Terapia della Balbuzie

Balbuzie: introduzione

La balbuzie delinea un disturbo del linguaggio che affonda le proprie radici nella sfera comportamentale, emotiva e comunicativa: rappresenta una condizione estremamente complessa, il cui approccio terapico risulta altrettanto intricato. L'ascesa verso la guarigione della balbuzie è lunga e tortuosa, e solamente con la forza di volontà del paziente l'obiettivo sarà raggiunto in tempi brevi.
Le terapie volte alla guarigione della balbuzie non sono univoche e non esiste un modello standard efficace per tutti coloro che ne sono affetti: questa disfluenza verbale nasce da situazioni diverse, talvolta estremamente difficili da individuare, dunque l'eterogeneità delle cause scatenanti impedisce di elaborare una strategia terapeutica unica.
Terapia BalbuziaLo sforzo che il balbuziente compie per estrinsecare le parole dipende da moltissimi fattori, che si sovrappongono l'uno all'altro rendendo, talvolta, enigmatica la scelta della terapia più adatta.
Dev'essere smantellata e screditata la teoria secondo cui il balbuziente si debba curare in primis nel linguaggio, poiché non è del tutto corretto cercare di occuparsi del linguaggio se prima non si cura il problema alla radice, cercando di analizzare il motivo che causa la disfluenza. Infatti, focalizzarsi solamente sulla fluidità di verbalizzazione, obiettivo comunque fondamentale, significa soffermarsi in periferia, senza eradicare il problema che lo provoca. Come abbiamo detto, però, talvolta la ricerca delle cause è estremamente complessa.

Tipi di terapie

Gli approcci terapeutici volti alla guarigione della balbuzie possono essere riassunti in:

  1. Autoterapia
  2. Utilizzo di apparecchiature elettroniche
  3. Logopedista e, quando necessario, consulto psicologico
  4. Utilizzo farmacologico anti-balbuzie

È opportuno sottolineare che la balbuzie non rappresenta una condizione risolvibile velocemente, così come non è immediata la sua manifestazione. L'acquisizione delle corrette modalità di parlare e la padronanza del linguaggio si acquisiscono infatti con gradualità, per cui è pressoché impossibile guarire immediatamente dalla balbuzie.
Come più volte marcato, la balbuzie non è solo un disturbo della verbalizzazione: è una malattia a tutti gli effetti, che interessa anche la sfera emozionale e comportamentale, oltre che comunicativa.

  1. Terapia contro la balbuzie: l'autoterapia

In genere, l'autoterapia può essere affrontata dagli adulti e dai balbuzienti che si rendono conto del problema: ovviamente, un bambino piccolo si accorge molto difficilmente del disturbo; di conseguenza l'autoterapia risulta impossibile. La presa di coscienza del disturbo, accompagnata dalla necessità e dal desiderio di guarire dalla balbuzie, risulta il primo approccio indispensabile per il trattamento della disfluenza verbale.
Nell'autoterapia, il paziente dovrebbe eseguire in modo autonomo alcuni semplici esercizi verbali assegnati dal logopedista: il balbuziente dovrebbe cercare di ritagliasi un po' di tempo durante la giornata, allo scopo di esercitarsi a parlare in modo fluido. In genere, l'autoterapia prevede anche alcune sedute specialistiche di supporto, direttamente con il logopedista.

  1. Terapia contro la balbuzie: utilizzo di apparecchiature elettroniche

Un'altra terapia efficace contro la balbuzie è rappresentata dall'utilizzo di particolari dispositivi elettronici, volti a migliorare la fluidità del linguaggio: si parla di feedback acustici alterati, grazie ai quali il balbuziente può riascoltare la sua voce in maniera alterata. La voce del paziente viene alterata in tre modi differenti, e poi riprodotta:

  • Ritardo della voce del paziente o DAF (Delayed Auditory Feedback)
  • Mascheramento di alcune parole (alcune parole vengono coperte, mascherate durante il riascolto)
  • Modificazione della frequenza delle parole o FAF (Frequency-Shifting Auditory Feedback)

I risultati ottenuti in seguito al trattamento di pazienti balbuzienti con dispositivi elettronici non sono univoci, dunque non è possibile prevedere realmente (ma solo ipoteticamente) la guarigione del disturbo. Infatti, alcuni pazienti hanno giovato di questa terapia, riportando risultati sorprendenti, mentre in altri non è stato riscontrato alcun miglioramento, e in altri ancora si sono osservati solo tenui migliorie.

