Collirio

Cos'è il collirio?

Il collirio è una preparazione acquosa, medicata o meno, che si applica direttamente nell'occhio per curare o migliorare un disturbo oculare. Instillato nell'occhio sottoforma di gocce, il collirio trova indicazione nel trattamento di glaucoma, arrossamento oculare, occhi secchi, congiuntivite, allergie ed infezioni oculari. Talvolta, il collirio viene utilizzato anche per dilatare la pupilla al fine di semplificare uno specifico test diagnostico operato a livello degli occhi.
Tipi di CollirioI medicinali preparati sottoforma di collirio rendono la somministrazione del principio attivo estremamente agevole; nonostante il grande vantaggio dei colliri, l'irritazione, il bruciore e l'arrossamento costituiscono i tipici effetti collaterali che seguono l'applicazione della sostanza nell'occhio.

Forma farmaceutica

PRINCIPI ATTIVI


Il collirio si presenta come una soluzione acquosa, generalmente salina, arricchita di sostanze medicate od ingredienti naturali ad azione lenitiva, emolliente od antirossore. Oltre alle sostanze funzionali, il collirio contiene alcuni eccipienti indispensabili per conservare il prodotto, favorire la solubilità del principio attivo nella soluzione acquosa ed adeguare il pH della sostanza a quello dell'occhio. Chiaramente, gli eccipienti devono essere selezionati accuratamente per evitare che interferiscano con l'azione farmacologica del collirio od origino spiacevoli effetti collaterali come bruciore ed arrossamento.


PRESCRIZIONE


Non tutti i colliri richiedono prescrizione medica: in base al principio attivo contenuto nella preparazione farmacologica, il prodotto può essere venduto con o senza ricetta. Per esempio, i colliri destinati alla cura di uveite o glaucoma possono essere venduti esclusivamente previa prescrizione; i colliri "naturali" antirossore o per occhi secchi vengono invece considerati prodotti da banco.


CONTENITORE


I colliri sono reperibili sia in pratiche ampolline monodose, sia in boccette di plastica da utilizzare più volte. Mentre nel primo caso non è necessario aggiungere un antimicrobico alla preparazione di base, i colliri multidose richiedono di essere arricchiti con una specifica sostanza in grado di impedire la crescita e lo sviluppo di germi. L'antimicrobico utilizzato dev'essere chiaramente compatibile con gli eccipienti ed il principio attivo contenuto nel prodotto. Le boccette di collirio multidose hanno generalmente una conservabilità di 3-4 settimane: dopo un mese dall'apertura, i colliri devono essere gettati nell'apposito raccoglitore dei rifiuti medicinali.

Indicazioni e tipi di colliri

Esistono moltissimi tipi di collirio, differenziati essenzialmente in base al principio attivo disperso nella soluzione acquosa.
I colliri trovano indicazione nel trattamento o nella cura dei seguenti disturbi:

  • Reazioni allergiche (es. allergie al polline, allergie alle graminacee, ipersensibilità a farmaci o conservanti ecc.): i colliri più indicati sono quelli arricchiti di sostanze antistaminiche. Quando l'allergia è particolarmente feroce, il medico può prescrivere al paziente colliri preparati con corticosteroidi.
  • Congiuntivite allergica, infettiva od irritativa (infiammazione della congiuntiva, la membrana che riveste bulbo oculare e strato interno delle palpebre): in caso d'infezione oftalmica accertata, è raccomandato l'utilizzo di colliri antibiotici.
  • Glaucoma ed alterazioni pressorie intraoculari: vista la pericolosità della malattia, il trattamento con i colliri o con altre forme farmaceutiche specifiche (es. pomate oftalmiche) è indispensabile per prevenire la perdita della vista. I colliri utilizzati nella cura del glaucoma possono essere arricchiti con:
  • Occhi arrossati: i colliri raccomandati per prevenire o ridurre il rossore oculare sono generalmente soluzioni isotoniche arricchite con sostanze emollienti e rinfrescanti.
  • Infiammazioni oculari generiche (stati infiammatori asettici, che seguono per esempio interventi di chirurgia oftalmologica): i colliri più indicati per il trattamento di questo disturbo sono arricchiti con principi attivi analgesici ed antinfiammatori (FANS)
  • Secchezza oculare: per il miglioramento dei sintomi tipici della xerosi oculare, i colliri raccomandati sono arricchiti di sostanze umettanti ed emollienti. Quando la secchezza oculare dipende da infezioni batteriche, il medico può prescrivere una cura antibiotica locale, da applicare sottoforma di collirio direttamente nell'occhio colpito.
  • Uveite (infiammazione generica che coinvolge iride, coroide e corpo ciliare): i colliri a base di cortisone, desametasone o prednisolone sono i più indicati per trattare un tipo d'infiammazione oculare che, pur essendo associata all'uveite, è di origine incerta. Quando viene accertata un'infezione batterica a livello oculare, i colliri antibiotici sono indubbiamente i più adatti.

