Cera d'api

Curiosità

Prodotto apistico per eccellenza oltre al miele e alla propoli, la cera d'api è una secrezione degli omonimi, piccoli, insetti (Apis mellifera), con la quale costruiscono le strutture interne dell'alveare (favo) dove viene immagazzinato il miele. Per moltissimi anni, la cera è stata un materiale di enorme importanza per l'uomo, essendo l'unico prodotto naturale disponibile del suo genere. Cera d'apiAttualmente, il campo d'impiego della cera d'api si è ristretto, poiché sostituita con materiali affini, talvolta meno costosi: ad ogni modo, questo non significa che la cera d'api abbia perso il suo valore. Da non dimenticare, infatti, che la cera d'api è un sottoprodotto dell'estrazione del miele: si ritiene che per raccogliere un chilo di miele le api debbano volare per 530.000 km.

Produzione della cera d'api

Il favo rappresenta una costruzione geometrica costituita da migliaia di cellette: piccoli contenitori esagonali costruiti perfettamente dalle api; il favo è interamente costituito dalla cera, prodotto di secrezione delle ghiandole ceripare poste nella parte ventrale dell'addome delle api operaie. Favo Cera d'apiLe suddette ghiandole non funzionano durante tutta la vita dell'insetto, ma solamente nella fase giovanile, che corrisponde al periodo compreso tra il 10° e il 18° giorno dallo sfarfallamento; inoltre, le ghiandole sono in grado di produrre la cera solamente quando la temperatura dell'alveare è variabile tra i 33 ed i 36°C. Le ghiandole ceripare formano cera sottoforma di goccioline: a contatto con l'aria, le goccioline si solidificano formando piccole scagliette di cera, che rimangono “incollate” all'addome dell'ape. Successivamente, l'insetto estrae le scagliette di cera dall'addome con le zampe, per modellarle con le mandibole insieme a polline e propoli. Il procedimento appena descritto viene ripetuto centinaia di volte per ogni scaglia: il risultato finale, derivato da tutte le 10.000-90.000 api operaie dell'alveare, sarà la costruzione perfetta del favo [tratto da Apicultura, tecnica e pratica, di A. Pistoia].

Generalità

Non appena la cera viene secreta dalle ghiandole ceripare, questa risulta bianca; successivamente, per la presenza dei pigmenti contenuti nel polline e nella propoli, la cera assume una colorazione gialla-rossastra (cera gialla), talvolta bruna. La cera Alba si ottiene tramite la purificazione e la sbiancatura della cera gialla.
La cera risulta untuosa al tatto, duttile e flessibile, e presenta un aroma intenso.
La cera d'api risulta plastica, sicura nelle formulazioni cosmetiche e forma emulsioni molto stabili.

Analisi chimica

Considerato che si tratta di un prodotto completamente naturale, la composizione chimica della cera d'api è abbastanza variabile. Ad ogni modo, in genere, la cera d'api è costituita all'incirca da:

  • 70% di esteri di acidi cerosi
  • 12-16% di idrocarburi
  • 14% di acidi grassi liberi e derivati (acido palmitico, palmitati ecc.)
  • 1-5% di propoli, pigmenti ed altre sostanze
  • 1-2% di alcoli liberi
  • 1-2% di acqua

Chiaramente, la cera d'api è un prodotto appartenente alla categoria dei lipidi, perciò è insolubile in acqua, parzialmente solubile in alcol e completamente solubile in composti come cloroformio, benzina, etere ecc.
Il punto di fusione corrisponde a 62-65°C.

Raccolta ed estrazione

La raccolta del favo è indispensabile per recuperare la cera, oltre che per ricavarne il miele. L'estrazione della cera può avvenire secondo tre modalità: a bagnomaria/acqua bollente, o per fusione (per mezzo di sceratrici solari: l'energia solare è sfruttata per sciogliere la cera) o, ancora, tramite presse e vapore.
Generalmente, da ogni favo si ricava un quantitativo di cera d'api pari a 80-110 grammi.
La cera d'api d'opercolo è la più pregiata: si estrae dagli opercoli tolti dai telaini durante il processo di smielatura, utile per la formulazione di cosmetici pregiati e per la produzione di fogli cerei d'alta qualità.

