Ecchimosi

Punti chiave

L'ecchimosi è uno stravaso di sangue in un tessuto, conseguenza di un trauma contusivo in grado di danneggiare le pareti dei vasi sanguigni, senza interrompere i tegumenti.


Ecchimosi: cause
Le ecchimosi più frequenti sono indotte da traumi o contusioni di lieve-media entità. Oltre a questi elementi, le ecchimosi possono conseguire ad alterazioni della coagulazione del sangue (emofilia, leucemia, trombocitopenia), ad alcune malattie (flebite, lupus, scorbuto) ed a terapie anticoagulanti.


Ecchimosi: sintomi
Il sintomo principale dell'ecchimosi è il dolore, la cui intensità dipende dalla gravità della contusione inferta. Il dolore è spesso associato a gonfiore e percezione di calore locale.


Ecchimosi: segni
Cromia → La cromia dell'ecchimosi varia nel corso del tempo: rosso (subito dopo la lesione), blu/viola (dopo 4-6 gg) e verde giallo (dopo 7-10 gg).
Dimensioni → l'ecchimosi non presenta una forma definita. In linea generale, il diametro dell'ecchimosi è compreso tra 1 e 2 cm


Ecchimosi: cure
Un'ecchimosi lieve non necessita di alcun trattamento specifico. Impacchi di ghiaccio possono velocizzare i tempi di guarigione.



Definizione

Per definizione, l'ecchimosi è uno stravaso di sangue in un tessuto, espressione di una contusione in grado di rompere le pareti dei vasi sanguigni, senza però interrompere i tegumenti (cute). Le ecchimosi di grave entità, caratterizzate da un copioso accumulo di sangue in un tessuto, si vestono di significato patologico più importante: in simili circostanze, l'ecchimosi è precisamente definita ematoma.
L'ecchimosi può essere riscontrata direttamente sulla pelle, o coinvolgere una membrana mucosa. Similmente all'ematoma propriamente detto, i traumi e le contusioni non costituiscono gli unici elementi scatenanti l'ecchimosi: anche alterazioni della capacità coagulativa del sangue, leucemia e terapie anticoagulanti possono infatti causare lividi simili.

Cause

Le ecchimosi più frequenti sono frutto di un'azione violenta, esercitata da un oggetto sulla pelle.
Lesioni simili possono essere prodotte secondo differenti modalità:

  1. Compressione: i vasi sanguigni subiscono una lacerazione per schiacciamento
  2. Decompressione: la suzione induce i capillari ad uno scoppio, che avviene per decompressione esterna
  3. Trazione: i condotti del circolo ematico vengono stirati, fino alla lacerazione
  4. Squilibrio pressorio: tipico dello sforzo fisico. Alcune pratiche sportive (es. sollevamento pesi) richiedono uno sforzo fisico esagerato: la pressione sanguigna aumenta, così i capillari tendono a rompersi. Anche le convulsioni asfittiche (caratterizzate da un'incapacità respiratoria temporanea), le crisi epilettiche ed i conati della pertosse possono favorire uno squilibrio pressorio, fino a formare ecchimosi

Urti, botte, contusioni o traumi di lieve-media entità sono le cause tipiche dell'ecchimosi; tuttavia, come ricordato nell'incipit, l'azione violenta di un oggetto sulla cute non ne rappresenta l'unica causa possibile.

Fattori di rischio

Le ALTERAZIONI DELLA CAPACITÀ COAGULATIVA ematica concorrono a sviluppare ecchimosi. In tal senso, le patologie più ricorrenti sono:

  • Emofilia: spiccata tendenza al sanguinamento. L'incapacità coagulativa del sangue che caratterizza l'emofilia (malattia ereditaria) è espressione di una totale o parziale insufficienza dei cosiddetti fattore VIII o fattori IX. La carenza o l'assenza di questi fattori fondamentali per la coagulazione, predispone il paziente alle ecchimosi.
  • Trombocitopenia (o piastrinopenia): si tratta di una condizione clinica caratterizzata da una riduzione delle piastrine nel sangue (< 150.000 unità per mm3 di sangue). Le piastrine esercitano un ruolo cardinale nella regolazione dell'emostasi, dunque intervengono nel processo di coagulazione del sangue. Una riduzione della conta piastrinica può predisporre il soggetto ad emorragie, ecchimosi, petecchie ed ematomi.
  • Leucemia (tumore del sangue): la riduzione del numero di piastrine circolanti - carattere distintivo della leucemia - può causare perdite di sangue dal naso (epitassi), emorragie importanti dopo una piccola abrasione, emorragie intestinali, emorragie cutanee ed ecchimosi od ematomi enormi.

