Biancospino, proprietà fitoterapiche del Biancospino

Premessa

Abbiamo precedentemente analizzato le caratteristiche generali del biancospino, tracciando un identikit chimico del suo fitocomplesso dopo aver delineato un preciso e minuzioso profilo botanico. Proprietà BiancospinoIn questa disamina ci concentreremo, in particolare, sulle proprietà salutistiche del biancospino: dopo un cenno sulla farmacocinetica - il meccanismo d'azione degli attivi - studieremo le loro attività biologiche, l'impiego clinico del biancospino e, da ultimo, la tossicità, le precauzioni e le interazioni della droga con altre sostanze.

Biancospino: farmacocinetica

Prima di descrivere la farmacocinetica degli attivi, è bene ricordare che tra le proprietà più importati attribuite alla droga spicca quella cardiotonica, inotropa positiva ed antiaritmica.
Dopo questa precisazione, possiamo descrivere la farmacocinetica.
Si è osservato che le proantocianidine sono molecole altamente biodisponibili e si ripartiscono nel tessuto cardiaco in una quantità stimata intorno al 30% della dose somministrata per os. Queste molecole attive sono in grado di espletare le loro proprietà abbastanza velocemente: infatti, vengono assorbite dapprima dal tessuto intestinale, dopodiché raggiungono il massimo livello ematico in appena 40-45 minuti, protraendo la loro attività per 5 ore.
Il meccanismo d'azione delle proantocianidine è ben diverso da quello dei flavonoidi e di altre molecole componenti il fitocomplesso, assorbiti in quantità nettamente inferiore a livello intestinale, oltre ad essere assai meno biodisponibili.

Proprietà ed attività biologica

In sintesi, le principali proprietà attribuite al biancospino sono:

  • Cardiotoniche: inotrope positive, batmotrope negative
  • Vasodilatatrici coronariche
  • Antisclerotiche
  • Sedative, ansiolitiche ed antisapasmodiche
  • Antipertensive
  • Ipolipemizzanti

Visto l'intreccio di molecole attive descritte in precedenza, è intuibile come il fitocomplesso di biancospino sia in grado di espletare moltissime proprietà.

  1. Proprietà cardiotonica del biancospino

Sebbene il biancospino sia ritenuto primariamente una droga ansiolitica e sedativa, anche l'azione  cardiotonica rientra tra le sue principali proprietà: la droga aumenta la capacità di contrazione del muscolo cardiaco (proprietà inotropa positiva) e, nel contempo, rallenta la trasmissione dell'impulso nervoso, quindi anche la contrazione del cuore nel pompare sangue dagli atri ai ventricoli (proprietà batmotropa negativa).
Proprio per questo motivo, gli estratti di biancospino sono da tempo utilizzati come terapia fitoterapica elettiva nel trattamento di scompensi cardiaci di media entità, nell'insufficienza coronarica, nelle turbe bradicardiche lievi, e nell'insufficienza miocardica (forma moderata).
Oltre ad agire a livello cardiaco con azione inotropa positiva e batmotropa negativa, l'estratto di biancospino vanta proprietà cronotrope negative (riduzione della frequenza cardiaca) e dromotrope positive (aumento della conduzione atrio-ventricolare).

  1. Proprietà vasodilatatrici coronariche del biancospino

Abbiamo visto che il biancospino è utilizzato per le proprietà vasodilatatrici coronariche: infatti, gli attivi del fitocomplesso stimolano il rilascio della muscolatura vasale liscia delle coronarie, cosicché si assiste ad una dilatazione dei vasi e a una diminuzione delle resistenze periferiche. A detta di ciò, è chiaro come il biancospino sia ampliamente utilizzato per il miglioramento delle performance cardiache.
Generalmente, per sfruttare le proprietà cardiotoniche del biancospino, in fitoterapia si consiglia la tintura madre oppure l'estratto fluido: è bene precisare, comunque, che questi preparati non sono efficaci in caso di patologie acute; piuttosto, il loro impiego è indirizzato alle insufficienze cardiache di lieve entità (non richiedenti cure digitaliche) e nella profilassi di ripristino in seguito a danni cardiaci/coronarici.

