Cataratta: terapia, intervento e prevenzione

Breve riepilogo

Progressiva ed irreversibile, la cataratta è una malattia oculare tipica dell'anziano, che consiste nella graduale opacizzazione del cristallino.
CatarattaIn parole semplici, la cataratta è uno stato patologico in cui si assiste ad una perdita di trasparenza del cristallino. Quando non trattata chirurgicamente, la cataratta può provocare dapprima un lieve offuscamento della vista che, successivamente, conduce quasi sempre alla cecità più assoluta.


Per capire...
Proprio come l'obiettivo di una macchina fotografica, il cristallino riveste una funzione fondamentale nella messa a fuoco di un'immagine. Si tratta di una struttura trasparente, rivestita da una capsula elastica e molto resistente di collagene: trasformando la propria curvatura (processo di "accomodazione"), il cristallino permette alle immagini di giungere sulla retina sempre nitide e precise.

Diagnosi

Per curare la cataratta è anzitutto indispensabile accertare la patologia sottoponendosi quanto prima ad un controllo oculistico specialistico. L'esame oculare eseguito con la lampada a fessura (previa instillazione di un collirio midriatico) è indispensabile per diagnosticare questo tipo di disturbo: tale strumento, costituito da una sorgente luminosa e da una lente d'ingrandimento, permette all'oculista di analizzare le strutture interne della parte anteriore dell'occhio (iride, cornea, cristallino e lo spazio tra la cornea ed il cristallino).
Oltre l'esame con la lampada a fessura, il paziente viene generalmente sottoposto a controlli complementari, quali in particolare il test dell'acuità visiva e l'esame della retina.

Terapia medica

In passato era diffusa la convinzione secondo cui l'instillazione di colliri per lunghi periodi avrebbe potuto in qualche modo bloccare l'evoluzione della cataratta, arrestando dunque l'opacizzazione del cristallino.
Ad ogni modo, sembra che nessuna delle sostanze farmacologiche attualmente commercializzate riesca a bloccare completamente la progressione del disturbo.
Nonostante quanto detto, pur non potendo invertire o bloccare la cataratta, è stato dimostrato che la somministrazione topica (mediante l'istillazione nell'occhio) di sostanze come il Sodio dihydroazapentacene polisulfonato può realmente rallentare l'evoluzione della malattia. Da quanto riportato nella prestigiosa rivista scientifica Biochemistry, anche la somministrazione topica della sostanza N-acetylcarnosine sembra efficace nel trattamento di alcuni disturbi oculari, tra cui appunto la cataratta.

Intervento chirurgico

L'unica soluzione per curare in modo definitivo la cataratta è l'intervento chirurgico.


Curiosità
Probabilmente, l'intervento per la cataratta è l'operazione chirurgica più eseguita in tutti i paesi del mondo.


L'intervento consiste nella rimozione del cristallino opacizzato e nella successiva sostituzione con una speciale lente artificiale (impianto).
Questo tipo di operazione, frutto della più moderna e raffinata tecnologia micro-chirurgica, è divenuto oggi un intervento di routine, sicuro, efficace e - soprattutto - risolutivo.
La lente "nuova", correttamente posizionata nella medesima posizione del cristallino naturale, diverrà parte integrante dell'occhio, fondendosi perfettamente con le altre strutture oculari.
L'intervento è piuttosto semplice, tanto che viene spesso eseguito ambulatorialmente: proprio come accade durante una seduta ortodontica, il paziente viene steso su una poltroncina oppure su un letto operatorio.
Durante l'intervento, l'occhio viene semplicemente anestetizzato mediante l'instillazione di gocce anestetiche (es. lidocaina) o iniettando la sostanza nella regione peribulbare per desensibilizzare la zona (il paziente, pur rimanendo sveglio, durante l'operazione non avverte dolore).
In genere, la sostituzione del cristallino opacizzato viene eseguita secondo una metodica nota come "facoemulsificazione": il chirurgo utilizza una speciale sonda ad ultrasuoni in grado di frantumare il cristallino. Contemporaneamente, vengono aspirati i frammenti del cristallino "malato"; la capsula del cristallino (membrana continua che lo avvolge), invece, non viene intaccata durante l'intervento poiché servirà da supporto per la nuova lente artificiale.
La ferita viene ricucita con pochissimi punti di sutura, rimossi dopo alcune settimane.

