Eiaculazione precoce

Definizione di eiaculazione precoce

In letteratura, l'eiaculazione precoce è citata come “la più comune tra le disfunzioni sessuali maschili”, un problema riscontrato tra gli uomini di tutti i livelli socio-economici: tant'è che per alcuni autori, la precocità eiaculatoria è definibile come una sorta di “disfunzione sessuale democratica”. Diagnosi Eiaculazione PrecoceMa non è tutto: l'eiaculazione precoce non rappresenta solamente la disfunzione sessuale più frequente nel mondo maschile, ma anche il disturbo sessuale più difficilmente decifrabile in termini medico-scientifici. Inutile negare che l'eiaculazione precoce sia un disturbo chiaro a tutti, ma contemporaneamente assai complesso da definire nei termini più giusti: alcuni lo descrivono come una vera e propria malattia, fisica e psicologica, che inevitabilmente si ripercuote nell'intimità con la partner, generando imbarazzanti situazioni.
Nell'eiaculazione precoce l'uomo è incapace di mantenere un certo self-control volontario sul proprio riflesso eiaculatorio: si tratta di un problema molto sentito dal sesso forte, poiché, raggiunto l'orgasmo dopo una breve eccitazione sessuale, l'uomo non è più in grado di soddisfare la propria donna.

 

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Incidenza

L'ejaculatio praecox, traduzione latina di eiaculazione precoce, rappresenta una condizione assai diffusa nella sfera maschile. Si stima infatti che all'incirca il 25-40% degli uomini soffra di questo spiacevole disturbo. In altre parole, all'incirca un uomo su tre lamenta problemi d'eiaculazione precoce.

Eiaculazione precoce durante la pubertà

La pubertà rappresenta un momento particolarmente delicato, una fase di passaggio in cui il ragazzino diventa uomo. Questa trasformazione è graduale, progressiva, non certo immediata: in situazioni simili, il meccanismo che regola la produzione di sperma non è ancora completamente funzionale e stabilito. A tal proposito, le primissime eiaculazioni potrebbero sopraggiungere senza alcuna fuoriuscita di sperma o, ancora, l'eiaculazione potrebbe accadere durante la notte (polluzione notturna).
Proprio per questo motivo, non sarebbe del tutto corretto parlare di eiaculazione precoce in quei ragazzi che hanno appena valicato il limite dell'infanzia.

Come stabilire il disturbo

Visto l'elevato indice d'incidenza del disturbo, l'eiaculazione precoce è oggetto di studio per molti autori: sfortunatamente, tuttavia, risulta alquanto complesso tracciare con precisione i criteri clinici che inquadrano perfettamente il disturbo. In altre parole, è molto chiaro il modo in cui si manifesta l'eiaculazione precoce, ma non risulta così immediato e oggettivo il momento esatto in cui si può considerare la precocità eiaculatoria.
Alcuni autori inquadrano l'eiaculazione precoce in termini di spinte, che esprimono i movimenti coitali utili al raggiungimento dell'orgasmo; per altri autori, l'eiaculazione precoce dev'essere stabilita considerando il tempo che intercorre tra la penetrazione vaginale e l'eiaculazione. Obiettivamente, però, né i parametri temporali, né tantomeno il numero di movimenti coitali sembrano essere utili criteri clinici per stabilire, in modo oggettivo e distaccato, la precocità eiaculatoria, in quanto non vengono considerati  i fattori psicologici che regolano il tutto [tratto da http://www.eiaculazioneprecoce.org/].
Nonostante quanto detto, alcuni autori definiscono l'eiaculazione precoce nel momento in cui l'orgasmo maschile si conclude entro 30 secondi a partire dalla penetrazione vaginale. Altri, invece, azzardano un'altra teoria, secondo cui l'uomo può essere definito “affetto da eiaculazione precoce” quando raggiunge la frenesia orgasmica prima della donna, indipendentemente dalla “durata”. Quest'ultima teoria non dovrebbe essere sottovalutata, considerando che l'uomo raggiunge l'orgasmo prima della donna nel 50% dei casi.
In conclusione, probabilmente, nessuna di queste teorie potrebbe essere considerata realmente valida per inquadrare il disturbo dell'eiaculazione precoce: alcuni uomini superano il cosiddetto “punto eiaculatorio di non ritorno” già durante la fase preliminare, dunque prima della penetrazione vera e propria; per non parlare di quegli uomini che eiaculano già alla sola vista della partner in atteggiamenti intimi.

Da questi concetti si evince che non è possibile delineare una tempistica oggettiva circa l'eiaculazione precoce: sarebbe quindi errato stabilire dei tempi “giusti” per completare un rapporto, poiché questo dovrebbe essere sempre spontaneo, nonché scorporato da regole e “paletti”. È quindi ovvio che, fissando preamboli o condizioni preliminari, l'uomo possa essere condizionato in senso negativo: nella sessualità non dovrebbero esistere schemi precisi, altrimenti si corre il rischio sia di consumare il rapporto in maniera meccanica, sia di inciampare in spiacevoli equivoci quali, ad esempio, l'eiaculazione precoce data dalla volontà di seguire precise regole prestabilite.


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Ultima modifica dell'articolo: 14/03/2016