Carie: cause e fattori di rischio

Premessa

Cause CarieLa carie è una patologia multifattoriale nella quale intervengono molte condizioni predisponenti, alcune delle quali ancora sconosciute. Sono state infatti formulate centinaia di ipotesi per cercare una spiegazione su patogenesi ed origine della carie. Ciò che è certo, è che la carie è dovuta sia a cause esogene che a fattori endogeni, in presenza di una particolare predisposizione genetica.
I fattori costituzionali incidono pesantemente sull'innesco della carie: alcuni individui, infatti, sembrano eccezionalmente resistenti ai processi cariogeni, a differenza di altri che si rivelano estremamente soggetti alle carie. Ad ogni modo, la familiarità per la patologia potrebbe derivare dalla trasmissione di abitudini poco salutari, come l'eccessivo consumo di zuccheri o la scarsa igiene orale.


Curiosità


Alcune persone costituzionalmente robuste, pur avendo acquisito una buona manualità nella corretta pulizia dentale domiciliare (con spazzolino, dentifricio e filo interdentale), si rivelano predisposte alle infezioni dentali in generale ed alle carie in particolare.
Altri individui, invece, pur avendo una cattiva e sregolata igiene dentale ed una corporatura esile, manifestano una straordinaria resistenza costituzionale alle carie.

Cause Endogene

Le cause endogene intervengono nelle primissime fasi del processo cariogeno, favorendone dunque l'insorgenza. Tra le cause endogene predisponenti la carie, si annoverano:

  • Quantità e qualità della saliva: con la sua azione, la saliva è in grado di tamponare l'acidità della bocca. Grazie ad alcune sostanze in essa disciolte ha anche funzione antimicrobica, immunitaria e protettiva nei confronti degli agenti cariogeni. Ne consegue che qualsiasi condizione che porti ad una ridotta secrezione salivare, la renda più viscosa, o ne abbassi il pH (come avviene, per esempio, durante la gravidanza) predispone i denti all'attacco batterico. Ad esempio, patologie come Diabete Mellito, diabete insipido, sindrome di Sjögren e sarcoidosi favoriscono le carie proprio perché riducono la quantità di saliva. Anche la somministrazione di alcuni farmaci (es. antistaminici ed antidepressivi) può diminuire la quantità di liquido salivare, dunque favorire la carie.
  • Caratteristiche dei denti: le caratteristiche strutturali dei denti incidono notevolmente sulla possibilità di formazione della carie. Un solco interdentale accentuato favorirà, per esempio, un maggiore ristagno di residui alimentari che, come sappiamo, sono terreno fertile per lo sviluppo batterico.

Esistono inoltre delle differenze individuali nel grado di mineralizzazione dentale; ovviamente, tanto più il dente è ricco di minerali e tanto più sarà protetto dalle aggressioni esterne.

Cause Esogene (esterne o locali)

Le cause esogene della carie agiscono direttamente sulla superficie più esterna del dente, nel preciso punto in cui ha inizio il processo infettivo. La lista delle cause esogene che possono favorire un processo cariogeno comprende:

  • Placca dentale, il principale agente causale della carie. La placca dentale, una patina adesa alla superficie dei denti sulla quale si sviluppano i batteri, origina a partire dalla precipitazione di proteine e mucoidi salivari: in simili circostanze, i batteri vi aderiscono e proliferano.


    Lo sapevi che...


    Non necessariamente la placca dentaria è motivo di infezioni: entro certi limiti, uno straterello di placca adeso sui denti protegge lo smalto dall'azione diretta dei cibi acidi. Chiaramente, tanto più aumenta la flora microbica, tanto maggiore sarà il rischio d'insorgenza delle carie.


    Nonostante esistano centinaia di microrganismi, nella placca batterica completamente formata predominano lo Streptococcus mutans (in particolare i ceppi cricetus, rattus, ferus, sobrinus), il Lactobacillus acidophilus, e gli actinomiceti. Tra questi il lattobacillo ha il più alto potere cariogeno. Esso si nutre del glucosio presente nei residui alimentari formando lattato come prodotto di rifiuto. Grazie alla sua acidità, questa sostanza riesce a sciogliere un po' per volta lo smalto dentale, intaccando la dentina. Lo streptococco mutans interviene invece nella formazione della placca batterica sulla quale aderiscono gli altri microrganismi patogeni.
    È doveroso precisare che i batteri appena citati, coinvolti nella carie, non sono specifici: nonostante causino l'insorgenza dell'infezione, essi non agiscono tramite le loro tossine, bensì rilasciando i prodotti del loro metabolismo.

    I batteri non sono i soli responsabili della carie. Esistono infatti altri fattori che ne possono facilitare la comparsa. Vediamoli nel dettaglio.

Alimentazione: è scientificamente dimostrato che un eccessivo consumo di alimenti zuccherini (caramelle, dolci, bevande zuccherate e simili) altera il naturale equilibrio batterico del cavo orale, predisponendo il soggetto alla carie dentale. Il saccarosio è infatti formato dall'unione di una molecola di fruttosio ed una di glucosio, che come abbiamo visto rappresenta il nutrimento principale per i lattobacilli.