Impieghi

Le proprietà della cera d'api ben si adattano alla formulazione di candele, prodotti cosmetici e specialità farmacologiche, oltre ad essere sfruttate per la preparazione di prodotti lucidanti per scarpe e mobili.
In ambito cosmetico, la cera d'api è impiegata per le sue potenzialità idrorepellenti-protettive sullo strato corneo: in prossimità della pelle, infatti, i prodotti formulati con cera d'api formano una sorta di pellicola protettiva, in grado di impedire l'eccessiva perdita d'acqua dalla cute. Inoltre, la cera è largamente utilizata nella preparazione di lipogeli, stick per labbra, emulsioni ed unguenti.
La cera d'api è utilizzata anche per assemblare tavoli da biliardo.
Il suo utilizzo è noto anche nella sfera alimentare: la cera d'api, infatti, viene utilizzata per rivestire formaggi. Talvolta, la cera che avvolge i formaggi viene sostituita dalla plastica.
La cera d'api è sfruttata anche come additivo alimentare (agente lucidante: E901).

Riassunto

Per fissare i concetti...


Cera d'api: descrizione Prodotto apistico per eccellenza oltre al miele e alla propoli, la cera d'api è una secrezione delle api (Apis mellifera); è un sottoprodotto della lavorazione del miele
Cera d'api: funzione nel favo La cera d'api costituisce le strutture interne dell'alveare (favo) in cui viene immagazzinato il miele
Produzione della cera d'api
  • Cera d'api: prodotto di secrezione delle ghiandole ceripare poste nella parte ventrale dell'addome delle api operaie
  • Ghiandole ceripare: funzionanti nella fase giovanile dell'ape operaia, quando la temperatura dell'alveare è compresa tra i 33 ed i 36°C
  • Formazione cera d'api: le ghiandole ceripare formano cera sottoforma di goccioline, che solidificano a contatto con l'aria (incollate all'addome dell'ape)
  • Costruzione del favo: modellamento della cera grazie alle mandibole dell'ape
Cera d'api: colorazione Cera bianca: immediatamente dopo la secrezione dalle ghiandole ceripare;
Cera gialla-rossa-brunastra: variazione della colorazione per la presenza di pigmenti contenuti nel polline e nella propoli;
Cera Alba: ottenuta dalla purificazione/sbiancatura della cera gialla;
Cera d'api: caratteristiche generali
  • Caratteristiche tattili della cera d'api: untuosa, duttile, flessibile, plastica;
  • Aroma: intenso;
  • Cera d'api nella cosmesi: sicura nelle formulazioni cosmetiche e forma emulsioni molto stabili;
  • Solubilità: insolubile in acqua, parzialmente solubile in alcol e completamente solubile in composti come cloroformio, benzina, etere, ecc.
  • Punto di fusione: 62-65°C
Cera d'api: composizione chimica Composizione chimica approssimativa della cera d'api:
  • 70% di esteri di acidi cerosi
  • 12-16% di idrocarburi
  • 14% di acidi grassi liberi e derivati (acido palmitico, palmitati, ecc)
  • 1-5% di propoli, pigmenti ed altre sostanze
  • 1-2% di alcoli liberi
  • 1-2% di acqua
Cera d'api: raccolta ed estrazione Estrazione della cera d'api:
  • A bagnomaria/ acqua bollente
  • Per fusione (per mezzo di sceratrici solari: l'energia solare è sfruttata per sciogliere la cera)
  • Tramite presse e vapore
Cera d'api: impieghi
  • Formulazione di candele
  • Formulazione di specialità farmacologiche
  • Prodotti lucidanti per scarpe e per mobili
  • Ambito cosmetico: prodotti idrorepellenti-protettivi, formulazione di lipogeli, stick per labbra, emulsioni ed unguenti
  • Utilizzata per assemblare tavoli da biliardo
  • Rivestimento di formaggi
  • Additivo alimentare (agente lucidante: E901)


Ultima modifica dell'articolo: 22/11/2016