Modo d'uso

Pur essendo destinati a numerosissimi disturbi e patologie oculari, la modalità di somministrazione dei colliri rimane sempre la stessa. Ciò che cambia è piuttosto la posologia, ovvero la frequenza d'applicazione, la quantità di gocce instillate nell'occhio e la durata della terapia.
Colliri Modo d'usoLa procedura di somministrazione dei colliri è piuttosto semplice. Piegando leggermente la testa all'indietro e dirigendo lo sguardo verso l'alto, con l'aiuto del pollice (o dell'indice) si abbassa la palpebra inferiore dell'occhio in cui dev'essere somministrato il farmaco. Il collirio, che dev'essere tenuto saldo con il pollice e il medio dell'altra mano, va instillato nella parte più interna dell'occhio: per facilitare quest'operazione, si consiglia di aprire la palpebra superiore con il dito anulare della mano che regge il collirio.
Non è raro che una piccola quantità di prodotto scivoli lungo la guancia. Questo evento, tra l'altro assolutamente normale, non deve destare preoccupazione: in tal caso, la quantità di soluzione in eccesso dovrà essere semplicemente asciugata con l'aiuto di un dischetto di cotone o con un fazzolettino.
Dopo l'applicazione del collirio nell'occhio, si consiglia di evitare di serrare immediatamente gli occhi: piuttosto, è preferibile cercare di richiudere dolcemente le palpebre.
La somministrazione del collirio nel bambino può essere più problematica perché il piccolo paziente tende ad agitarsi. In questi casi, si consiglia di stendere il bambino su una superficie medio-morbida (es. letto) per impedirgli di muoversi troppo. Durante la somministrazione del collirio, si consiglia di creare una sorta di "laghetto" di collirio sulla parte più interna dell'occhio (anche se il bambino tiene gli occhi chiusi): quando il piccolo riapre gli occhi, una quantità sufficiente di farmaco penetrerà inevitabilmente nel fornice congiuntivale.

Avvertenze

È anzitutto importante richiedere sempre il parere del medico prima di instillare qualsiasi tipo di collirio nell'occhio: l'auto-terapia è caldamente sconsigliata poiché rischia di generare spiacevoli effetti collaterali.
Prima di instillare la soluzione, agitare bene il collirio.
Una volta aperto il prodotto, è buona regola controllare la validità del farmaco (data di scadenza): alcuni colliri, specie quelli destinati alla cura di infezioni oculari, perdono la propria efficacia terapeutica dopo 5-7 giorni dall'apertura.
Anche se scontato, è doveroso ribadire l'importanza di attenersi scrupolosamente alla somministrazione raccomandata dal medico. Ricordiamo, infatti, che non tutti i colliri sono uguali: mentre alcuni richiedono solo una duplice somministrazione giornaliera, altri devono essere instillati ogni 3-4 ore. Quando si modifica la posologia senza prima aver consultato un esperto si rischia di prolungare la malattia.


Nota bene:

  • In presenza di lenti a contatto, il collirio medicato può essere instillato nell'occhio solo dopo averle rimosse. A seguito dell'applicazione del collirio, le lenti a contatto possono essere riapplicate dopo almeno 15 minuti. Ad ogni modo, esistono alcune preparazione farmaceutiche adatte anche per chi indossa le lenti a contatto.
  • Durante l'instillazione del collirio, si raccomanda di porre particolare attenzione nell'evitare il contatto del beccuccio del contenitore con le ciglia o, peggio ancora, con l'iride od una struttura oculare. Questa accortezza è importante non solo per scongiurare il rischio di traumi o graffi all'occhio, ma anche per minimizzare la possibilità di auto-infezione oculare nel caso si utilizzino flaconi multidose. Basti pensare, ad esempio, al rischio di auto-contaminazione in presenza di uveite batterica.
  • Nel caso sia necessario utilizzare più di un farmaco oftalmico ad uso topico, si raccomanda di somministrare i colliri almeno 5 minuti l'uno dall'altro.

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Ultima modifica dell'articolo: 17/08/2016