Blefarite

Definizione di blefarite

Blefarite erpeticaLa blefarite è un'infiammazione cronica delle palpebre, che si distingue per la comparsa di crosticine, squame ed ulcere irritative lungo il margine palpebrale. In base alla natura dell'infiammazione, la blefarite può provocare sintomi piuttosto modesti oppure causare evidenti deformità palpebrali con perdita delle ciglia od alterazione della crescita ciliare.
Nonostante alcune varianti di blefarite possano risolversi spontaneamente nell'arco di 2-4 settimane, la maggior parte si manifesta in forma cronica procurando alla palpebra un'infiammazione generalizzata e difficilmente risanabile.


Lo sapevi che...
Il termine blefarite è costituito dal prefisso blefar- (che deriva dal greco, Bléfaron, palpebra) e dalla desinenza -ite, che indica un generico processo infiammatorio.

Cause

Malgrado gli esperti non abbiano ancora dimostrato con precisione le cause del fenomeno, pare che l'esordio della blefarite sia legato alla combinazione di due o più fattori. I presunti responsabili sono:

Tipi di blefarite

Esistono essenzialmente tre forme di blefarite, distinte in base alla natura dell'infiammazione:

  1. BLEFARITE ULCERATIVA: la causa va ricercata in un'infezione batterica. Il principale responsabile è lo stafilococco: l'infezione può originare già nel periodo infantile e, quando non adeguatamente trattata, proseguire fino all'età adulta.
  2. BLEFARITE SQUAMOSA O SEBORROICA: nonostante non siano ancora state individuate con certezza le cause responsabili, pare che la forfora, l'acne rosacea e la seborrea del viso costituiscano fattori più che plausibili per la comparsa della blefarite.
  3. BLEFARITE IPEREMICA: si manifesta con sintomi generici come edema palpebrale ed iperemia (occhi arrossati). La causa è spesso difficile da rilevare con esattezza.

Sintomi

Per approfondire: Sintomi Blefarite


La maggior parte delle blefariti esordisce con sintomi piuttosto generici, quali in particolare arrossamento oculare e palpebrale, gonfiore alle palpebre, offuscamento della visione, prurito e sensazione di avere della sabbia nell'occhio.
Tuttavia, alcune blefariti si manifestano in modo più evidente e riconoscibile. In questi casi, il quadro clinico del paziente può essere completato da:

  • Alterazione della cromia delle palpebre: in alcuni pazienti colpiti da blefarite allergica si osserva un imbrunimento della naturale colorazione cutanea palpebrale. Per questo motivo, si parla di "occhio nero allergico" per indicare una blefarite dipendente da allergie
  • Cisti lungo il margine delle palpebre
  • Desquamazione cutanea sulle palpebre
  • Detriti nel film lacrimale
  • Formazione di crosticine lungo il margine palpebrale
  • Fotofobia (intolleranza alla luce)
  • Secrezione lacrimale tipicamente schiumosa
  • Secrezioni oculari gialle-verdastre associate ad un "incollamento" delle palpebre: tipico segno della blefarite infettiva

Generalmente, i pazienti che utilizzano le lenti a contatto lamentano più difficoltà nell'affrontare i sintomi della blefarite: difatti, a causa dell'intensa irritazione e bruciore palpebrale, i pazienti affetti non riescono ad indossare le lenti per lunghi periodi.

Complicanze

Sebbene si manifesti spesso con sintomi tipicamente acuti, la blefarite tende a cronicizzare. Considerato che la malattia si rivela piuttosto restia nel guarire, i sintomi possono presto degenerare provocando complicanze anche gravi, quali: orzaiolo, perdita delle ciglia od alterazione della crescita ciliare, calazio (cisti dolorosa che cresce nella palpebra a causa dell'ostruzione del dotto escretore della ghiandola di Meibomio), occhio secco/ipersecrezione lacrimale e, in alcuni casi, infiammazione della cornea (cheratite) e/o della congiuntiva (cheratocongiuntivite).
Nella blefarite di tipo ulcerativo si possono formare crosticine che tendono a sanguinare dopo la rimozione.

Diagnosi

Un sospetto di blefarite richiede sempre l'accertamento diagnostico, indispensabile per intraprendere, quando necessario, una terapia specifica già dai primissimi sintomi: così facendo, si riduce la possibilità che la malattia degeneri e cronicizzi.
La diagnosi di blefarite ha inizio con l'anamnesi, ovvero con la valutazione medica dei sintomi accusati dal paziente e della sua storia clinica. In seguito, il medico procede con la visita degli occhi, in cui viene valutato il grado di rossore ed il gonfiore palpebrale.
Quando si sospetta una blefarite di natura infettiva, il medico preleva un campione di tessuto (es. crosticina) dalla palpebra infiammata per una successiva indagine citologica (cellulare) in laboratorio: da questo test è possibile risalire all'agente infettivo che ha provocato il disturbo.

