Antrace

Antrace: definizione

In ambito medico, il termine antrace rimanda ad una grave infezione acuta, fortunatamente rara, sostenuta dal battere Bacillus anthracis, coinvolgente la pelle, il tratto gastrointestinale ed i polmoni: la pericolosità dell'antrace è elevatissima, dal momento che molte sue varianti sono letali. L'antrace si sviluppa soprattutto nei mammiferi erbivori, sia selvatici che domestici (es. pecore, capre, bovini, maiali ecc.) ma, a seguito del contatto con questi animali infetti, il batterio può contagiare anche l'uomo, sia con l'ingestione di carni infette, sia con l'inalazione delle spore. Il contagio interumano non sembra essere possibile. Le zone in cui il rischio di contrarre l'antrace è reale sono i Paesi poveri dell'Asia, dell'Africa e dell'Europa.

Cause

Altrimenti detta carbonchio-antrace (da non confondere con il carbonchio da stafilococco), l'antrace è scatenata da un'infezione batterica sostenuta dal Bacillus antraci; più precisamente, la malattia è espressione delle spore del Bacillus, che si ritrovano naturalmente nel suolo di molte aree del mondo.
Le spore del Bacillus antraci sono estremamente resistenti, basti pensare che possono rimanere dormienti ed inalterate nel suolo per decenni; solo quando trovano un ospite ideale, le spore si attivano e creano danno. L'antrace viene per lo più trasmessa tramite l'ingestione di carni di animali infette, sebbene anche la via aerea costituisca un mezzo importante ed estremamente pericoloso di propagazione del batterio.
Curiosa e particolare è la modalità di contagio dell'antrace in alcuni popoli africani: queste tribù hanno l'usanza di costruire tamburi con le pelli degli animali; considerato lo scarso rispetto delle norme igieniche in questi paesi, non è raro che i tamburi vengano rivestiti proprio con le pelli di animali infetti. In questo modo, l'antrace ha provocato moltissime vittime.
Altrettanto curiosa, quanto rara, è la contaminazione del bacillo dell'antrace tramite la posta: una decina di anni fa, sono stati diagnosticati 22 casi di antrace a seguito dell'esposizione alle spore del bacillo attraverso la posta. Cinque dei malcapitati sono morti.


Approfondimento: antrace e tossicodipendenza
Non è dimostrata una stretta correlazione tra la tossicodipendenza ed il rischio di contrarre l'antrace; tuttavia, alcuni anni fa, in Scozia, il numero di tossicodipendenti infettati dal Bacillus antraci aumentò esageratamente. Questa correlazione, di primo acchito inspiegabile, fu presto chiarita: sembra che le spore del battere dell'antrace abbiano contaminato l'eroina (o la sostanza da taglio), così i tossici, inalando, fumando o iniettando l'eroina, sono stati coinvolti nell'infezione.

Classificazione

Non esiste un'unica forma di antrace; vediamo, di seguito, le più frequenti:

  1. Antrace cutanea: si manifesta a livello cutaneo, in seguito al contatto diretto con le pelli o con gli animali precedentemente infettati dal bacillo dell'antrace. I soggetti più a rischio sono i lavoratori nelle concerie, specie a contatto con le pelli provenienti dall'estero o di provenienza dubbia.
  2. Antrace delle vie respiratorie (variante polmonare): l'inalazione delle spore del bacillo dell'antrace può favorire l'infezione. Si tratta di una tipica affezione di chi è a contatto con pelli degli animali, lana e ossa estere.
  3. Antrace intestinale: probabilmente la forma più rara in assoluto, l'antrace causa gravi disturbi intestinali quando viene contratta per ingestione di carni animali infette.

Sintomi

Per approfondire: Sintomi Antrace


I sintomi caratteristici dell'antrace esordiscono, in genere, dopo 1-7 giorni dal contatto con il bacillo (tempo di incubazione) per quanto riguarda la variante cutanea, e dopo 2 giorni in caso di inalazione del batterio dell'antrace.
Di seguito, sono descritti i sintomi caratteristici per ogni forma dell'antrace:

