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Salute
Ultima modifica: 17/03/2012

Bronchiolite

Per bronchiolite s'intende un processo flogistico acuto, caratterizzato dall'ostruzione dei bronchioli (ultime diramazioni bronchiali): tipica malattia della prima infanzia, la bronchiolite provoca difficoltà respiratoria, secrezione nasale sierosa, starnutazione ed inappetenza.

Bronchiolite: target e indice d'incidenza

Il target della bronchiolite è rappresentato dalla prima infanzia, in particolare dai bambini di età inferiore ai 2 anni: i lattanti, fino al raggiungimento dei sei mesi, rappresentano in assoluto la categoria più a rischio. BronchioliteSi osserva che, annualmente, ogni 100 bambini 11 si ammalano di bronchiolite: nell'11-13% dei malati, la malattia si presenta così ferocemente da richiedere il ricovero ospedaliero.
Il grado di severità della malattia è inversamente proporzionale all'età del piccolo: in altre parole, un bambino di pochi mesi affetto da bronchiolite tende a presentare un quadro sintomatologico molto più grave rispetto ad un bambino infetto di età maggiore.
Dalle statistiche mediche si evince che, a parità di età, i maschi sono più a rischio di bronchiolite rispetto alle femmine. Nonostante la bronchiolite non possa essere definita propriamente una malattia stagionale, nel periodo invernale si registrano generalmente più bambini affetti.
A livello globale, ogni anno sono segnalati 150 milioni di nuovi casi di bronchiolite, di cui la quasi totalità (95%) è osservata nei Paesi in via di sviluppo.

Bronchiolite e raffreddore

Nel paragrafo precedente abbiamo approfondito la bronchiolite nel bambino: ciò non toglie, tuttavia, che questa malattia possa colpire anche l'adulto. Infatti, la bronchiolite non colpisce solamente gli infanti: spesse volte, tuttavia, la bronchiolite nell'adulto viene erroneamente diagnosticata come un semplice raffreddore o, in altri casi, risulta asintomatica o comunque poco problematica.

Bronchiolite: contagio

La bronchiolite è un'infezione che si trasmette per via aerea, tramite saliva/secrezioni nasali di pazienti infetti, o per mezzo delle micro-goccioline di saliva che si disperdono nell'ambiente a seguito di starnuti o tosse. Dopo il contagio, si stima che il tempo d'incubazione del microorganismo si aggiri intorno ai 4 giorni: i bambini infetti possono trasmettere la bronchiolite anche dopo una settimana/10 giorni dal contagio.

Bronchiolite: eziologia

Il principale elemento eziopatologico responsabile della bronchiolite è un virus: in particolare, si tratta del Respiratory Syncytial Virus (Virus Respiratorio Sinciziale, o VRS).
Il VRS risulta fortemente resistente alle comuni sostanze antisettiche (disinfettanti), così come alle classiche tecniche di sterilizzazione dell'ambiente.
Ad ogni modo, sono stati isolati altri possibili microorganismi direttamente o indirettamente correlati con la manifestazione della bronchiolite:

  • Virus influenzale di tipo B
  • Virus parainfluenzali di tipo 1, 2 e 3
  • Adenovirus di tipo 1, 2 e 5: in questo caso, la bronchiolite viene più precisamente definita obliterante, poiché distrugge le piccole diramazioni bronchiali
  • Rinovirus
  • Mycoplasma pneumoniae: microorganismo responsabile di una particolare forma di bronchiolite che colpisce i bambini in età scolare.
  • Clamidia: a differenza dei microorganismi appena elencati, la clamidia è un batterio: è responsabile di una tipologia di bronchiolite particolarmente feroce, soprattutto per i neonati ed i lattanti sino ai 3 mesi.

[tratto da Manuale di malattie infettive, di Mauro Moroni, Spinello Antinori, Vincenzo Vullo]

Bronchiolite: fattori di rischio

Nonostante il Respiratory Syncytial Virus ne costituisca il principale elemento causale, la bronchiolite è correlata anche ad ulteriori fattori di rischio, che incidono in maniera più o meno grave in funzione della sensibilità del soggetto e dell'età d'insorgenza della malattia.
Tra i fattori di rischio più allarmanti il primato spetta sicuramente al fumo di sigaretta: è stato dimostrato che i bambini nati da madri fumatrici sono più esposti alla bronchiolite nei primi mesi di vita, poiché il loro parenchima polmonare risulta fortemente alterato - soprattutto in termini di elasticità - in seguito ad un'esposizione intrauterina al fumo di sigaretta.
Chiaramente, anche i luoghi affollati risultano possibili fattori di rischio, in quanto le probabilità di contagio aumentano notevolmente. Ancora, le malattie polmonari, le patologie cardiache, la prematurità del parto e l'allattamento artificiale rappresentano ulteriori fattori che aumentano il rischio di contrarre bronchiolite.


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Foto utentePillola contraccettiva e sole: grazie, interessa anche a me questa questione in quanto già ho la pelle molto delicata e devo stare attentissima a non espormi in modo sbagliato, in più da quest'anno prendo la pillola e non vorrei credere a tutte le leggende metropolitane del caso. Conoscete magari qualche sito consultabile in internet...
 

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Foto professionistaPersonal Trainer: DR.Simone Pavone

acetyl l-carnitina: So che la carnitina x avere effetti va presa in buone quantità...ma anche lì non è che abbia sentito molti feed-back positivi....Io ti direi lascia perdere e allenati con criterio senza stress e soprattutto dormi il giusto, il riposo è fondamentale!! Ciao!:)

 
  • Analisi Traumatologica degli esercizi di Pesistica Ferro ed Endurance
    Nella lezione di oggi Vi parlerò dell'elemento ferro e della sua importanza negli sports agonistici di endurance (ciclismo, maratona ecc.) e - perché no? - nelle attività fisiche amatoriali cardio fitness

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