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Ultima modifica: 23/11/2011

Camomilla: proprietà della Camomilla


“Bevanda alternativa al latte, prima medicina dei bambini”: è con questa definizione che viene battezzata la Camomilla, o Matricaria Recutita, pianta per antonomasia che vanta proprietà spasmolitiche (ad uso interno) e lenitive (per uso esterno).
La camomilla appartiene alla famiglia delle Asteraceae (Composite) ed attualmente è molto diffusa in tutta Europa, in America ed in Australia. Camomilla Proprietà

La camomilla è una droga di grande impiego popolare: usata come blando sedativo, è considerata una vera e propria pianta medicinale.
Già gli Antichi Egizi consideravano la camomilla per dolori agli arti e nevralgie; le attribuivano anche proprietà febbrifughe e da alcuni era considerata la panacea di tutti i mali.

Nel Medioevo la camomilla era ritenuta un ottimo aiuto contro la stanchezza, per le sue proprietà toniche. Si narra che anche Alessandro Magno utilizzasse la camomilla per le sue proprietà, e fu proprio lui ad introdurre questa pianta in Occidente.

Se un tempo veniva usata per le sue capacità di placare l'ansia, per calmare il dolore e facilitare la sudorazione in caso di febbre, in questo articolo cercheremo di chiarire se tutte queste proprietà attribuite alla camomilla hanno o meno un fondamento.
Per prima cosa si deve ricordare che la camomilla è caratterizzata da costituenti idrofili e lipofili, e che per ognuna di queste categorie si riconoscono delle proprietà tipiche differenti. Tra i componenti  idrofili si ricordano i flavonoidi, le cumarine glicosilate e gli acidi fenolici  che, estratti con solvente acquoso, conferiscono all'estratto proprietà spasmolitiche, sedative ed antiossidanti. In particolare, la proprietà ansiolitica è dovuta alla presenza di una molecola flavonoidica detta apigenina 7-glucoside. L'altra classe di principi attivi, solubili in olio, è rappresentata da terpeni (molecole a basso peso molecolare, tra cui monoterpeni e sesquiterpeni ciclici eterei), cumarine ed azuleni (camazuleni e bisabololo, estratti soprattutto dai capolini), che attribuiscono all'estratto una tipica colorazione azzurra: questi costituenti concorrono alla formazione di un olio essenziale che vanta proprietà antisettiche, antinfiammatorie e lenitive.
Ecco allora che da questa distinzione si può capire che la camomilla infuso non ha proprietà lenitive, poiché l'acqua non è il solvente adatto per estrarre sostanze come gli azuleni; tramite infusione dei capolini essiccati si otterranno invece tutti quei costituenti affini al solvente idrofilo che caratterizzano la droga dalle proprietà sedative. A tal proposito gli studiosi rimangano comunque dibattuti: se è noto l'uso popolare della camomilla come blando sedativo, per contrastare insonnia e ansia, studi recenti hanno messo in evidenza altri fattori:  nonostante alla camomilla non siano attribuiti effetti tossici, un suo abuso determinerebbe non solo l'effetto opposto (insonnia), ma anche nausea. L'apigenina 7-glucoside sembra invece comportare conseguenze positive sugli effetti ansiolitici, perché registra un legame competitivo con i recettori delle benzodiazepine (farmaci ansiolitici sedativi).
Le proprietà della camomilla sono sfruttate anche per alleviare stomatiti, dermatiti e malattie alle mucose; trova impiego anche in disturbi ginecologici come dismenorrea ed infiammazione. E' altresì impiegata in cosmesi come schiarente per capelli, per rendere più chiare le chiome castane e più lucide quelle bionde.

La tradizione insegna...

Da sempre riconosciuta per le sue proprietà tranquillanti, sedative e decongestionanti, la camomilla nasconde altre note molto particolari: per esempio, un tempo era abitudine mettere dei fiori di camomilla sopra il pane spalmato d'aglio per renderlo più digeribile.
La camomilla veniva applicata anche localmente negli occhi, sottoforma di infuso, nel trattamento della congiuntivite, per sfruttarne le proprietà lenitive.



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Foto utenteIntegratori salini: potassio citrato o aspartato?: Ottimo! Grazie.
 

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Foto professionistaPersonal Trainer: DR.Giovanni Cassiani

Troppo alto per avere pettorali grossi..: Rettifico cmq che non sono un fautore del prestancaggio anche se in alcuni casi è opportuno ed efficace. Uno degli allenamenti più efficaci per " petti recidivi" è un hatfield modificato e usato da alcuni preparatori ifbb italiani: Panca 2* 4* 8* 12* *= inserire, immediatamente...

 
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Venerdì, 25 maggio 2012 ore 17:55