  • Lo sapevi che...


    Alcuni studi statistici dimostrano che chi consuma zuccheri fuori dai pasti oltre 4 volte al giorno è fortemente predisposto alla carie. I dolcificanti più appiccicosi (pensiamo ad esempio al caramello) sono quelli più cariogeni perché tendono a rimanere più a lungo a contatto con la placca batterica.


    In linea generale, è possibile affermare che un individuo tende a sviluppare meno carie se si alimenta in modo adeguato, rispettando appieno le modalità di pulizia del cavo orale. Per prevenire le carie, inoltre, è consigliabile assumere regolarmente una quantità adeguata di Sali minerali (calcio, magnesio, fluoro e fosforo) e vitamine, indispensabili per garantire la salute dei tessuti dentari.


    Tabacco: l'abitudine tabagica innesca una serie di eventi a catena letteralmente disastrosi per la salute dei denti. Oltre a rendere i denti gialli, il fumo favorisce infezioni dentali, tra cui le carie. Basti pensare che alcuni tipi di tabacco contengono un elevato contenuto di zuccheri, aumentando di conseguenza la suscettibilità alle carie. Ma non è tutto: il fumo costituisce un significante fattore di rischio per la malattia parodontale (piorrea), a sua volta responsabile di recessione gengivale. Le gengive ritirate favoriscono la progressiva esposizione dei colletti dentali, che divengono dunque sempre più visibili in bocca. In simili circostanze, i batteri protagonisti del processo cariogeno vengono facilitati nel loro inarrestabile processo distruttivo: senza necessariamente perforare lo smalto, i microorganismi patogeni trovano le condizioni ideali per creare un danno profondo alla polpa dentale (in tempi relativamente brevi) a partire proprio dal colletto dentale.

Fattori di rischio

In circostanze ad essi favorevoli, i batteri riescono ad innescare un processo cariogeno molto facilmente. Le cause endogene ed esogene appena descritte possono infatti essere supportate da ulteriori fattori di rischio:

  • Età: la carie è una tipica (ma non esclusiva) malattia dell'infanzia, periodo in cui i bambini sono particolarmente attirati da dolciumi, zuccheri e golosità di ogni tipo. Da considerare inoltre un importante fattore costituzionale: in tenera età, i denti sono più esposti al rischio di carie perché il grado di mineralizzazione dentale è nettamente inferiore rispetto a quello di un adulto.
    In generale, l'età più favorevole all'insorgenza di carie è compresa tra i 4 e gli 8 anni e tra i 13 ed i 18.
  • Sesso: malgrado le differenze nella frequenza di processi cariogeni tra i due sessi siano pressoché irrisorie, le statistiche rivelano che la femmina è lievemente più predisposta alla formazione di carie dentali.
  • Razza: sembra che anche la razza influisca nella patogenesi della carie. Negli USA, ad esempio, gli individui di razza nera che vivono nelle medesime condizioni della popolazione bianca sembrano essere meno suscettibili a processi cariogeni rispetto ai gruppi di carnagione bianca.
  • Localizzazione geografica e clima: sembra strano, ma nei luoghi con prevalenza di terreni argillosi, i pazienti colpiti da carie sono molto più numerosi rispetto a quelli che popolano terreni calcarei. Inoltre, dalle evidenze scientifiche si evince che l'aumento della temperatura esterna ostacola, in qualche modo, lo sviluppo di carie; d'altro canto, un eccesso di umidità ambientale pare aumentare considerevolmente il numero di otturazioni richieste per curare carie di grado superficiale o medio.
  • Gravidanza: l'incidenza della gravidanza nella patogenesi delle carie rimane tuttora una questione aperta. Se da un lato le statistiche ne rivelano una scarsa correlazione, dall'altro le evidenze cliniche osservano un sensibile aumento di nuove lesioni cariose proprio durante la dolce attesa.
  • Alcune malattie: la presenza di alcune patologie gravi può favorire la formazione di fenomeni cariogeni. Tra queste, si annoverano: febbre tifoide, anemia, vomito incoercibile, diarrea cronica, disturbi del comportamento alimentare con vomito autoindotto, e tossicodipendenza.
  • Da ultimo, ma non certo per importanza, troviamo la scarsa igiene dentale: un'insufficiente rimozione dei residui alimentari e della placca è direttamente collegata alla comparsa della carie. I batteri - attratti dai frammenti di cibo imputridito e non rimossi con filo interdentale, spazzolino e dentifricio - possono facilmente dare origine alla carie: aggredendo dapprima lo smalto, i microorganismi bersagliano la dentina, fino a raggiungere la polpa dentale.

Da quanto detto, si comprende facilmente come sia indispensabile dedicare quotidianamente, e più volte al giorno, alcuni minuti del proprio tempo all'igiene dentale: denti sani e forti costituiscono un (quasi) inattaccabile scudo protettivo contro l'insorgenza di carie.


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