Sono state identificate anche altre MALATTIE predisponenti l'ecchimosi:

  • flebite (infiammazione delle vene di superficie)
  • lupus eritematoso sistemico (poco frequente)
  • scorbuto: malattia da grave carenza di Vitamina C. Anche lo scorbuto predispone un soggetto alla formazione di ecchimosi. In questa patologia, la tendenza alle emorragie e la formazione di petecchie ed ecchimosi sono il risultato dell'elevata permeabilità dei vasi sanguigni. Ricordiamo brevemente che l'acido ascorbico è essenziale per la formazione del tessuto connettivo, la cui funzione è fornire elasticità e forza alla parete dei vasi; la fragilità del connettivo aumenta enormemente la permeabilità dei vasi sanguigni, dunque il rischio di emorragie.

Anche le terapie anticoagulanti - dunque l'assunzione di farmaci come coumadin, eparina e dicumarolo - possono predisporre il paziente alla formazione di ecchimosi, indipendentemente da un urto o da una contusione.

Sintomi

Per approfondire: Sintomi Ecchimosi


Come analizzato, l'ecchimosi origina spesso da traumi o contusioni di entità più o meno grave. Il sintomo principale dell'ecchimosi è quindi il DOLORE locale, percepito in corrispondenza del punto in cui è avvenuta la lesione. L'intensità del dolore è chiaramente soggettiva, ed è proporzionale alla violenza con cui la contusione è stata inflitta. Più che di "dolore" vero e proprio, la maggior parte dei pazienti colpiti da ecchimosi lamenta pizzicore o tensione a livello della parte lesa. La dolorabilità aumenta esercitando una pressione sull'ecchimosi; spesso, questo sintomo è associato a edema locale - dunque gonfiore - e percezione di calore.

Segni e caratteristiche

CROMIA


La cromia dell'ecchimosi varia nel corso del tempo: man mano che la lesione viene riassorbita, sulla superficie della pelle si possono osservare sfumature colorate differenti. Inizialmente, il livido appare rossastro-blu; dopo 4-6 giorni, la cromia dell'ecchimosi sfuma al verde. Dopo una settimana o una decina di giorni, il livido scolorisce, fino ad assumere una veste giallo-dorato.


A seguito di un trauma circoscritto, i globuli rossi locali vengono fagocitati e degradati dai macrofagi. L'alterazione del colore dell'ecchimosi è espressione della conversione enzimatica dell'emoglobina in bilirubina.


Le variazioni cromatiche delle ecchimosi nel corso del tempo sono utilissimi indizi per collocare cronologicamente l'azione contusiva violenta. Un'ecchimosi rossa indica un trauma subìto da poche ore, mentre un'ecchimosi giallastra denota un livido in via di guarigione.


DIMENSIONI E FORMA


Generalmente, le ecchimosi non hanno una forma definita. Tuttavia, per distinguerle dalle lesioni più lievi - petecchie e porpora - si è stabilito che il diametro dell'ecchimosi deve superare almeno il centimetro. Confrontate con gli ematomi, le ecchimosi sono più piccole (il livido non supera i 2 cm) e generalmente meno gravi: spesse volte, le ecchimosi si estendono al punto da confondersi con un ematoma, creando vere e proprie maschere ecchimotiche.
Non è raro che l'ecchimosi riproduca sulla pelle il corpo contundente o l'oggetto che l'ha originata: in questo caso, la lesione assume la connotazione di "ecchimosi figurata".

LOCALIZZAZIONE


In genere, l'ecchimosi si manifesta in corrispondenza del punto in cui è avvenuta una contusione. Ad ogni modo, alcune varianti di ecchimosi compaiono in sede più lontana: basti pensare alle ecchimosi palpebrali nel contesto delle fratture della base del cranio.
Altre volte, le ecchimosi si rivelano l'unico segno esterno di profonde compromissioni, anche di estrema gravità.

Cure

Le ecchimosi di lieve entità tendono ad autorisolversi nell'arco di pochi giorni: l'emorragia si riassorbe lentamente, scomparendo del tutto dopo un breve periodo di tempo. Per velocizzare i tempi di guarigione, si consiglia di applicare sul trauma borse del ghiaccio: l'effetto vasocostrittore del freddo (crioterapia), limita la fuoriuscita di sangue dai vasi lesionati dal trauma. Oltre a questa proprietà, il ghiaccio conferisce un buon effetto anestetizzante, mascherando temporaneamente il dolore.
In caso di gravità (maschere ecchimotiche), è possibile sia assumere farmaci antinfiammatori per os, sia applicare localmente - direttamente sulla superficie dell'ecchimosi - pomate analgesiche.
Quando la lesione è frutto di alterazioni della capacità coagulativa ematica, è necessario risalire alla causa che ha indotto l'ecchimosi, ed intervenire di conseguenza.



Ultima modifica dell'articolo: 20/09/2016