Devitalizzazione od estrazione?

Introduzione

Non sempre un dente gravemente traumatizzato da infezioni profonde richiede l'estrazione. In alcuni casi (molti, in realtà), un dente colpito da pulpiti o processi cariogeni estesi può essere salvato mediante la devitalizzazione. Devitalizzazione od estrazioneLa moderna odontoiatria si prefissa, come principale obiettivo, di conservare quanto più a lungo un dente permanente nella sua sede d'origine, lasciando l'estrazione come ultima spiaggia. In caso d'infezioni dentali gravi non risolvibili mediante semplice otturazione, un provetto dentista dovrebbe in primis ricercare la soluzione più adatta per scongiurare la rimozione forzata del dente; in simili circostanze, la devitalizzazione costituisce la strategia chirurgica d'elezione.
In questa trattazione cercheremo di fare un po' di chiarezza, rispondendo ai dubbi più comuni che assillano puntualmente tutti (o quasi) i pazienti in occasione d'infezioni dentali gravi. In quali circostanze può essere eseguita una devitalizzazione? Perché in alcuni casi il dente viene estratto chirurgicamente? È possibile evitare di devitalizzare od estrarre un dente?

Generalità

Per rendere più limpida la trattazione, è doveroso dedicare qualche riga alla breve descrizione dei due interventi. Così facendo, sarà più semplice capire, già da una prima lettura, perché in molti casi è preferibile la devitalizzazione all'estrazione di un dente.


DEVITALIZZAZIONE
La devitalizzazione (o trattamento canalare) è una procedura dentistica che garantisce la riparazione di denti seriamente compromessi da infezioni o traumi estesi, tali da danneggiare irreversibilmente la polpa dentale. La devitalizzazione rientra nella lista delle procedure conservative perché finalizzata a salvare il dente, rimuovendo il danno subìto senza tuttavia ricorrere alla sua estrazione. In breve, la devitalizzazione prevede dapprima la rimozione della polpa dentale infetta, poi la sostituzione della stessa con un amalgama speciale e, in fine, la ricostruzione del dente.

Devitalizzazione - Come si esegue

Da Wikipedia: le varie fasi della devitalizzazione dentale. A) Dente malato o danneggiato. B) Trapanazione e pulitura. C) Eliminazione di vasi e nervi fino all'apice del dente con lime canalari ("file" endodontici). D) riempimento con guttaperca e copertura con corona protesica (capsula)


ESTRAZIONE DEL DENTE
Detta anche avulsione, l'estrazione dentale è una strategia dentistica che prevede la rimozione di un dente dalla cavità ossea in cui risiede normalmente (alveolo). Un dente viene estratto quando, per motivi patologici od impedimenti fisici, la permanenza nella sua sede naturale creerebbe un danno maggiore. I denti del giudizio - come vedremo in seguito - costituiscono un'eccezione perché possono essere rimossi chirurgicamente anche per motivi prettamente preventivi (per salvaguardare la corretta posizione ed il giusto allineamento degli altri denti).

Confronto

Molti pazienti che si ritrovano a combattere contro un mal di denti insopportabile causato da una profonda infezione dentale sono costretti a sottoporsi ad un intervento dentistico. Il destino del dente dipenderà dalla gravità dell'infezione. Oggi, con il perfezionamento delle strategie dentistico-chirurgiche, la devitalizzazione costituisce un eccellente intervento di salvataggio del dente: viene eseguita per curare la patologia sottostante e mantenere l'elemento dentale nella sua posizione naturale senza ricorrere all'estrazione.
Quando è possibile devitalizzare il dente? Quando invece è necessario estrarlo?
Per facilitare la comprensione, riportiamo in tabella le principali indicazioni dell'uno e dell'altro intervento.


Indicazioni della devitalizzazione

Indicazioni per l'estrazione del dente

  • Affollamento dentale non rimediabile con strategie ortodontiche (apparecchio dentale)
  • Carie, pulpiti ed ascessi dentali molto profondi, non curabili con metodiche conservative
  • Cisti dentali o granulomi non risanabili mediante apicectomia
  • Denti gravemente scheggiati o marci
  • Denti inclusi (in questo caso, dopo l'estrazione, il dente può essere nuovamente trapiantato in posizione corretta)
  • Denti soprannumeri
  • Piorrea avanzata
  • Radio/chemioterapie richiedenti l'estrazione dentale

Denti del giudizio infetti

Nella maggior parte dei casi il dentista cerca di salvaguardare un dente colpito da infezioni profonde, evitando dunque il suo prelievo forzato. Quanto affermato, tuttavia, non viene normalmente applicato a denti del giudizio colpiti da infezioni: l'inutilità funzionale dei terzi molari vincola quasi sempre il medico chirurgo a procedere con l'estrazione piuttosto che con un altro intervento conservativo. Sarebbe infatti inutile ed infruttuoso intervenire con qualsivoglia trattamento dentistico al di fuori dell'estrazione nei denti del giudizio infetti o marci. Basti pensare, ad esempio, che talvolta il dentista suggerisce l'estrazione del dente del giudizio anche prima dell'eruzione attraverso la gengiva (dente incluso), dato che la sua presenza potrebbe alterare l'armonia strutturale del sorriso (denti storti, malocclusione dentale ecc.).

Prevenzione

Non è piacevole rivolgersi al dentista per un mal di denti insopportabile che perdura da molto tempo. Con ogni probabilità, questo sintomo è il primo campanello d'allarme di un'infezione in atto: il paziente è dunque consapevole che, forse, lo sta aspettando un intervento dentistico imminente.
Che si tratti di una banale otturazione o di una procedura dentistica lievemente più articolata come la devitalizzazione, poco importa: la paura del dentista è comunque un dato di fatto. Per non parlare, poi, di quando è necessario estrarre il dente perché irreversibilmente danneggiato da insulti infettivi che, oramai, si sono spinti troppo in profondità per poterlo salvare.
Come fare, dunque per fuggire a questi interventi dentali (oggettivamente) poco graditi da chi li subisce?
L'unica risposta a questo quesito è riassumibile in una sola, semplice, parola: prevenzione.


Per salvaguardare lo stato di salute dei denti è necessario osservare semplici regole di base, spesso purtroppo sottovalutate e banalizzate:

  1. Accurata igiene orale domiciliare pluriquotidiana con spazzolino, dentifricio, filo interdentale e collutorio
  2. Pulizia dentale professionale ogni 6-12 mesi per rimuovere placca e concrezioni di tartaro non rimovibili mediante l'igiene orale quotidiana
  3. Periodici controlli dal dentista per accertare lo stato ottimale dei denti
  4. Sigillatura dei denti per prevenire le carie non appena i denti da latte lasciano il posto a quelli permanenti

Prevenire le carie e le infezioni dentali è l'unica soluzione per mantenere sani, forti ed in piena salute i denti. In questo modo, è possibile evitare di sottoporsi a spiacevoli interventi conservativi come la devitalizzazione o, ancor peggio, ad operazioni estreme quali l'estrazione del dente.



Ultima modifica dell'articolo: 17/06/2016