Coprostasi

Generalità

La coprostasi è il ristagno delle feci a livello rettale, seguito da un loro indurimento e rinsecchimento.
Dovuta alla stitichezza, la coprostasi è responsabile di svariati sintomi, tra cui: incapacità a defecare, malessere addominale, incontinenza fecale, nausea, vomito, mal di testa, perdita di appetito, calo del peso corporeo, disidratazione, febbre, confusione, tachicardia, aumento della frequenza respiratoria ecc.
coprostasiPer una diagnosi accurata di coprostasi sono fondamentali: l'esame obiettivo, l'esplorazione rettale digitale, l'anamnesi e un test strumentale a scelta tra la radiografia dell'addome, il clisma opaco e la sigmoidoscopia.
La coprostasi richiede un trattamento causale, per evitare ricadute, e una terapia sintomatica, per liberare l'intestino dalle feci secche e dure.
Se il trattamento è tempestivo, la coprostasi ha prognosi benevola.

Breve richiamo sull'anatomia dell'intestino

L'intestino è la porzione di apparato digerente compresa tra il piloro e l'orifizio anale.
Gli anatomisti lo suddividono in due settori principali: il piccolo intestino, detto anche intestino tenuee il grande intestino, detto anche intestino crasso.
L'intestino tenue è il primo tratto; inizia a livello della valvola pilorica, che lo separa dallo stomaco, e termina a livello della valvola ileocecale, situata al confine con l'intestino crasso. L'intestino tenue è costituito da tre sezioni (il duodeno, il digiuno e l'ileo), è lungo circa 7 metri e ha un diametro medio di 4 centimetri.
L'intestino crasso è il tratto terminale dell'intestino e dell'apparato digerente. Comincia dalla valvola ileocecale e termina in corrispondenza dell'ano; è costituito da 6 sezioni (cieco, colon ascendente, colon trasverso, colon discendente, sigmaretto), è lungo circa 2 metri e possiede un diametro medio di 7 centimetri (da qui il nome di grande intestino).


Funzioni di intestino tenue e intestino crasso in breve:
Intestino tenue Completa la digestione degli alimenti provenienti dallo stomaco e provvede all'assorbimento dei nutrienti (circa il 90%).
Intestino crasso Assorbe acqua ed elettroliti da quanto proviene dall'intestino tenue e “prepara” le feci all'espulsione.

Cos'è la coprostasi?

Coprostasi è il termine medico che indica il ristagno delle feci nel lume intestinale – per la precisione nel lume del retto – per periodi di tempo molto prolungati, che superano di molto la tempistica fisiologica.

Conseguenze della coprostasi

La coprostasi comporta un assorbimento oltremisura di acqua dalle feci.
Tale assorbimento rende il materiale fecale particolarmente secco, compatto e duro.
Una maggiore secchezza, compattezza e durezza delle feci complica – e non poco – l'eliminazione di quest'ultime, mediante il normale meccanismo fisiologico della defecazione.
Quindi, dal ristagno delle feci dovuto alla coprostasi derivano un rinsecchimento e un indurimento del materiale fecale, nonché un'aumentata difficoltà di defecazione.

Sinonimi

La coprostasi è conosciuta anche con l'appellativo non molto comune di impatto fecale.

Cause

La causa della coprostasi è la difficoltà di evacuazione delle feci, in altri termini la cosiddetta stitichezza.
L'elenco delle condizioni e delle circostanze capaci di scatenare una stitichezza tale da indurre coprostasi è lungo, e comprende:

Sintomi e complicanze

La coprostasi è responsabile di svariati sintomi e segni, tra cui:

Sintomi nei casi più gravi

Chi soffre di una grave coprostasi può sviluppare, in aggiunta ai sopraccitati sintomi, disturbi ancora più seri, come:

Quando rivolgersi al medico?

