Allergia al Lattice - Diagnosi e Terapia

Allergia al lattice: introduzione

L'allergia al lattice è un problema sanitario in continua crescita nel Nostro Paese anche se, purtroppo, ancora abbastanza sottovalutato. Per comprendere la gravità (spesso minimizzata) dell'allergia al lattice, riportiamo un dato pervenuto dalla FDA (Food and Drug administration): tra il 1988 ed il 1993, la FDA ricevette oltre un migliaio di reports di reazioni allergiche al lattice, di cui alcune mortali. In questo ultimo decennio, le segnalazioni di allergie al lattice continuano a moltiplicarsi di anno in anno, specie nell'ambito sanitario.
Allergia ai guanti di LatticeDa questa considerazione, nasce l'esigenza di perfezionare le strategie diagnostiche e l'approccio terapico, al fine di ridurre la gravità dei sintomi ed abbattere il rischio di complicanze, probabilmente innescate da più contatti, ripetuti e frequenti, al lattice.

Diagnosi

I test diagnostici per accertare l'allergia al lattice sono eseguiti sulla base di dati clinici e laboratoristici; pertanto, distinguiamo la diagnosi clinica da quella di laboratorio.

  1. Diagnosi clinica per l'allergia al lattice: consiste nell'osservazione medica diretta delle lesioni innescate dall'allergia al lattice, e nella raccolta dell'anamnesi. Questa indagine clinica si pone gli obiettivi di accertare i sintomi, la gravità e la progressione (eventuale) dell'allergia, oltre a rilevare la presenza di possibili fattori di rischio (es. asma, dermatiti, predisposizione genetica ecc.).
  2. Diagnosi di laboratorio per l'allergia al lattice: si avvale di test cutanei in vivo e di test sierologici in vitro.

I test diagnostici IN VIVO più utilizzati sono:

  • Prick-test: test diagnostico per eccellenza, utilizzato al fine di accertare le allergie in generale, e quella al lattice in particolare. Il test consiste nel porre a contatto la pelle del soggetto con differenti estratti commerciali di lattice; successivamente, la cute viene punta con una lancetta sterile. La formazione di pomfi o vescicole in quel determinato punto indica la positività al test; le dimensioni delle lesioni cutanee sono proporzionali alla gravità dell'allergia al lattice.
  • Prick by prick-test: dopo aver posto la cute dell'avambraccio a contatto con un lembo di guanto in lattice, questa verrà punta con un ago sottile.
  • Patch-test: questo test è utile per accertare un sospetto di allergia agli additivi del lattice. La pelle del paziente viene posta a contatto con un cerotto imbevuto di una sostanza allergizzante, lasciato adeso alla cute per 48 ore. La lettura del test viene eseguita, rispettivamente, dopo 30 minuti e 24 ore dalla rimozione del cerotto.
  • Finger-test: si tratta di un test "di provocazione" utilizzato per accertare e dimostrare il ruolo delle proteine del lattice nell'innesco dei sintomi allergici. È un test diagnostico di seconda scelta, utilizzato quando i test precedenti sono negativi, ma l'osservazione medica diretta delle lesioni cutanee suggerisce un'allergia al lattice. Il paziente dovrà indossare un dito di guanto in lattice su una mano umida, ed un guanto di vinile nell'altra mano. Se, dopo 15 minuti, sulla mano a contatto col lattice si sviluppano almeno due pomfi, il test viene considerato positivo.
  • Glove-test: si esegue nel caso il finger test risultasse negativo. Il glove-test è molto simile al precedente: in questo caso, però, il paziente dovrà indossare un guanto intero in lattice in una mano per 30 minuti.

I test IN VITRO vengono eseguiti per ricercare le IgE specifiche per il lattice, direttamente nel siero del soggetto. I test in vitro per accertare un sospetto di allergia al lattice vengono generalmente eseguiti in quei pazienti in cui i test in vivo sono considerati potenzialmente pericolosi (elevato rischio di shock anafilattico).

Allergia al lattice: terapie

Similmente all'allergia al nichel, al latte e alla stragrande maggioranza delle reazioni allergiche, anche per l'allergia al lattice non esiste una cura risolutiva. L'unico modo per fuggire ai sintomi dell'allergia è evitare qualsiasi contatto con oggetti o sostanze contenenti lattice.
Ma come si deve agire in caso di contatto occasionale con oggetti di lattice?
Più che di terapia "curativa", è più corretto parlare di cura "palliativa", che mira ad alleviare i sintomi, senza rimuoverne la causa scatenante. Soprattutto quando l'allergia al lattice si manifesta con una certa violenza, la somministrazione di farmaci specifici è l'unico rimedio salvavita.
Le reazioni allergiche al lattice meno gravi vengono trattate con antistaminici, da assumere immediatamente dopo il contatto con il lattice. I corticosteroidi (es. betametasone), applicati localmente (pomate, gel, creme) o assunti per via orale (es. desloratadina) riducono in modo significativo l'infiammazione indotta dall'allergia.
In caso di estrema gravità (anafilassi da allergia al lattice) è necessario intervenire prontamente mediante un'iniezione di adrenalina e di corticosteroidi.

  • Ricordiamolo ancora una volta: l'unico modo per abbattere il rischio di allergia al lattice è evitare qualsivoglia contatto con oggetti realizzati con il lattice.
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