Dolore al Seno

Mastodinia

L'espressione "dolore al seno" si utilizza comunemente per indicare una generica dolorabilità alle mammelle. Tipico delle donne, il dolore al seno è un sintomo estremamente soggettivo, variabile da una semplice tensione mammaria ad un dolore acuto, intenso e penetrante.
Dolore al SenoScientificamente definito mastodinìa, il dolore al seno preoccupa (spesso in misura eccessiva) le donne: non è infatti un caso che oltre la metà delle visite senologiche venga prenotata proprio a causa di un generico dolore al seno. Oltre alla causa che la provoca, la mastodinìa può assumere connotazioni differenti in base alla percezione soggettiva del dolore.

A ausa delle sue implicazioni psico-fisiche, la mastodinìa mette a dura prova la tranquillità della paziente, risultando uno dei dolori più emblematici per il mondo femminile. Di fatto, le pazienti finiscono spesso con l'abbinare un particolare ed inconsueto dolore al seno a condizioni morbose a dir poco catastrofiche: erroneamente, molte donne tormentate da un dolore mammario sono convinte di essere colpite da una forma neoplastica (tumore) quando, in realtà, il sintomo potrebbe essere il semplice risultato di un'alterazione ormonale.
Ad ogni modo, per la serenità della donna, si consiglia sempre una visita di controllo da uno specialista, che potrà redigere una corretta diagnosi e prescrivere la terapia più indicata.
Obiettivo di quest'articolo è conoscere un po' più da vicino questo problema, analizzandone i sintomi e dandone una prima interpretazione.

Cosa può essere?

In base al tipo di dolore percepito, è possibile eseguire una prima ed ipotetica diagnosi fai da te. Ricordiamo, tuttavia, che in caso di dolore al seno continuo e sospetto, non placabile con i comuni farmaci analgesici, il parere e la visita del medico risultano a dir poco fondamentali per sorprendere sul nascere un'eventuale malattia nello stadio iniziale.
Il dolore al seno viene spesso descritto come una dolorabilità cronica, un bruciore acuto od una spiacevole tensione al tessuto mammario. Inoltre, non è detto che il dolore al seno si ripresenti in modo continuativo: molte donne, infatti, accusano il problema saltuariamente, senza riuscire ad attribuirgli una spiegazione precisa.
Esistono più tipi di mastodinia:

  1. Dolore al seno legato al ciclo mestruale, la forma indubbiamente più diffusa di mastodinia: il fastidio si ripresenta con una certa ciclicità, in genere 5-10 giorni prima dell'arrivo delle mestruazioni. La mastodinia colpisce normalmente entrambi i seni e il dolore scompare man mano che il flusso mestruale sfuma.
  2. Dolore proveniente dalla parete toracica che s'irradia sotto il seno: in questo caso, la spiegazione del disturbo può risiedere in malattie reumatiche, muscolari od ossee.
  3. Dolore al seno dipendente da infezioni da Herpes zoster: la particolarissima dolorabilità al seno che compare in queste circostanze è sempre accompagnata da un'eruzione cutanea locale bollosa particolarmente evidente.
  4. Dolore al seno patologico dipendente da tumori: si tratta di una forma molto rara di mastodinia poiché le neoplasie alle mammelle non si manifestano, in genere, con questo sintomo. Approssimativamente, si stima che solo 1 caso su 200 di dolore al seno origini da una forma tumorale.

Interpretare il dolore al seno

In presenza di un generico dolore al seno, una prima e indicativa autodiagnosi risulta indispensabile per smascherare eventuali disturbi patologici già nello stadio iniziale. Per interpretare il dolore al seno è necessario riconoscerne l'intensità, la durata, la frequenza e la precisa localizzazione. L'autopalpazione e l'osservazione delle mammelle risultano due pratiche utilissime per riconoscere precocemente possibili ed ipotetiche anomalie a livello mammario:

  1. Attraverso l'autopalpazione del seno, pratica tra l'altro di non facile apprendimento, è possibile riconoscere eventuali noduli sospetti e gli anomali cambiamenti di forma e dimensione delle mammelle. È importante che l'autopalpazione venga eseguita regolarmente dalla donna, non solo quando si presenta un dolore al seno.
  2. Anche l'osservazione delle mammelle è indispensabile per una prima auto-diagnosi del dolore al seno. Quando il seno non viene alterato nella sua forma ed i capezzoli sono naturalmente sporgenti, il dolore al seno percepito riflette in genere una condizione benigna. Quando invece i capezzoli presentano delle rientranze, emettono un secreto lattiginoso/giallastro dopo una leggera spremitura e la pelle del seno assume un aspetto anomalo, si raccomanda vivamente il consulto del medico, poiché il dolore potrebbe celare un disturbo patologico.

Quando il dolore al seno segue una certa ciclicità, non è accompagnato dalla formazione di noduli mammari/ascellari permanenti, e non si verificano variazioni di forma, dimensione o consistenza delle mammelle, l'interpretazione più ovvia è fortunatamente la meno preoccupante: la causa della mastodinia va ricercata precisamente nella variazione ormonale tipica del periodo mestruale (dolore al seno da ciclo).
Quando invece si presentano addensamenti in una qualsiasi zona del seno (che non scompaiono dopo l'arrivo della mestruazione), il capezzolo è retratto, il dolore non si ripresenta con una certa regolarità e la mammella subisce una qualsiasi variazione di forma o dimensione, la visita medica risulta imprescindibile. Solo attraverso la palpazione al seno eseguita da una figura competente, eventualmente supportata da mammografie ed altre indagini senologiche specifiche, è possibile risalire alla precisa causa scatenante, dunque agire di conseguenza.
Anche in assenza di segni sospetti e di dolore al seno, si raccomandano comunque regolari visite di controllo e mammografie, in particolare dopo i 40 anni: alcune anomalie mammografiche possono infatti essere asintomatiche, dunque non provocare né dolore al seno né altri sintomi.


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Ultima modifica dell'articolo: 15/09/2016