Colluttori alla Clorexidina: rischi ed effetti collaterali

Premessa importante

Trattandosi di una preparazione farmacologica a tutti gli effetti, i colluttori a base di clorexidina devono essere utilizzati correttamente, rispettando appieno le dosi prescritte/consigliate dal medico e la durata della cura.
Clorexidina: effetti collateraliLe eccelse proprietà disinfettanti, tra l'altro clinicamente confermate, rendono la clorexidina un principio attivo ideale per la preparazione di colluttori medicati disinfettanti ed antiplacca.
I colluttori alla clorexidina (0.2%) trovano largo impiego nella prevenzione d'infezioni dentali dopo un intervento dentistico (es. estrazione dentale, apicectomia) e nella cura di gengiviti ed altri tipi d'infiammazione nel cavo orale. A concentrazioni inferiori, i colluttori alla clorexidina (0.05%) possono essere utilizzati per combattere l'alitosi, compresa la sua forma patologica.
Pur non richiedendo prescrizione medica, l'utilizzo di colluttori alla clorexidina dovrebbe avvenire sempre previo consiglio di un medico o di un esperto in materia. Un dosaggio eccessivo di farmaco (assunto sottoforma di sciacqui orali) od una durata della terapia inadatta per il proprio disturbo potrebbero infatti comportare rischi ed effetti collaterali anche gravi.

Effetto nullo e disturbi comuni

Come abbiamo visto, è importante conoscere il corretto modo d'uso del collutorio per sfruttarne il massimo dell'efficacia terapeutica, evitando spiacevoli effetti collaterali.
Nonostante sia dovere del medico educare il paziente sul modo ideale di utilizzo del farmaco, ricordiamo brevemente le linee guida principali.
Anzitutto, è necessario sapere che la clorexidina è sensibile ad alcuni ingredienti comunemente presenti nella preparazione di dentifrici (sodio lauril solfato e sodio monofluorofosfato). Detto questo, si comprende che l'utilizzo concomitante di dentifrici generici e collutorio alla clorexidina potrebbe alterare o, peggio ancora, rendere nullo l'effetto terapeutico del farmaco. Per evitare di vanificare la cura, si consiglia di utilizzare spazzolino e dentifricio solo 30 minuti/due ore dopo lo sciacquo con il collutorio medicato (in alternativa usare paste dentifrice compatibili per l'associazione a soluzioni antiplacca con clorexidina).
Inoltre, per evitare di danneggiare la cromia dello smalto dentale, gli sciacqui con il collutorio alla clorexidina non dovrebbero essere eseguiti più di due volte durante le 24 ore: a tale scopo, si consiglia un gargarismo al mattino, dopo la colazione, ed uno alla sera prima del riposo notturno.
Altro elemento importantissimo è il modo d'uso del collutorio. Dopo un intervento dentistico, i risciacqui con il collutorio dovrebbero sempre eseguiti con una certa delicatezza, per evitare di scucire i punti di sutura. Diversamente, in caso di gengiviti, lo sciacquo dovrebbe essere più energico.

Macchie sui denti

Quando utilizzato nelle giuste dosi ed in modo adeguato, il collutorio alla clorexidina non crea alcun danno. Spesse volte, tuttavia, i pazienti tendono ad abusare del farmaco, nell'errata convinzione che "il collutorio non fa male perché non va ingerito". In realtà, quando utilizzato regolarmente più di due volte al giorno e per un periodo superiore alle 3 settimane consecutive, il collutorio medicato può creare sgradevoli macchie nei denti: in particolare, un simile comportamento tende ad alterare la naturale cromia di capsule dei denti e resine utilizzate per le otturazioni dentali, che tendono ad assumere una sfumatura variabile dal giallo al nero.
Anche se non dannose per l'integrità del dente, queste macchie sono chiaramente molto antiestetiche, e conferiscono al sorriso un aspetto sgradevole e poco sano. In questo caso, l'alterazione della cromia dei denti è dovuta essenzialmente ad un'iperpigmentazione di tartaro e placca batterica appiccicati alla superficie dei denti.
L'unica soluzione per rimuovere le macchie dai denti è la pulizia dentale professionale: attraverso la detartrasi i denti potranno ritornare lucidi e brillanti.
Per minimizzare il rischio di denti gialli o macchiati di nero, sono state ideate nuove formulazioni farmacologiche contenenti clorexidina ed altri ingredienti specifici, appositamente selezionati per non macchiare i denti.

Bruciore del cavo orale

Un utilizzo prolungato ed esagerato di colluttori a base di clorexidina può causare forte bruciore del cavo orale, resistenza batterica ed infiammazione delle mucose. In simili frangenti, il consiglio è quello di contattare immediatamente il proprio dentista per intervenire quanto prima nella risoluzione del problema.
Normalmente, quando i colluttori alla clorexidina provocano forte bruciore alle mucose del cavo orale, il rimedio più appropriato è interrompere immediatamente la cura, ed applicare sulle gengive irritate una pasta specifica formulata con sostanze lenitive e cicatrizzanti (es. aloe) e rigeneranti tessutali (es. acido ialuronico).

Alterazione del gusto

Non è raro che, dopo un gargarismo con il collutorio alla clorexidina, la percezione del gusto degli alimenti venga distorta o ridotta. Tale effetto collaterale, tecnicamente conosciuto come disgeusia, è piuttosto comune nei pazienti che utilizzano questo farmaco. Ad ogni modo, interrompendo la cura con gli sciacqui di collutorio alla clorexidina, la percezione del gusto degli alimenti verrà presto ripristinata.


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