  1. Proprietà antisclerotiche del biancospino

L'estratto di biancospino trova impiego anche nel trattamento dell'aterosclerosi: generalmente, la droga esplica eccellentemente questa funzione in sinergia con altri estratti, insieme dunque ad altri fitocomplessi. In modelli sperimentali, il biancospino, riducendo le resistenze periferiche, è idealmente in grado di prevenire l'aterosclerosi.

  1. Proprietà sedative, ansiolitiche ed antisapasmodiche

La proprietà ansiolitico-sedativa è probabilmente quella meglio riconosciuta al biancospino: da tempo immemorabile, l'azione della droga a livello del sistema nervoso centrale viene sfruttata per eliminare, ridurre o, ancora, placare l'ansia, l'irritabilità o, più in generale, per controllare la componente emotiva di individui particolarmente agitati o ansiosi. Di riflesso, la somministrazione di estratti di biancospino migliora la qualità del sonno, favorendo un riposo tranquillo scorporato da ansia, affanni e difficoltà all'addormentamento.
Al fine di contrastare i sintomi tipici della sindrome ansiosa, è consigliata la somministrazione di estratto di biancospino sottoforma di tisane o decotti in associazione ad altre droghe ansiolitico-sedative, che ne potenziano l'attività medesima: particolarmente adatte la valeriana, la melissa, la camomilla, la passiflora.
Probabilmente, il biancospino espleta la propria attività ansiolitica e moderatamente ipnotica anche grazie ai flavonoidi, ai quali è attribuita una possibile attività simil-benzodiazepinica.
Tra le svariate dimostrazioni scientifiche effettuate per accertare le proprietà ansiolitiche della pianta, una tra tutte ha messo in evidenza il potenziamento di questa precisa attività del biancospino in associazione a ballota, cola e valeriana.

  1. Proprietà antipertensiva del biancospino

L'azione antipertensiva eccellentemente espletata dal biancospino sembra essere strettamente legata alla proprietà vasodilatatrice-coronarica: l'azione antipertensiva della droga agisce essenzialmente a livello dei vasi dilatati per azione diretta.
Per dare una dimostrazione pratica delle capacità ipotensive espletate dal biancospino, si riporta un esempio: in media, dopo aver assunto estratti di biancospino, i soggetti affetti da ipertensione con valori pari a 160 e 150 mmHg (rispettivamente, pressione sistolica e diastolica), registrano una significativa riduzione dei valori pressori, fino a raggiungere gli 89 e gli 85 mmHg.

  1. Proprietà ipolipemizzante del biancospino

Alla luce di recenti studi sono emerse interessanti scoperte scientifiche riguardanti le proprietà del biancospino: sembra, infatti, che la droga sia in grado di espletare il suo effetto anche sulla colesterolemia e sulla lipidemia. In particolare, questa attività è stata dimostrata su modelli animali (ratti) alimentati con un regime dietetico ipercalorico.
L'attività ipolipemizzante associata al biancospino sembra essere particolarmente indicata per l'anziano affetto sia da ipercolesterolemia che da iperlipidemia associate a disfunzioni cardiache.

Tossicità e precauzioni d'uso

Chiaramente, la somministrazione di estratti di biancospino è bandita per quei soggetti sensibili ad una o più molecole del fitocomplesso.
In letteratura non sono segnalati casi importanti di tossicità al biancospino: infatti, la somministrazione, anche quando prolungata, di estratti di questa droga sembra essere piuttosto sicura, fatta eccezione per chi assume, contemporaneamente, farmaci ad azione diretta sul cuore.
Consigliato il monitoraggio o la vigilanza del paziente quando assume estratti di biancospino insieme a beta-bloccanti, sostanze di derivazione digitalica o farmaci ad azione bradicardizzante, onde evitare un potenziamento dell'effetto finale.
Rari i casi di tossicità acuta e subacuta legata alla somministrazione di biancospino.


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