Alveolite dentale

Alveolite - Definizione

Alveolite DentaleIn odontoiatria, l'alveolite è un'infiammazione dell'osso alveolare, la cavità ossea in cui alloggiano le radici dei denti. Nella stragrande maggioranza dei casi, l'alveolite si manifesta come complicanza dell'estrazione di un dente del giudizio (malgrado possa comparire anche dopo l'avulsione di un qualsiasi altro dente).
Anche se estremamente dolorosa e fastidiosa, l'alveolite di per sé si rivela una condizione del tutto reversibile e, fortunatamente, non determina complicanze od effetti collaterali nel lungo termine.
Nel corso dell'articolo cercheremo di conoscere più da vicino questa spiacevole complicanza post-estrazione dentale, puntando l'attenzione su cause, sintomi e trattamenti possibili.


Lo sapevi che...


Lo stesso termine alveolite è utilizzato anche in pneumologia per indicare una generica infiammazione a carico degli alveoli polmonari.

Cause e fattori di rischio

CAUSE

L'alveolite è essenzialmente dovuta ad un'estrazione dentale malfatta. In condizione normali, dopo aver rimosso un dente dalla sua sede naturale, si viene a formare un coagulo di sangue in fondo all'alveolo. Quando ciò non accade, o se il coagulo di sangue si stacca, l'osso mandibolare e il tessuto circostante rimangono "scoperti", trasformandosi in un bersaglio ideale per l'attacco di batteri ed infiammazioni.
Nonostante possa comparire in seguito all'estrazione di qualsiasi dente, l'alveolite consegue più spesso all'estrazione di un molare.

FATTORI DI RISCHIO

Dalle statistiche mediche si evince che l'alveolite è una condizione molto comune nei fumatori sottoposti all'estrazione di un dente. Da quanto affermato, si suppone che il fumo costituisca un fattore di rischio per l'infiammazione dell'alveolo, probabilmente perché riduce la disponibilità di ossigeno necessario ai tessuti per velocizzare la guarigione.
Inoltre, l'alveolite tende a presentarsi dopo un'estrazione dentale particolarmente difficoltosa. Tanto per riportare un esempio, i denti inclusi (non in grado di erompere attraverso la gengiva o che spuntano solo in parte) sono piuttosto ostici da rimuovere; pertanto, le difficili manovre chirurgiche eseguite durante l'intervento possono ledere le gengive, favorire l'ingresso dei batteri nell'osso e creare il danno.
Similmente, l'infiammazione dell'alveolo è una complicanza piuttosto comune dopo l'estrazione di un dente gravemente lesionato da carie profonde, pulpiti, granulomi, cisti od altre infezioni dentali.


Curiosità

Rispetto ai maschi, le donne sottoposte ad un intervento d'estrazione dentale sono più esposte al rischio di alveolite. Alcuni studiosi ritengono che le probabilità di comparsa dell'alveolite siano pesantemente influenzate dalla quantità di estrogeni nel sangue: quando i livelli estrogenici sono elevati (soprattutto durante le prime settimane del ciclo mestruale), la ferita lasciata sulla gengiva dopo un'avulsione dentale tende a guarire più lentamente. A tale scopo, i dentisti consigliano di sottoporsi ad un'estrazione dentale, preferibilmente, nell'ultima settimana del ciclo mestruale, periodo in cui i livelli di estrogeni nel sangue sono nettamente inferiori.

Sintomi

L'alveolite è un disturbo sempre sintomatico: per una decina di giorni, il paziente accusa un feroce e lancinante mal di denti, tale da resistere alla comune cura analgesica con i FANS. Molti pazienti colpiti da alveolite osservano che il dolore e l'intorpidimento dopo l'estrazione di un dente tendono a regredire progressivamente nei primi 2-3 giorni dall'intervento; inaspettatamente, dopo 4-5 giorni, il dolore si concentra nella ferita, aumentando d'intensità e persistendo per giorni o settimane.
Oltre alla dolenzia dentale che s'irradia a partire dall'alveolo vuoto, l'alveolite si manifesta con altri sintomi complementari, di seguito descritti:

