Bifosfonati

Generalità

I bifosfonati - anche conosciuti come bis-fosfonati o difosfonati - costituiscono una classe di farmaci largamente impiegata per contrastare la perdita di densità minerale ossea.
BifosfonatiQuesti medicinali devono il loro nome proprio alla presenza di due gruppi fosfonati, nella struttura chimica che caratterizza l'intera classe di farmaci.
Dal punto di vista chimico, invece, i bifosfonati possono essere considerati dei derivati del pirofosfato (struttura chimica: P2O74-), in cui l'ossigeno che lega entrambi gli atomi di fosforo è stato sostituito con un atomo di carbonio, in modo tale da rendere questo tipo di legame non idrolizzabile.
Fra i principali bifosfonati tuttora impiegati in terapia, ricordiamo: l'acido alendronico (Alendros®, Fosamax®), l'acido etidronico (Etidron®), l'acido clodronico (Clody®), l'acido risedronico (Optinate®, Actonel®), l'acido pamidronico (Aredia®) e l'acido zoledronico (Zometa®).

Indicazioni Terapeutiche

Come accennato, i bifosfonati sono principi attivi il cui utilizzo viene effettuato per contrastare la perdita di densità minerale ossea. Pertanto, l'uso di questi farmaci è indicato nei seguenti casi:

Meccanismo d'azione

Benché gli esatti meccanismi molecolari, attraverso i quali i bifosfonati sono in grado di contrastare la perdita di densità minerale ossea, non siano ancora stati individuati con esattezza, questi farmaci - una volta assunti, per via orale o parenterale che sia - vengono assorbiti e si depositano sui cristalli di idrossiapatite presenti nelle sedi di riassorbimento della matrice ossea. Una volta depositati a questo livello, i bifosfonati interagiscono con gli osteoclasti (le cellule deputate al riassorbimento osseo), inibendone la proliferazione, accorciandone la vita media e diminuendone l'attività.
Grazie a questa modalità d'azione, pertanto, i bifosfonati sono in grado di limitare i processi di riassorbimento osseo, favorendo - anche se in maniera indiretta - l'azione degli osteoblasti, che possono così dare origine a tessuto osseo ben mineralizzato.

Effetti Collaterali

Gli effetti collaterali indotti dai bifosfonati, e l'intensità con cui essi si manifestano, possono variare da paziente a paziente, sia in funzione del principio attivo che si decide di impiegare, sia in funzione della sensibilità di ciascun individuo nei confronti dello stesso farmaco.
Ad ogni modo, fra i principali effetti indesiderati comuni alla maggior parte dei principi attivi appartenenti alla classe dei bifosfonati, ricordiamo:

Quest'ultimo effetto collaterale si può verificare quando i bifosfonati vengono assunti per via orale con scarse quantità di acqua. Per tale ragione, i bifosfonati per via orale dovrebbero essere assunti al mattino subito dopo il risveglio, con una quantità d'acqua sufficiente per evitare l'irritazione e l'eventuale erosione esofagea (indicativamente, circa 200-250 ml di acqua). Dopodiché, il paziente deve stare in posizione eretta per almeno trenta minuti ed evitare di assumere altri liquidi o cibo, in modo tale da garantire un assorbimento ottimale del farmaco.
Altri effetti collaterali che possono manifestarsi in seguito all'assunzione di bifosfonati (sia per via orale che per via parenterale), sono:

Interazioni con altri farmaci

Generalmente, si sconsiglia l'assunzione concomitante di bifosfonati e di farmaci antiacidi o di integratori a base di calcio, poiché questi possono influenzare negativamente l'assorbimento dei bifosfonati stessi.
Se, invece, è necessario assumere i suddetti farmaci, allora questi, in linea generale, dovrebbero essere somministrati almeno trenta minuti dopo l'assunzione dei bifosfonati.
Inoltre, solitamente, si sconsiglia anche l'assunzione contemporanea di bifosfonati e FANS, poiché vi è un maggiore rischio di sviluppare danni gastrointestinali.

Controindicazioni

L'uso dei bifosfonati è controindicato nei seguenti casi:


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Ultima modifica dell'articolo: 04/10/2016