Rischi legati all'intervento

L'intervento per la cataratta è generalmente sicuro e, quando eseguito correttamente da una mano esperta, non comporta gravi rischi. Tuttavia, la complicanza più temuta, legata a questo tipo d'intervento, è il distacco della retina.
In tabella sono elencate le possibili complicanze dopo l'operazione per la cura della cataratta, distinguendo i rischi nell'immediato post-intervento e le possibili complicanze nel lungo termine.


Rischi nell'immediato post-intervento (primi 10-15 giorni)

Rischi tardivi

  • Edema corneale
  • Endoftalmite (infezione post-operatoria che si manifesta con arrossamento degli occhi e perdita della vista)
  • Emorragia vitreale
  • Ipoema (accumulo ematico all'interno della camera anteriore dell'occhio a causa di una rottura dei vasi nel corpo ciliare o nell'iride)
  • Ipopion (accumulo di pus nella camera oculare anteriore)
  • Irite (infiammazione dell'iride)
  • Prolasso dell'iride
  • Rottura della capsula posteriore della lente
  • Uveite refrattaria
  • Cheratopatia bollosa (rara): edema corneale dovuto ad un trauma alla cornea
  • Distacco della retina
  • Glaucoma ad angolo aperto o chiuso
  • Ispessimento della capsula del cristallino (che provoca il progressivo deterioramento della visione, comunque correggibile con il laser)
  • Opacizzazione della capsula posteriore (evento che si manifesta nel 20% dei casi): in simili circostanze, la visione può essere ripristinata con un intervento laser
  • Uveite

Nonostante le numerose complicanze sopradescritte, è bene sottolineare che le moderne tecnologie chirurgiche e lo studio approfondito del disturbo e dell'anatomia dell'occhio riducono notevolmente i rischi connessi all'intervento.

Prevenzione

Per prevenire la formazione della cataratta è consigliabile sottoporsi a controlli oculistici regolari, che dovrebbero essere eseguiti con una certa frequenza man mano che l'età avanza.
Nonostante non sia ancora del tutto chiaro se esiste un'effettiva prevenzione per la cataratta, gli esperti consigliano di mettere in pratica alcune regole importantissime per tenere sotto controllo ogni possibile forma di anomalia oculare:

  1. Non fumare: alcuni studi hanno osservato che certe infezioni e malattie oculari (cataratta compresa) tendono a manifestarsi più frequentemente nei pazienti fumatori piuttosto che in quelli che non fumano. A detta di ciò, si comprende come smettere di fumare sia un'importante regola "protettiva" per l'incolumità del cristallino.
  2. Seguire uno stile di vita sano: si consiglia di osservare un regime dietetico regolare, ricco di frutta, verdura, cereali integrali, carboidrati non raffinati e alimenti ricchi di acidi grassi polinsaturi omega 3. Praticare esercizio fisico costante e seguire una dieta sana e bilanciata prevengono l'obesità, altro fattore di rischio per la formazione della cataratta.
  3. In presenza di diabete, si raccomanda di tenere sempre sotto ferreo controllo la glicemia: il diabete, infatti, rientra nella lunga lista dei fattori di rischio per la cataratta.
  4. Indossare sempre gli occhiali da sole prima di uscire, anche nei mesi invernali: questo atteggiamento protegge gli occhi dai pericolosissimi raggi UV del sole.
  5. Sembra che dormire almeno 7 ore per notte costituisca un buon comportamento da osservare per evitare la formazione della cataratta.

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Ultima modifica dell'articolo: 12/03/2016