La dermatite seborroica rappresenta una condizione abbastanza comune, che colpisce principalmente (ma non solo) il cuoio capelluto; come tutte le dermatiti, anche quella seborroica è caratterizzata da infiammazione della zona interessata ed arrossamento, associati ad una fastidiosa sensazione di prurito.
A volte, la dermatite seborroica si presenta come la rosacea; per questo motivo, spesso, le due condizioni sono confuse o possono manifestarsi contemporaneamente.
La dermatite seborroica consiste nella perdita di squame untuose, causata principalmente da un fungo, noto come Malassezia furfur (Pityrosporum ovale), che provoca irritazione della pelle: le cellule, in seguito allo sfaldamento accelerato a cui sono sottoposte, producono squame, che si manifestano sottoforma di crosticine. Inoltre, spesse volte, le squame untuose e gialle sono associate ad altre manifestazioni cutanee come follicolite ed eritema.
La dermatite seborroica è una malattia cronico - recidivante: oltre che nel cuoio capelluto, si rileva nelle sopracciglia, negli orecchi, a livello inguinale e ascellare, zone ricche di ghiandole sebacee.
Il cuoio capelluto è il terreno preferito dal fungo, perché il sebo alterato risulta adatto per la sue proliferazione: le ghiandole sebacee presenti sono iperattive, di conseguenza la composizione del loro secreto è alterata (da cui l'aggettivo seborroico).
Malassezia furfur irrita anche la cute dei neonati; in questi casi si parla di crosta lattea, la cui causa scatenante è dubbia.
Come per la maggior parte delle dermatiti, anche per quella seborroica la ricerca delle cause d'origine è spesso messa in discussione, perché incerta: molti sono gli elementi possibili o i fattori ritenuti “sospetti” che concorrono alla comparsa della dermatite seborroica. Tra le possibili cause si ricorda:
È bene puntualizzare che in caso di dermatite seborroica le ghiandole sebacee non aumentano di numero, ma subiscono "semplicemente" un'alterazione nella produzione sebacea, che diviene eccessiva, e della composizione del sebo, che irrita il cuoio capelluto o la zona colpita.
I capelli perdono la loro naturale bellezza, la lucentezza diminuisce, diventano crespi e assai oleosi.
La dermatite seborroica risulta abbastanza diffusa tra gli adolescenti (incidenza del 3-5%): se questo disturbo compare negli infanti e negli adolescenti, probabilmente, la dermatite seborroica persisterà anche in età adulta.
Per contrastare la dermatite seborroica si consiglia l'utilizzo di prodotti specifici per capelli, che esercitano la propria azione inibendo la proliferazione e la crescita del fungo; gli shampoo dovrebbero contenere anche principi attivi volti a sfiammare la zona interessata. Talvolta, anche i farmaci possono essere utilizzati (in genere, idrocortisonici).
Considerando, poi, che la dermatite seborroica è spesso accompagnata dalla caduta del capello, sarebbe opportuno applicare delle lozioni studiate appositamente per contrastare la miniaturizzazione dei follicoli: infatti, l'eccesso di produzione tende a “schiacciare” il bulbo pilifero, di conseguenza il capello cade.
La caduta del capello correlata alla dermatite seborroica non dev'essere confusa con l'alopecia androgenetica, poiché la caduta del capello - indipendente dall'attività del diidrotestosterone - è determinata dallo stress ossidativo a cui il bulbo pilifero è sottoposto.
Anche in questo disturbo, l'alimentazione gioca un ruolo importante, riuscendo a correggere,
benché in minima parte, la condizione pre-esistente: il pesce è fonte di acidi grassi polinsaturi (omega3, EPA, DHA), utili per le forme resistenti di dermatite seborroica grazie alla loro azione antinfiammatoria.
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