Couperose

Che cos'è la couperose?

Da un antico termine latino, "couperose" rimanda a "cupri rosa": una lesione cutanea che interessa per lo più il volto, dove si apprezzano chiazze rossastre conseguenti alla dilatazione dei capillari sanguigni; questo arrossamento, intenso e generalizzato, è causato proprio dall'anomala dilatazione dei piccoli vasi ematici, che vanno a costituire un reticolo reso più o meno evidente dal ristagno di sangue.
La couperose è conosciuta più comunemente con il termine "copparosa", per indicare un inestetismo cutaneo che si riscontra a livello delle guance, tra gli zigomi e le ali del naso, assumendo un particolare aspetto ad ali di farfalla.

Couperose

Danno estetico

Dal punto di vista diagnostico, la couperose viene riconosciuta come una lesione cutanea che si presenta con microteleangectasie diffuse, legate all'eccessiva porosità e fragilità dei capillari, che non solo perdono elasticità, ma subiscono una dilatazione tale da dipingere il volto con macchie e venature rossastre decisamente anti-estetiche.
La couperose non è riconosciuta tanto come un problema patologico, piuttosto come un disturbo cosmetico che affligge prevalentemente il gentil sesso; anche i maschi, comunque, riscontrano lo stesso problema, con un'incidenza pari al 20%.

Couperose o rosacea?

In taluni casi, però, la couperose non dev'essere sottovalutata, per il fatto che può celare una manifestazione dermatologica più grave, nota con il termine rosacea (o acne rosacea), disturbo cronico che colpisce la cute, in particolare guance, fronte e naso, provocando papule, pustole e teleangectasie (dilatazione dei piccoli vasi sanguigni con lesioni vascolari), in seguito all'infiammazione dei follicoli piliferi.

La couperose può essere considerata lo stadio finale di un'evoluzione di processi infiammatori, che da condizione transitoria si cementa in fenomeno cronico e stabile: infatti, se all'inizio l'eritrosi facciale (o arrossamento del volto) si manifesta solo saltuariamente per poi scomparire, col passare del tempo questa condizione tende a manifestarsi con una frequenza sempre maggiore. Così facendo, i capillari perdono elasticità e si dilatano permanentemente, diventando visibili fino alla formazione di quel reticolo che è divenuto ormai simbolo e impronta digitale della couperose.

Cause

Gli esperti non riescono a trovare una causa specifica che scateni l'inestetismo oggetto di questo articolo; la ricerca eziologica, infatti, spazia in ambiti molto vasti, essendo le cause molteplici ed assai diverse tra loro.
L'eccesso di alcool, associato a disfunzioni intestinali ed epatiche, può aggravare l'alterazione a livello del microcircolo, a causa della liberazione ripetuta di sostanze tossiche.
Fattori emozionali, con conseguente liberazione di sostanze simili all'istamina, possono evidenziare maggiormente la couperose, essendo dotate di azione vasodilatatrice.
Alcune situazioni di carenza vitaminica, in particolare avitaminosi/ipovitaminosi di vitamina C e vitamina PP, possono evidenziare il rossore dei capillari a livello del volto.
Una possibile causa scatenante è rappresentata da disfunzioni ormonali: il livello di corticosteroidi nel sangue è tendenzialmente più alto nelle persone affette da couperose, tanto che il problema è spesso conseguente a terapie croniche con cortisonici.
Variazioni climatiche, radiazioni solari, freddo, umidità e vento concorrono all'alterazione a livello del microcircolo sotto-epidermico: proprio per questo motivo la couperose potrebbe manifestarsi soprattutto tra contadini, cuochi o persone costrette a variazioni termiche consistenti.
Anche la predisposizione genetica, eccessi alimentari, alimenti eccitanti e spezie possono facilitare la comparsa della couperose.

Rimedi naturali

Com'è noto, in base alla legislazione sanitaria italiana, i prodotti cosmetici utilizzati nel trattamento della couperose non possono agire direttamente sulla circolazione, perché, per definizione, un cosmetico non ha potenzialità terapeutiche.
Per prima cosa, sarebbe buona regola adottare delle misure generali in ottica preventiva: l'adozione di uno stile di vita sano e regolare, un'alimentazione adeguata, povera di alcool e caffè, può essere di particolare aiuto nel prevenire l'insorgere delle microteleangectasie. Sono sconsigliati anche i cosmetici irritanti e aggressivi, che danneggiano la pelle, provocando sensibilizzazione; la cute, inoltre, dovrebbe sempre essere protetta dalle radiazioni UV, dal freddo e dal calore eccessivo.
Laddove la causa della couperose ricada in problemi epatici, gastrici od endocrini, questa condizione diviene ancor più di competenza medica; il dermatologo potrà quindi consigliare al paziente la cura più adatta per eradicare il problema alla base. In un secondo tempo, l'esperto tenderà a consigliare l'utilizzo di creme ad azione antinfiammatoria e disinfettante; solo se assolutamente necessario, il medico può indirizzare il paziente ad un trattamento laser per eliminare definitivamente la couperose.

Per quanto riguarda la cosmesi, un esperto erborista dev'essere in grado di consigliare una crema adeguata: considerando che la couperose è caratterizzata da fragilità capillare e sensibilità, si dovranno considerare tutte quelle piante che possono esercitare un'azione positiva a livello del microcircolo (dette capillarotrope), stimolandone la circolazione e calmando la flogosi locale.
La camomilla, in una crema cosmetica anti-couperose, agisce grazie alle proprietà lenitive ed antiarrossamento conferitole dal bisabololo e dall'azulene; anche la calendula, la malva e l'acido glicirretico della liquirizia si configurano come possibili rimedi naturali, grazie alle loro proprietà decongestionanti ed antinfiammatorie.
Ancora, piante come la centella asiatica, il rusco, il mirtillo, e l'ippocastano (droghe a saponine), vanno a stimolare la microcircolazione sottocutanea, diminuendo di conseguenza l'edema ed il gonfiore.

È opportuno ricordare che la couperose è prima di tutto un problema vascolare: di conseguenza, un prodotto cosmetico non potrà mai andare a risolvere il problema definitivamente, ma soltanto contribuire ad evitare il peggioramento dello stesso.