Alghe Verdi

Alghe verdi: introduzione

Scientificamente note come Cloroficee o Chlorophyta, le alghe verdi rappresentano un gruppo eterogeneo di organismi unicellulari e pluricellulari, dalle dimensioni più o meno estese. Le Cloroficee sono verdi alla vista, grazie alla presenza di cloroplasti: i pigmenti di clorofilla ivi contenuti trasformano l'energia luminosa in energia chimica (organismi fotosintetici). La tipica colorazione delle alghe verdi può assumere sfumature diverse in base alla varietà di alga e, soprattutto, in base alla composizione di pigmenti: spesse volte, infatti, la clorofilla è mescolata con altri pigmenti rossi (ematocroma), o gialli (xantofille).
Alghe verdiLa tipica colorazione verdastra di queste alghe può essere talvolta mascherata dal carbonato di calcio presente nelle incrostazioni di superficie.
Oltre a queste sostanze colorate, le alghe verdi possono contenere pigmenti incolori, noti come pirenoidi.

Ipotesi biologiche

Alla luce di alcune recenti supposizioni scientifiche, sembra che le piante superiori si siano evolute proprio a partire dalle alghe verdi. A conferma di questa ipotesi è stato osservato in primis che le alghe verdi presentano un involucro nucleare che si dissolve durante la mitosi; anche la presenza di clorofilla (di tipo a e b) e l'accumulo di amido all'interno dei plastidi (peculiarità delle alghe verdi e delle piante superiori) sembra suffragare la teoria. Per finire, la presenza del fragmoplasto (struttura cellulare che deriva dall'allineamento dei microtubuli durante la fase di divisione cellulare) e di un particolare enzima foto-respiratorio (il glicolato ossidasi) all'interno dei perossisomi, costituisce un ulteriore conferma biologica.

A seguito di queste osservazioni, è pressoché confermato che le alghe verdi hanno originato all'incirca 300.000 specie di piante superiori terrestri.

Descrizione botanica

Le alghe verdi vivono soprattutto nelle acque dolci (90%), ma alcune specie proliferano in ambienti marini; inoltre, le alghe verdi si diffondono in zone con un tasso d'umidità molto elevato, ed in prossimità di altri vegetali.
Abbiamo visto che le alghe verdi sono organismi unicellulari e pluricellulari: si annoverano circa 6.500-9.000 specie diverse, distinte per le caratteristiche peculiari e per modalità di riproduzione. Le alghe verdi sono classificate in circa 600 ordini diversi.
I cloroplasti sono formati da 2-6 tilacoidi, fusi tra loro; inoltre, gli organelli adibiti alla fotosintesi sono privi di reticolo endoplasmatico e l'amido rappresenta il carboidrato di riserva presente all'interno dei plastidi.
La cellulosa, quando presente, è localizzata nella parete cellulare.
La riproduzione delle alghe verdi - e delle alghe in generale - può essere vegetativa (asessuale) o gamica (sessuale): la riproduzione vegetativa, tipica delle alghe unicellulari, consiste nella semplice divisione della cellula madre in due cellule figlie, mentre la riproduzione asessuale delle alghe pluricellulari avviene più spesso per frammentazione. La riproduzione sessuata, chiaramente più complessa, consiste nell'unione di due cellule specializzate, appartenenti a due individui differenti.

Vitamine e sali minerali

L'alga verde per antonomasia è sicuramente la cosiddetta lattuga di mare, scientificamente nota come Ulva lactuca: appartiene alla famiglia delle Ulvaceae ed è un'alga tipica delle acque del Mediterraneo e dei mari temperati freddi. Le foglie, non molto grandi e sottili, sono fissate ad un peduncolo elicoidale [tratto da http://it.wikipedia.org/]. Nelle Regioni orientali, la lattuga di mare viene consumata come alimento, sottoforma di zuppe ed insalate: con un discreto contenuto in Omega-3, vitamine gruppo B, pro-vitamina A e C, queste alghe verdi sono particolarmente ricche di sali minerali (soprattutto calcio e magnesio) e contengono tutti gli 8 aminoacidi essenziali. La lattuga di mare è ricca di polisaccaridi amilacei ed amilopectine idrosolubili, dalle proprietà affini agli amidi contenuti nelle patate.
Tra le alghe verdi più importanti, si ricordano anche Acetabularia (modello unicellulare per la ricerca biologica) ed il fico d'India di mare (Halimeda tuna), il cui nome volgare deriva dal particolarissimo aspetto morfologico.

Riassunto

Alghe verdi: in breve


Alghe verdi: descrizione generale Gruppo eterogeneo di organismi unicellulari e pluricellulari, dalle dimensioni più o meno estese. Le Cloroficee sono verdi alla vista, grazie alla presenza di cloroplasti
Alghe verdi: pigmenti
  • I pigmenti di clorofilla contenuti nei cloroplasti trasformano l'energia luminosa in energia chimica → ole alghe verdi sono rganismi fotosintetici
  • Sfumature diverse per la presenza di altri pigmenti rossi (ematocroma) o gialli (xantofille)
  • Eventuale presenza di pigmenti incolori: pirenoidi
Alghe verdi: ipotesi biologiche Ipotesi: le piante superiori si sono evolute a partire dalle alghe verdi
Conferme:
  • involucro nucleare che si dissolve durante la mitosi
  • presenza di clorofilla
  • accumulo di amido all'interno dei plastidi
  • presenza del fragmoplasto
  • particolare enzima foto-respiratorio (il glicolato ossidasi) all'interno dei perossisomi
  • sia le piante superiori, sia le alghe verdi, presentano queste caratteristiche
Alghe verdi: descrizione botanica
  • Habitat: acque di mare ed acque dolci (90%)
  • 6.500-9.000 specie classificate in 600 ordini
  • Cloroplasti: sono formati da 2-6 tilacoidi, fusi tra loro e privi di reticolo endoplasmatico
  • Amido: carboidrato di riserva presente all'interno dei plastidi
  • Riproduzione: può essere vegetativa (asessuale) o gamica (sessuale)
Alghe verdi: lattuga di mare
  • Ulva lactuca: appartiene alla famiglia delle Ulvacea
  • Foglie: non molto grandi e sottili, fissate ad un peduncolo elicoidale
  • Impieghi: alimento (zuppe ed insalate)
  • Componenti nutrizionali: Omega-3, vitamine gruppo B, vitamina A e C, Sali minerali (soprattutto calcio e magnesio), 8 aminoacidi essenziali, amilopectine idrosolubili, polisaccaridi amilacei
Alghe verdi: Acetabularia Modello unicellulare per la ricerca biologica
Alghe verdi: Halimeda tuna Il nome volgare (fico d'India) deriva dal particolarissimo aspetto morfologico.