  1. Antrace CutaneaAntrace cutanea (95% dei casi diagnosticati): l'agente eziopatologico entra a contatto con l'organismo tramite piccole ferite o tagli della pelle, creando un danno considerevole che, nelle forme più estreme, può condurre fino alla morte. Dopo alcuni giorni (tempo di incubazione: 2-5 gg), l'antrace cutanea si manifesta con la formazione di rush cutaneo, incluse bolle e foruncoli simili a quelli delle zanzare, con un nucleo nero, associato a gonfiore e dolore delle ghiandole linfatiche vicine.
  2. Antrace polmonare: le spore del bacillus, entrando a contatto con le mucose delle vie respiratorie (prima), e con gli altri distretti dell'organismo (dopo), creano un danno esagerato, la cui prognosi è spesso infausta. Antrace PolmonareL'antrace polmonare costituisce la forma più pericolosa della malattia, che esordisce con sintomi simil-influenzali, come febbre, mal di gola, dolori muscolari, stanchezza e dolore al torace. Con il proseguire della malattia, il soggetto lamenta febbre elevata, serie difficoltà respiratorie, shock e meningite emorragica, fino alla morte.
  3. Antrace gastrointestinale: a seguito dell'ingestione di carne cruda o poco cotta di animali infettati dal bacillus dell'antrace, l'uomo può manifestare sintomi tipicamente gastrointestinali, come diarrea (con eventuali perdite ematiche), nausea, vomito (anch'esso sanguinolento). Oltre a questi prodromi, il paziente affetto lamenta difficoltà deglutitorie, dolore toracico, febbre, gonfiore al collo, inappetenza, mal di gola e stanchezza generale.

Per approfondire: Sintomi Antrace

Diagnosi

La diagnosi differenziale è fondamentale per distinguere l'antrace dalle altre forme infettive: infatti, la forma polmonare della malattia può essere confusa, per lo meno nei primissimi stadi, con le comuni malattie influenzali, dal momento che esordisce con sintomi molto simili. La diagnosi differenziale va fatta soprattutto con la polmonite e l'influenza. I test di accertamento diagnostico più diffusi sono:

  1. Analisi del sangue: indicata per rilevare la conta dei globuli bianchi
  2. Test di funzionalità epatica: per rilevare l'eventuale incremento delle transaminasi
  3. Analisi della pelle: prelievo di un lembo di pelle, per accertare o meno la diagnosi di antrace cutanea. Il campione prelevato verrà analizzato in laboratorio.
  4. Endoscopia della gola o dell'intestino: per accertare l'antrace intestinale
  5. Diagnosi sierologica (test ELISA)
  6. Radiografia del torace o TC del torace: spesso l'antrace da inalazione si associa ad un particolare dolore al torace
  7. Analisi dell'espettorato
  8. Prelievo di feci: per l'accertamento dell'antrace intestinale
  9. Prelievo di un campione spinale: per la diagnosi della meningite emorragica da antrace

Cure

Vedi anche: Farmaci per la cura dell'antrace


Data la pericolosità della malattia, si raccomanda caldamente di iniziare il trattamento farmacologico per l'antrace entro il più breve tempo dalla comparsa dei sintomi. La cura si basa su un ciclo antibiotico di 60 giorni: i farmaci più utilizzati sono la ciprofloxacina, la penicillina e la doxiciclina, spesso assunti anche in combinazione. La terapia farmacologica è piuttosto lunga (60gg): prolungare la terapia per un tempo così lungo è importante, dal momento che le spore del Bacillus antraci germinano per lunghi periodi.
La forma cutanea di antrace può essere curata con la somministrazione di antibiotici (specie ciprofloxacina e doxiciclina) per un periodo più ristretto, variabile normalmente da 7 a 10 giorni; talvolta, a titolo profilattico, è indicato anche il trattamento per 60 giorni.
Per la forma avanzata di antrace da inalazione, neppure una combinazione di antibiotici può invertire la patologia.

Prevenzione

In commercio è disponibile un vaccino per l'antrace; tuttavia non è obbligatorio e, in genere, è riservato ai pazienti a rischio ed ai soldati (modalità classica di somministrazione: richiamo di 5 dosi in un periodo di tempo di 18 mesi).
Per i soggetti esposti al bacillo dell'antrace ma che non presentano sintomi, è raccomandata una prevenzione post-esposizione, da effettuarsi somministrando antibiotici specifici. Non è necessario intraprendere alcuna cura antibiotica in seguito al contatto cutaneo con un paziente infetto dal Bacillusantraci, a meno che entrambi non siano stati esposti alla medesima fonte di contagio: la trasmissione interumana dell'antrace non è stata finora riscontrata.



Ultima modifica dell'articolo: 23/05/2016