Cura e prevenzione

TRATTAMENTO

Anche se non particolarmente grave, l'alveolite è comunque una condizione fastidiosa e piuttosto lenta a guarire completamente poiché coinvolge il tessuto osseo.
I FANS come l'ibuprofene e il naprossene - gli antidolorifici più utilizzati per tenere sotto controllo il mal di denti - non sono sempre efficaci per mascherare il dolore provocato dall'infiammazione alveolare. L'alveolite tende a regredire da sé, senza necessariamente intervenire con una cura specifica.
Anche se non esiste una vera e propria cura per l'alveolite, alcuni interventi possono velocizzare la rimessa in salute del paziente:

  1. Lavaggi quotidiani con soluzioni antisettiche (disinfettanti) come clorexidina 0,2%
  2. Posizionamento, dentro l'alveolo, di una garza sterile imbibita di sostanze analgesiche. A tale scopo, gli estratti naturali di eugenolo (essenza ricavata da chiodi di garofano) o l'ossido di zinco si rivelano particolarmente indicati per ridurre il dolore provocato dall'alveolite
  3. Lavaggi con acqua ossigenata (non sempre necessari) o soluzione fisiologica
  4. Applicazione topica di creme analgesiche locali (es. lidocaina)
  5. Rimozione di eventuali impurità/depositi all'interno della cavità gengivale

Alcuni medici suggeriscono di assumere un antibiotico per restringere i tempi di guarigione: metronidazolo, clindamicina e lincomicina sono i principi attivi più utilizzati a tale scopo.
Nei casi più gravi, il dentista deve intervenire con il curettage, ovvero il raschiamento della zona lesa al fine di provocare un nuovo coagulo. Altre volte, è necessario ricorrere alla rimozione di un frammento osseo infetto.

PREVENZIONE

La prevenzione è sicuramente l'arma più efficace per fuggire al rischio di alveolite. Per evitare qualsivoglia infezione gengivale ed alveolare dopo un intervento di estrazione dentale, è importante, nonché indispensabile, seguire alla lettera i preziosi consigli suggeriti dal medico, di seguito riportati:

  • Astenersi dal fumo almeno nelle 48 ore immediatamente successive all'estrazione del dente per ridurre il rischio di alveolite
  • Le donne dovrebbero sottoporsi all'estrazione di un dente, preferibilmente, nell'ultima settimana del ciclo mestruale (quando i livelli di estrogeni sono particolarmente bassi)
  • Eseguire una perfetta igiene dentale professionale (detartrasi) almeno 10 giorni prima di sottoporsi all'estrazione di un dente
  • Sciacquare la bocca con colluttori a base di clorexidina nei 2-3 giorni antecedenti l'estrazione dentale: così facendo, il rischio di sviluppare alveolite dopo l'intervento è minimizzato perché la carica batterica nel cavo orale viene drasticamente ridotta
  • Dopo l'estrazione di un dente, lavare l'alveolo con acqua fisiologica
  • Non assumere salicilati (es. acido acetilsalicilico) per prevenire il dolore post-estrazione dentale: questi farmaci possono alterare il normale processo di coagulazione
  • Mantenere il tampone di garza sterile medicata sulla lesione gengivale dopo l'estrazione del dente: in questo modo, viene incoraggiata la formazione del coagulo di sangue
  • Non risucchiare nella zona d'estrazione
  • Non bere cibi e bevande troppo calde dopo l'intervento di avulsione
  • Evitare quanto possibile di masticare nel lato in cui è stato rimosso un dente per impedire ai residui di cibo di depositarsi nella ferita
  • Porre particolare cura nell'igiene del cavo orale anche dopo l'estrazione di un dente
  • Dopo un intervento di estrazione, spazzolare i denti con uno spazzolino a setole morbide. Non utilizzare lo spazzolino elettrico per evitare di lesionare le gengive, ancora dolenti e gonfie dall'operazione

L'osservanza di questi semplici consigli dopo l'estrazione di un dente può senza dubbio prevenire l'insorgere d'infezioni, compresa l'alveolite.



Ultima modifica dell'articolo: 14/03/2016