Discinesia: quadro clinico e fattori di rischio

Definizione di discinesia

La discinesia titola il capitolo delle alterazioni cinetiche: nella trattazione introduttiva abbiamo approfondito le diverse tipologie di discinesie possibili e le cause scatenanti i disturbi della motilità. In questo breve articolo analizzeremo il quadro clinico generale, quindi le alterate manifestazioni cinetiche indotte dalle discinesie, ed i possibili fattori di rischio per l'insorgenza delle stesse.

Analisi del termine

DiscinesiaIl termine “discinesia” è talvolta utilizzato in modo improprio, poiché questo comprende una vastissima tipologia di movimenti, e viene spesse volte utilizzato come espressione equivalente ad ipercinesia. In realtà è doveroso porre molta attenzione nella diagnosi del disturbo, poiché la discinesia propriamente detta fa riferimento solamente a disfunzioni del sistema extrapiramidale (gruppo di vie e centri nervosi che agiscono a livello della sfera motoria). A tal proposito, è indispensabile tracciare un preciso profilo clinico-sintomatologico del paziente affetto, per inquadrare la discinesia in una peculiare patologia o sindrome.

Sintomi

È doveroso distinguere due tipologie di movimenti: le ipercinesie (movimenti eccessivi, definiti abnormi, di tipo involontario, accompagnati da spasmi stereotipati) e le ipocinesie (caratterizzate da tensione e rigidità muscolare, la cui attività motoria risulta notevolmente rallentata).
I movimenti discinetici involontari coinvolgono in particolar modo la lingua, la bocca ed il viso; tuttavia, il tronco, le mani ed i piedi non sono sempre esclusi.
In genere, le manifestazioni cinetiche esterne - a differenza delle discinesie interne - non provocano un intenso dolore fisico; da non dimenticare, comunque, che queste possono creare turbe di natura psico-sociale, dunque in taluni casi le discinesie possono diventare fenomeni imbarazzanti e mentalmente invalidanti. Nei casi di severità, i movimenti discinetici potrebbero creare disturbi verbali e deglutitivi, sino ad ostacolare persino la masticazione.
Il quadro clinico desunto dalla discinesia dev'essere scrupoloso ed inequivocabile: a tal proposito, i sintomi clinici, tipici delle discinesie tardive (alterazioni cinetiche causate da trattamenti farmacologici neurolettici cronici) sono catalogati ulteriormente, in funzione delle aree anatomiche coinvolte. Tra i movimenti facciali ed oculari, i tic, le smorfie e l'inarcamento delle sopracciglia rappresentano le discinesie più comuni; la torsione della lingua, i movimenti masticatori - tra cui rientra anche il bruxismo - lo spostamento della mandibola ecc. caratterizzano invece le discinesie periorali.
Ancora, nel profilo clinico del paziente affetto, devono essere ricercati anche eventuali possibili movimenti delle estremità (torsione delle mani, dei piedi, movimenti degli arti inferiori o superiori, serratura delle mani, ecc.) e le discinesie a carico del tronco (gli ondeggiamenti, le fluttuazione e le torsioni del tronco, accompagnati da spinte pelviche). [Tratto da: www.discinesia.it]

Fattori di rischio

Il fattore di rischio maggiormente implicato nella manifestazione clinica della discinesia tardiva è la somministrazione costante e cronica di farmaci neurolettici-antipsicotici; nonostante quanto affermato, sembra che, indistintamente, tutte le suddette specialità medicinali di vecchia generazione comportino i medesimi effetti collaterali discinetici, e che solamente i farmaci antipsicotici atipici, a parità di dosaggio, implichino meno danni alla cinetica del paziente. È comprensibile tuttavia che, qualora il paziente, per necessità patologiche, dovesse assumere un dosaggio più elevato di neurolettici atipici, i movimenti discinetici sarebbero comunque inevitabili.
In altre parole, considerando la categoria degli antipsicotici-neurolettici, il rischio di provocare discinesia è direttamente proporzionale all'aumentare della posologia e della durata del trattamento.
Ad ogni modo, è stato dimostrato che anche i farmaci utilizzati nel trattamento di depressione, nausea e dispepsia sono direttamente correlati alla manifestazione di discinesie.
Sono stati identificati ulteriori fattori di rischio, connessi indirettamente alle discinesie e legati soprattutto all'età, al sesso, allo stato di salute e alle abitudini del paziente.
Il rischio di manifestare discinesie aumenta all'avanzare dell'età del paziente; si stima che le donne siano più a rischio di forme discinetiche rispetto agli uomini, in particolare durante il periodo menopausale.
La depressione, le malattie degenerative (es. diabete) ed il morbo di Parkinson, così come il tabagismo, l'assunzione di alcool e di sostanze stupefacenti costituiscono ulteriori fattori di rischio per le discinesie. In taluni casi, è stata riscontrata una certa predisposizione genetica al disturbo cinetico.

Per alcuni autori, gli effetti collaterali generati dalle sostanze neurolettiche sono definiti inquietanti, poiché potenzialmente responsabili dello stigma di disturbi psicologici: a tal proposito il controllo periodico del medico risulta indispensabile.


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Ultima modifica dell'articolo: 08/12/2016