Trattamento

La cura per la blefarite non è affatto semplice: si tratta infatti di una malattia problematica, che tende a cronicizzare o a ripresentarsi più e più volte dopo la (presunta) guarigione.
Il trattamento contro la blefarite prevede essenzialmente l'addolcimento delle crosticine e la loro successiva (e delicata) rimozione.
Per restringere i tempi di guarigione, il medico prescrive al paziente una cura antibiotica, finalizzata ad allontanare i germi: le pomate oftalmiche antibiotiche costituiscono i farmaci di prima scelta per il trattamento della blefarite batterica.
Quando la causa della blefarite risiede in un'infezione da miceti (eventualità piuttosto rara), i farmaci più indicati sono gli antimicotici da applicare per via topica, come ad esempio il ketoconazolo.
Quando i sintomi della blefarite si manifestano in modo violento, i farmaci corticosteroidi (da instillare sottoforma di collirio o da applicare come pomata oftalmica) possono indubbiamente apportare beneficio nel ridurre l'infiammazione in tempi piuttosto brevi.
Secondo uno studio riportato nella rivista British Journal of Clinical Pharmacology, sembra che alcuni pazienti affetti da blefarite possano beneficiare dall'instillazione di N-acetilcisteina nell'occhio.


Per approfondire: Farmaci per la Cura della Blefarite »

Rimedi e accorgimenti

Considerata la tendenza a recidivare e la notevole difficoltà di guarigione, per prevenire la blefarite è necessario seguire alla lettera le generali norme igienico-comportamentali.

Anzitutto, il rispetto delle normali regole igieniche è fondamentale per minimizzare il rischio di ogni tipo d'infezione, compresa la blefarite. A tal proposito, si raccomanda sempre di lavarsi le mani, specialmente prima di toccare gli occhi (abitudine, quest'ultima, che dovrebbe essere evitata il più possibile). Quando un familiare od un convivente lamenta sintomi riconducibili ad una potenziale blefarite o ad un'altra infezione oftalmica, il consiglio è quello di evitare l'uso promiscuo di oggetti da toeletta, lenzuola, indumenti o federe per evitare un'eventuale contaminazione.
Si raccomanda, inoltre, di evitare l'utilizzo di cosmetici per gli occhi durante l'intera terapia contro la blefarite.
Per ridurre l'infiammazione delle palpebre, alcuni pazienti traggono beneficio dall'assunzione orale di omega-3 sottoforma di olio di pesce o solio di semi di lino. Come sappiamo, gli omega 3 aiutano a riequilibrare la composizione delle membrane cellulari, minimizzando la predisposizione dell'organismo a stati infiammatori cronici.
In presenza di blefarite, si raccomanda di tenere pulite le palpebre e di rimuovere crosticine e squame: a tale scopo, si raccomanda di lavare accuratamente palpebre e ciglia al mattino ed alla sera con acqua tiepida.


Attenzione
Ammorbidendo le crosticine con acqua tiepido-calda si riduce il rischio di produrre inutili sanguinamenti o traumi alle palpebre.


Gli impacchi tiepidi-caldi di camomilla sulle palpebre possono alleviare il gonfiore esercitando una buona azione lenitiva: in questo caso, si raccomanda di utilizzare un batuffolo di cotone od una garza pulita per ogni impacco.
Per addolcire le crosticine, alcuni esperti consigliano di applicare un garza (imbevuta di infuso di camomilla) sulle palpebre, lasciandola in posa per 5-10 minuti; per un effetto ottimale, si consiglia di ripetere l'operazione più volte al giorno.
In alternativa all'infuso di camomilla, è possibile solubilizzare 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio in mezzo litro d'acqua bollente; lasciare intiepidire e strofinare delicatamente le palpebre e le ciglia con un batuffolo di cotone imbibito della soluzione. Successivamente, risciacquare con acqua fresca per 2 o 3 volte.

Anche una soluzione preparata con acqua tiepida e shampoo delicato per bambini può essere utilizzata per ammorbidire le crosticine.
Quando si è fuori casa, si consiglia di portare con sé salviettine detergenti preparate con sostanze lenitive (es. bisabololo) e disinfettanti (es. clorexidina): a tale scopo, le salviettine Blefarette sono molto indicate.
Sebbene i rimedi appena descritti non possano eradicare l'infezione/infiammazione alla radice, sono comunque indispensabili per velocizzare la guarigione della blefarite e migliorarne i sintomi.


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Ultima modifica dell'articolo: 09/02/2016