Un individuo con difficoltà a defecare dovrebbe rivolgersi al medico o recarsi al più vicino centro ospedaliero, nel momento in cui sviluppa i sintomi tipici dei casi più gravi di coprostasi; queste circostanze, infatti, equivalgono a delle emergenze mediche da trattare al più presto.

Complicanze

Una coprostasi prolungata può dar luogo a diverse complicanze; nello specifico, può causare: emorroidi, ragade anale (ulcerazione dell'ano) e sangue dall'ano.
Il mancato trattamento di una grave e prolungata coprostasi può avere esito infausto; può, infatti, causare la morte del soggetto interessato.

Diagnosi

Una diagnosi accurata di coprostasi – dove per diagnosi accurata s'intende anche l'individuazione delle sue cause – prevede sempre un approfondito esame obiettivo, l'esplorazione rettale digitale (in genere, ha luogo in occasione dell'esame obiettivo), un'attenta anamnesi e un test strumentale a scelta tra la radiografia dell'addome, la sigmoidoscopia e il clisma opaco (N.B: la scelta spetta al medico e varia in base a quanto emerso dagli esami precedenti).


Le classiche domande poste durante l'anamnesi dai medici, alle prese con un paziente sospettato di soffrire di coprostasi, sono:

  • Da quanto tempo non defeca?
  • Quando ha defecato l'ultima volta ha avuto difficoltà?
  • Fa uso di lassativi?
  • Quanta acqua beve nel corso della giornata?
  • Qual è l'apporto di fibre quotidiano?
  • Assume farmaci? Se sì, quali?

Terapia

Di norma, il trattamento della coprostasi prevede una terapia causale, finalizzata alla cura o all'eliminazione del fattore scatenante, e una terapia sintomatica, mirata di fatto a svuotare l'intestino retto dalle feci bloccate.

Esempio di terapia causale

Se dalle indagini diagnostiche emerge che la coprostasi è dovuta all'assunzione prolungata di un antidolorifico oppiaceo, la terapia causale consiste nell'interruzione immediata di tale assunzione.

Perché è importante la terapia causale?

La terapia causale della coprostasi è importante per risolvere il problema alla base e per evitare ricadute in futuro. Senza un'adeguata terapia causale, infatti, il problema della coprostasi tenderà a ripresentarsi a distanza di qualche tempo.

Terapia sintomatica: le possibili opzioni

I possibili trattamenti che permettono di liberare l'intestino retto dalle feci responsabili della coprostasi sono:

  • L'assunzione di un lassativo per via orale o anale. Rappresenta in genere la prima soluzione di fronte ai casi di coprostasi.
    Il fallimento del lassativo giustifica il ricorso a cure più invasive, come quelle successive;
  • La rimozione manuale del materiale fecale mediante esplorazione rettale digitale. Munito di guanti, il medico rimuove le feci secche e dure con una mano, sfruttando l'apertura anale;
  • L'esecuzione di un clistere. Prevede l'inserimento nell'ano del paziente di una bottiglietta ripiena di liquido lubrificante e la successiva spremitura di tale bottiglietta, allo scopo di far fuoriuscire quanto vi è contenuto. Il liquido lubrificante lubrifica l'intestino retto e umidifica le feci, favorendo in questo modo la naturale evacuazione di quest'ultime;
  • L'irrigazione transanale. Prevede l'inserimento nell'intestino retto del paziente (sfruttando chiaramente l'apertura anale) di un piccolo tubicino collegato a una macchina che emette acqua tiepida. L'emissione di acqua, mediante il sistema sopra descritto, permette di umidificare le feci e favorirne la loro eliminazione.

Prognosi

La coprostasi ha prognosi benevola, a patto che il paziente non trascuri i sintomi e si sottoponga tempestivamente ad accurati controlli diagnostici e a tutte le terapie del caso.

Prevenzione

Tra le principali misure preventive, consigliate dai medici, per ridurre il rischio di coprostasi, rientrano: