Cefalea Tensiva

Generalità

La cefalea tensiva è la forma più diffusa di mal di testa e, relativamente, la meno dolorosa.
Cefalea tensivaIl disturbo dipende principalmente dalla contrazione involontaria e continua dei muscoli del collo e delle spalle, associata a condizioni di affaticamento e tensione.

La cefalea tensiva è più comune nel sesso femminile e colpisce prevalentemente le persone che trascorrono molto tempo sedute in posizioni scorrette o accumulano stress.
Anche la cattiva occlusione dentaria, la mancanza di riposo, la cervicalgia e l'astenopia (stanchezza visiva) possono contribuire alla comparsa della cefalea di tipo tensivo. Il disturbo può essere correlato anche alla depressione o all'ansia: attualmente, è stata riconosciuta una forma di mal di testa non associata alla tensione muscolare, quindi, probabilmente, di sola origine psicologica.
La cefalea tensiva ha spesso caratteristiche variabili nella stessa persona che tende a soffrirne. In molti casi, però, questa forma di mal di testa provoca un dolore persistente, di intensità lieve o media, che si localizza nella regione occipitale, cioè nella parte posteriore del cranio, sopra la nuca. In alcuni soggetti, invece, il dolore costrittivo (definito spesso come un “cerchio alla testa”) si concentra prevalentemente a livello degli occhi e delle tempie (regione frontale), oppure è diffuso a tutto il capo. La cefalea tensiva è frequentemente bilaterale, interessa cioè sia il lato destro, che quello sinistro.
Gli attacchi di dolore possono durare da mezz'ora a 5-7 giorni.

La cefalea tensiva può essere episodica o cronica (se le crisi si presentano ogni due-tre giorni). Questa forma di mal di testa non comporta altri sintomi, come inabilità funzionale, nausea o avversione alla luce (fotofobia), che sono tipicamente associati all'emicrania. Inoltre, la cefalea di tipo tensivo non condiziona le normali attività quotidiane del paziente e il movimento sembra aiutare ad alleviare il disturbo.
Per gestire adeguatamente questa forma di mal di testa, è necessario identificare e trattare i potenziali fattori scatenanti.

Cause e fattori scatenanti

La cefalea tensiva interessa fino al 75% della popolazione, con una prevalenza maggiore nel sesso femminile.
Le cause del disturbo non sono del tutto note, ma la maggior parte degli specialisti è concorde nel ritenere che questa forma di mal di testa dipenda da un'involontaria e continua contrazione dei muscoli della nuca, della fronte, delle tempie, del collo e delle spalle. La cefalea tensiva è infatti più comune nelle persone che, per motivi di studio o lavoro, tendono ad assumere una posizione scorretta (più sbilanciata in avanti); ciò costringe a irrigidire maggiormente i muscoli del collo e della testa, per trovare l'equilibrio ideale.
All'origine di questa forma di cefalea, comunque potrebbero esserci anche cause più strettamente neurologiche, come alterazioni dei centri cerebrali che controllano la percezione del dolore e la tolleranza allo stress.
I principali fattori scatenanti la cefalea tensiva sono gli eventi stressanti, il turbamento nervoso, l'ansia e la depressione; per questo, la condizione viene spesso considerata un disturbo psicosomatico. Non a caso, le persone che si trovano in queste situazioni tendono a scaricare la tensione accumulata a livello delle spalle, contraendo le fasce muscolari di collo e testa; questo sforzo involontario, ma continuo, si traduce in un attacco di cefalea.
Inoltre, occorre considerare che i soggetti che stanno attraversando un periodo di esaurimento psicofisico hanno una soglia del dolore più bassa rispetto alla media, a causa della diminuzione del livello delle endorfine. Se il livello di tali sostanze è basso, anche una semplice contrattura muscolare può essere avvertita in maniera più dolorosa e intensa.
Oltre allo stress, gli altri fattori scatenanti la cefalea tensiva comprendono:

Sintomi

La cefalea tensiva è caratterizzata da un dolore di intensità lieve o moderata, spesso descritto come costrittivo. Il mal di testa è persistente e non pulsante.
Questa forma di cefalea origina nella regione occipitale (nuca) o frontale (tempie e fronte) e si diffonde a tutto il capo: il disturbo si manifesta come un senso di pesantezza o una morsa che stringe la testa, dando origine al famoso “cerchio” o “fascia”.
A differenza dell'emicrania, le cefalee tensive non sono accompagnate da inabilità funzionale, nausea o avversione alla luce (fotofobia), e non sono aggravate dall'attività fisica, dagli stimoli luminosi, dai suoni o dagli odori.
I potenziali fattori scatenanti la cefalea cronica di tipo tensivo comprendono disturbi del sonno, stress, disfunzione dell'articolazione temporo-mandibolare, astenopia e cervicalgia.
Di norma, gli attacchi di cefalea iniziano diverse ore dopo il risveglio e peggiorano nel corso della giornata; raramente, i pazienti si destano dal sonno.
Le forme croniche possono variare di intensità durante tutto il giorno, ma sono quasi sempre presenti.

Frequenza

La cefalea tensiva può essere episodica o cronica.
Nel primo caso, le crisi di mal di testa si presentano per meno di 15 giorni al mese. La cefalea tensiva episodica è molto frequente; la maggior parte dei pazienti, trae sollievo dall'assunzione di analgesici da banco e non si rivolge al medico.
Nella cefalea tensiva cronica, invece, il mal di testa si manifesta complessivamente, per almeno sei mesi all'anno, per più di 15 giorni al mese.

Durata di un episodio

La durata delle crisi è molto variabile. Nelle forme episodiche, la cefalea tensiva si manifesta per un periodo che va dai 30 minuti ai 7 giorni. La cefalea tensiva cronica può durare, invece, ore, giorni, settimane, mesi o anni ed essere continua.
Nelle forme più lievi, il disturbo spesso insorge in situazioni di stress, mentre in quelle più severe e croniche il dolore compare, di solito, la mattina al risveglio e prosegue fino a sera.

Possibili sintomi associati

Altri sintomi che possono associarsi alla cefalea tensiva possono essere: dolorabilità dei muscoli pericranici (regolano il movimento della mandibola) e manifestazioni ansiose. Raramente, compaiono vomito e nausea.

Diagnosi

La diagnosi della cefalea tensiva si basa sui sintomi caratteristici e sulla negatività dell'obiettività clinica (inclusa quella neurologica).
Le misure più adeguate per contrastare la cefalea tensiva devono essere indicate dal medico, il quale deve prima raccogliere alcune informazioni sulla presentazione del disturbo (anamnesi), tra cui:

  • Sede del dolore (monolaterale, bilaterale, frontale, occipitale ecc.);
  • Gravità (lieve, moderato, severo o invalidante) e qualità del mal di testa (costrittivo, pulsante, intermittente, costante, oppressivo o trafittivo);
  • Modalità d'insorgenza (es. improvvisa o graduale);
  • Durata delle crisi dolorose e orari in cui si manifestano;
  • Eventuali sintomi concomitanti;
  • Mancanza di riposo o attività che possono aver contribuito alla comparsa del dolore (es. in seguito a uno sforzo fisico o dopo aver mantenuto per lungo tempo una particolare postura).

Per gli episodi di cefalea tensiva ricorrenti, vanno indagati:

  • Età di esordio;
  • Frequenza degli episodi e riferimenti temporali in funzione di specifiche situazioni (come, ad esempio, l'eventuale correlazione con una fase del ciclo mestruale);
  • Risposta ai trattamenti (compresi i farmaci da banco).

Per agevolare la formulazione della diagnosi della cefalea di tipo tensivo, può essere poi utile compilare un “diario del mal di testa”, in modo da aiutare il proprio medico a capire meglio quali situazioni predispongono con più facilità al mal di testa (es. attività svolte, cibi consumati ed eventuali farmaci assunti prima della sua comparsa) e l'andamento degli attacchi nel tempo.
La compilazione di questa sorta di registro consente, inoltre, di monitorare e determinare l'efficacia dell'eventuale approccio terapeutico intrapreso.

Diagnostica per immagini

Se il paziente presenta un mal di testa insolito, complicato o refrattario alla terapia, per escludere altre cause di cefalea tensiva o condizioni patologiche più gravi, il medico può indicare ulteriori indagini, come, ad esempio:

Trattamento

Per limitare la frequenza degli attacchi di cefalea tensiva, è bene intervenire sui fattori scatenanti, sia attraverso l'assunzione di farmaci, sia correggendo eventuali comportamenti scorretti.
Per la maggior parte delle forme tensive da lievi a moderate, si utilizzano analgesici (come il paracetamolo) e gli antinfiammatori non steroidei (FANS), come l'ibuprofene, il naprossene, il diclofenac e l'acido acetilsalicilico; questi farmaci consentono di contrastare il dolore e fornire sollievo.

Gli oppiacei o narcotici sono raramente utilizzati, a causa dei loro effetti collaterali e del potenziale sviluppo di una dipendenza.
In alcuni casi, il medico può indicare l'uso di farmaci miorilassanti, che diminuiscono la contrazione muscolare o, nel caso in cui questa forma di mal di testa fosse associata ad eventi particolarmente stressanti, ansia e umore depresso, può prescrivere degli ansiolitici. Anche gli antidepressivi (triciclici oppure inibitori del recupero selettivo della serotonina, SSRI) possono essere talvolta utilizzati nella prevenzione degli attacchi di cefalea tensiva (per ridurne la frequenza e la gravità), specialmente qualora si manifestino con mal di testa frequenti o cronici che non sono alleviati da altri trattamenti.
Tra le terapie complementari per questa forma di mal di testa possono essere d'aiuto gli interventi comportamentali e psicologici (es. terapia cognitivo-comportamentale e tecniche di gestione dello stress). Inoltre, possono contribuire a gestire la cefalea tensiva il biofeedback, che induce il rilassamento dei muscoli attraverso l'uso di elettrodi, e la massoterapia, tecnica manuale che può aiutare a ridurre le tensioni muscolari.
Anche lo yoga, così come qualsiasi altra tecnica di rilassamento, ha dimostrato di essere efficace nelle cefalee tensive.

Consigli pratici e stile di vita

La prevenzione della cefalea tensiva o la riduzione della frequenza degli attacchi è possibile adottando uno stile di vita sano e rispettando alcune norme di comportamento:

  • Non curare il mal di testa con il “fai da te”: il trattamento va sempre stabilito dal medico. In particolare, non usare analgesici e altri farmaci da banco in modo incontrollato.
  • Evitare i conflitti, sia sul lavoro, sia in famiglia, e tutte quelle situazioni che inducono ansia e stress, principali cause di cefalea tensiva. Per contribuire a ridurre la tensione, può essere utile pianificare e organizzare la giornata in anticipo. Inoltre, è consigliabile ritagliarsi ogni giorno del tempo e degli spazi da dedicare alle attività che si preferiscono, come leggere un libro, iscriversi a un corso di ballo o guardare la tv.
  • Rispettare il ritmo sonno-veglia: dormire eccessivamente o troppo poco rispetto alle proprie esigenze è un fattore che altera l'equilibrio generale dell'organismo e che può facilitare l'insorgenza di cefalea tensiva.
  • Praticare un'attività fisica regolare: lo sport aiuta a scaricare stress e tensioni, favorisce il sonno e aiuta a regolare i ritmi biologici. Attenzione, tuttavia, agli sforzi fisici troppo intensi.
  • Controllare che l'origine della cefalea tensiva non dipenda da problemi all'articolazione alla mandibola o da anomalie dentarie; in tal caso, è necessario l'intervento dell'odontoiatra.