilmente superata grazie al dialogo con la partner femminile.

Eiaculazione ritardata e terapie

Le terapie volte a risolvere (ed anticipare) l'eiaculazione ritardata devono essere seguite in funzione del problema di fondo: è chiaro che, quando il paziente lamenta un ritardo dell'atto eiaculatorio dovuto solamente allo stress, la terapia risolutiva risulta meno “importante” rispetto all'eiaculazione ritardata causata da abuso di farmaci, ansia da prestazione, disturbi psico-sessuali ecc.
Le terapie volte ad ovviare l'eiaculazione ritardata sono principalmente due:

  1. terapia farmacologica
  2. approccio psicoterapeutico

Alcuni specialisti consigliano addirittura l'ipnosi come terapie risolutiva dell'eiaculazione precoce, ma non tutti i medici concordano sull'efficacia della pratica.
L'auto-terapia, invece, non dà ottimi risultati nella maggior parte dei casi.

 

Terapia farmacologica
La terapia farmacologica si basa sulla somministrazione di specialità medicinali di tipo simpatico-mimetiche, in grado di stimolare i centri nervosi eccitatori, responsabili dell'orgasmo.

 

Approccio psicoterapeutico
La psicoterapia dovrebbe coinvolgere entrambi i partner, allo scopo di istruire la coppia sui principi-fondamento delle relazioni sessuali ed interpersonali. L'istruzione sessuale di tipo riabilitativo prevede un programma preciso, in cui il dialogo ha un ruolo fondamentale nelle relazioni di coppia; inoltre, le suddette terapie sono utili ad entrambi i partner per la progressiva e graduale acquisizione delle capacità di beneficiare reciprocamente dell'appagamento psicologico e fisico, attraverso la messa in pratica di mansioni sessuali specifiche. Il fine è decondizionare l'inconveniente sessuale (eiaculazione ritardata), vivere le proprie emozioni ed eliminare i condizionamenti negativi mentali.


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Ultima modifica dell'articolo: 21/04/2016