Ayahuasca

Generalità

Il termine "ayahuasca" viene utilizzato per indicare un particolare tipo di bevanda, dotata di proprietà allucinogene e tipicamente utilizzata dalle popolazioni sudamericane e amazzoniche per eseguire riti religiosi e sciamanici. Ayahuasca allucinogenoQueste popolazioni, hanno da sempre attribuito alla bevanda poteri magici e allo stesso tempo terapeutici.
Per essere più precisi, quando si parla di "ayahuasca", ci si riferisce a una particolare miscela di piante allucinogene: la pianta rampicante Banisteriopsis caapi (talvolta, definita essa stessa come ayahuasca) e le foglie della pianta  Psychotria viridis.
In realtà, ogni sciamano possiede una propria ricetta per la preparazione di questa bevanda, che potrebbe comprendere anche specie leggermente diverse da quelle appena indicate. Tuttavia, si ritiene che la vera bevanda ayahuasca sia quella formulata con le sopra citate piante.
Le prime testimonianze scritte, a livello europeo, riguardanti l'uso dell'ayahuasca risalgono al 1493 e sono riconducibili a uno dei membri della spedizione di Cristoforo Colombo; tuttavia, l'impiego della bevanda da parte delle popolazioni sudamericane ha certamente radici più antiche.
A partire dagli anni '90, inoltre, l'ayahuasca ha accresciuto notevolmente la sua fama a livello mondiale, sia grazie all'interesse a livello accademico suscitato da questa particolare bevanda, sia per la sua diffusione all'interno di diversi culti neosciamanci di carattere sincretico, sviluppatisi in particolar modo nell'America latina.

Preparazione

Come accennato, l'ayahuasca è una bevanda che si prepara a partire principalmente da due tipi di piante: la Banisteriopsis caapi e la Psychotria viridis.
I metodi di preparazione possono variare da paese a paese e da regione a regione. Ad ogni modo, solitamente, l'infuso in questione viene preparato facendo macerare e in seguito bollire per molte ore le liane di Banisteriopsis caapi con le foglie di Psychotria viridis.
In funzione della zona geografica in cui la bevanda viene preparata e in funzione della ricetta utilizzata, al miscuglio possono essere aggiunte ulteriori piante ad azione allucinogena. In qualsiasi caso la Banisteriopsis caapi rimane l'ingrediente di base.

Componenti Chimici e Meccanismo d'azione

L'azione allucinogena attribuita alla bevanda ayahuasca è imputabile a una molecola in particolare, presente all'interno delle foglie di Psychotria viridis: la dimetiltriptamina (o DMT).
In verità, l'ayahuasca contiene anche altre triptamine (come, ad esempio, la 5-metossi-dimetiltriptamina) dotate di proprietà psicoattive, ma nonostante ciò la DMT è considerata la principale responsabile delle allucinazioni che compaiono in seguito all'assunzione della bevanda.
La dimetiltriptamina è una molecola appartenente alla classe chimica delle N-alchiltriptamine; se assunta singolarmente per via orale, non è in grado di provocare alcun effetto, poiché, una volta ingerita, viene prontamente metabolizzata da particolari enzimi: le monoammino ossidasi (MAO).
Pertanto, affinché la DMT possa esercitare la sua azione allucinogena quando assunta per via orale, è necessario che venga somministrata in associazione a inibitori delle monoammino ossidasi, ossia in associazione a molecole in grado di contrastare l'azione dei suddetti enzimi, consentendo in questo modo alla dimetiltriptamina di raggiungere il sistema nervoso centrale.
Alla luce di quanto appena detto, sorge spontaneo chiedersi per quale motivo l'ayahuasca sia in grado di indurre effetti allucinogeni che vengono imputati al suo contenuto di DMT.
La risposta a questa domanda risiede nell'altro componente tipico di questa bevanda: la liana di Banisteriopsis caapi. Infatti, all'interno di questa pianta sono contenute particolari molecole chiamate β-carboline - fra cui spiccano l'armina e l'armalina - in grado di esercitare una potente attività inibitoria nei confronti delle monoammino ossidasi, consentendo in questo modo alle triptamine contenute nell'ayahuasca di esplicare la loro azione allucinogena.
La DMT, una volta raggiunto il sistema nervoso centrale, interagisce con diverse tipologie recettoriali, quali i recettori serotoninergici (in particolare, di tipo 5-HT2), adrenergici, dopaminergici e i recettori sigma-1, dando così origine ai suoi tipici effetti.
Inoltre, da alcune evidenze scientifiche è emerso che le β-carboline contenute nelle liane di Banisteriopsis caapi - oltre a esercitare un'azione inibitrice delle MAO - possiedono anche una certa affinità per i recettori serotoninergici di tipo 5-HT2A e sembrano quindi essere dotate anch'esse di proprietà allucinogene.