  1. Terapia contro la balbuzie : logopedista e consulto psicologico

Il logopedista rappresenta la figura di riferimento a cui ci si deve rivolgere per i disturbi del linguaggio. In genere, la terapia atta alla cura della balbuzie prevede più livelli:

  1. Identificazione degli aspetti peculiari del linguaggio del paziente, dei fattori psicologici che v'incidono e del comportamento;
  2. Desensibilizzazione di ansie, paure e fobie correlate alla balbuzie. Il paziente viene sollecitato a balbettare volontariamente, utilizzando vocaboli per lui difficili da pronunciare;
  3. Modificazione della balbuzie: il logopedista aiuta il paziente a modificare la cadenza della balbuzie, cercando di evitare i blocchi verbali;
  4. Il paziente impara a parlare in modo più fluido e scorrevole grazie ad esercizi mirati sulla respirazione, sulla corretta articolazione delle labbra e della lingua, e sulla fonazione; inoltre, la sua convinzione di “non essere all'altezza” viene smantellata con l'aiuto dello psicologo, quando necessario.

L'approccio psicoterapico risulta particolarmente appropriato per quei pazienti che, nonostante le numerose sedute logopediche, balbettano ancora in modo consistente: la balbuzie cela, talvolta, problemi di natura psicologica che si riversano nella difficoltà di verbalizzazione. In alcuni soggetti affetti, la balbuzie rappresenta l'espediente più semplice verso cui proiettare tutti i problemi di natura psicologica.

  1. Terapia contro la balbuzie : utilizzo farmacologico anti-balbuzie

La terapia farmacologica anti balbuzie rappresenta l'ultima spiaggia che un balbuziente può intraprendere:

  • Benzodiazepine;
  • Antipsicotici;
  • Anticonvulsivanti;
  • Antagonisti della dopamina;
  • Antipertensivi;
  • Ansiolitici, tra cui il pagoclone, farmaco innovativo verso cui sono poste molte speranze (anche) per la guarigione della balbuzie.

Ad ogni modo, l'utilizzo di sostanze farmacologiche potrebbe generare gravi effetti collaterali, dunque devono essere utilizzate solo quando strettamente necessarie, previa prescrizione medica.

Conclusioni  e riflessioni

La balbuzie non è una malattia che si vede, ma gli effetti psicologici che ne derivano possono risultare così mentalmente invalidanti da essere paragonabili a quelli causati dalle malattie fisiche. La balbuzie non è una malattia nuova, anzi rappresenta una disfluenza nota fin dai Tempi più antichi: un'antichissima “terapia” risolutiva per la balbuzie consisteva nel taglio della lingua, dei muscoli del collo e dei nervi. Inutile dire che la (presunta) terapia venne presto abbandonata poiché vana, oltre che estremamente pericolosa (elevato rischio emorragico).
I balbuzienti non conducono una vita facile, soprattutto perché vengono continuamente derisi dai compagni, considerati “stupidi” o, addirittura, “mentalmente instabili”, na non si può certo affermare che Winston Churchill, Primo Ministro del Regno Unito intorno agli anni Quaranta del Novecento, noto balbuziente, potesse essere considerato tale.
Purtroppo, i balbuzienti, soprattutto durante l'infanzia, vengono isolati dai compagni perché considerati diversi e anormali: sebbene il piccolo balbuziente riesca a superare completamente il problema in età adulta, le derisioni e gli scherni, le prese in giro e le umiliazioni inflitte non potranno essere dimenticate e, probabilmente, rimarranno impresse per sempre nella memoria.
I balbuzienti possono rivolgersi anche a centri specializzati, in cui i pazienti vengono sottoposti a mirate terapie di supporto psicologico, un valido d'aiuto per la correzione della verbalizzazione e, soprattutto, per l'accettazione di se stessi.


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Ultima modifica dell'articolo: 22/11/2016