Effetti Indotti

La durata d'azione dell'ayahuasca varia generalmente dalle due alle tre ore, durante le quali l'individuo va incontro ad alterazioni sensoriali di vario genere.
Analogamente a quanto accade per molte altre sostanze allucinogene, gli effetti psichici indotti dall'ayahuasca possono essere diversi da individuo a individuo. Ciascuna persona, infatti, potrebbe andare incontro a quello che viene definito come un "viaggio positivo", così come potrebbe andare incontro a un "viaggio negativo".
Ad ogni modo, fra le diverse testimonianze raccolte, è emerso che l'ayahuasca può portare all'insorgenza dei seguenti effetti psichici:

  • Allucinazioni visive;
  • Allucinazioni uditive;
  • Visione di forme geometriche;
  • Visione di colori brillanti e nitidi;
  • Sensazione di trovarsi all'interno di "dimensioni spirituali", nelle quali si è in grado di interagire e comunicare con esseri spirituali o con esseri extra-dimensionali.

La particolarità di questi effetti allucinogeni viene considerata da molti come una sorta di risveglio spirituale che, spesso, viene descritta come una specie di rinascita.
L'ayahuasca, tuttavia, non induce solo ed esclusivamente effetti psichici, ma anche effetti fisici, alcuni dei quali possono rivelarsi decisamente pericolosi per la salute dell'individuo che assume la bevanda.
Fra gli effetti fisici tipici dell'ayahuasca, ricordiamo:

Questi sintomi vengono addirittura considerati positivi dagli sciamani, che li interpretano come una sorta di spurgo che porta all'eliminazione delle energie negative accumulate nel corso della propria vita.
Oltre a quelli sopra citati, inoltre, l'ayahuasca può provocare tachicardia e ipertensione, le cui conseguenze possono essere molto pericolose.
Attualmente, non  vi sono dati sufficienti circa i rischi a lungo termine derivanti dal consumo di ayahuasca. Tuttavia, sono diversi i casi di morte documentati negli ultimi tempi, che si sono manifestati in seguito all'assunzione della bevanda.
Poiché non sono disponibili dati certi in merito, alcuni sostengono che la morte non sia stata causata dall'ayahuasca in sé, ma da un'eventuale interazione della bevanda con alcuni farmaci assunti dai deceduti (come, ad esempio, alcuni tipi di antidepressivi), o ancora che la morte sia sopraggiunta a causa di patologie cardiache preesistenti che potrebbero essere state peggiorate dall'insorgenza di tachicardia e ipertensione provocate dalla bevanda stessa.
Ad ogni modo, alla luce di un'analisi obiettiva, appare chiaro come l'utilizzo dell'ayahuasca dovrebbe essere assolutamente evitato, poiché non vi sono prove scientifiche certe circa la sua sicurezza d'uso e gli effetti indotti - che possono tranquillamente essere definiti come collaterali - sono potenzialmente pericolosi per la vita e la salute degli individui che decidono di assumerla.

Legislazione

Attualmente, in Italia, il possesso e l'impiego delle piante che rientrano nella composizione dell'ayahuasca non è regolamentato dalla legge o comunque non è considerato reato.
Al contrario, il possesso e il consumo della dimetiltriptamina pura è illegale sia a livello nazionale che internazionale. Infatti, questa sostanza rientra nella tabella I delle sostanze stupefacenti e psicotrope redatta dagli organi competenti dello Stato.

Potenziali proprietà terapeutiche

Come sopra accennato, a partire dagli anni novanta, la bevanda ayahuasca ha suscitato un certo interesse in ambito accademico, che ha portato i ricercatori a condurre diversi studi su di essa, in modo da indagarne le potenziali proprietà terapeutiche.
Da tali studi è emerso un potenziale utilizzo dell'ayahuasca nel trattamento di disturbi depressivi e disturbi d'ansia, anche associati a particolari condizioni patologiche (come, ad esempio, malattie in fase terminale) e in pazienti resistenti ai trattamenti convenzionali.
In aggiunta a ciò, altri studi affermano che l'ayahuasca potrebbe risultare utile anche nel trattamento delle tossicodipendenze, comprese quella da alcol e quella da tabacco.
Naturalmente, nonostante i risultati preliminari ottenuti - prima di poter approvare simili applicazioni terapeutiche dell'ayahuasca - sono necessari ulteriori e più approfonditi studi, che siano in grado di determinarne con esattezza l'effettiva efficacia terapeutica e la reale sicurezza d'uso, sia a breve che a lungo termine.




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Ultima modifica dell'articolo: 02/11/2017

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