Agnosia: diagnosi e trattamento

Agnosia: introduzione

Descritta per la prima volta da Lissaeur intorno alla fine dell'Ottocento, l'agnosia designa l'incapacità o la difficoltà di riconoscere oggetti, persone, forme o comunque stimoli, attraverso uno o più canali sensoriali.
AgnosiaNell'articolo precedente abbiamo analizzato le diverse tipologie di agnosia, con le relative modalità sensoriali coinvolte; in questa trattazione cercheremo di estrapolare i punti chiave di diagnosi, terapie e strategie di riabilitazione volte alla cura del disturbo o, per lo meno, all'attenuazione dei sintomi.
L'agnosia rappresenta una disfunzione cognitiva assai complessa, sostenuta da un danneggiamento, immediato o progressivo, di alcune ragioni cerebrali correlate alla sensibilità ed alla percezione di stimoli esterni.

Diagnosi

Considerato il disturbo cerebrale, è opportuno effettuare una diagnosi differenziale con patologie apparentemente simili all'agnosia, come per esempio l'anomia: in quest'ultima condizione, il paziente è in grado di riconoscere l'oggetto, ma non di ricordarne il nome. Di primo acchito, queste due patologie potrebbero essere confuse o mal interpretate: a tal proposito, la diagnosi differenziale aiuta a distinguerle.
La diagnosi dell'agnosia, spesso di difficile interpretazione, va effettuata tramite alcuni test mirati, che permettono non solo di individuare il disturbo, ma anche di definirne la gravità.
La diagnosi viene eseguita al fine di rievocare uno stimolo visivo e/o verbale al paziente, valutando successivamente la possibile corrispondenza tra i due stimoli. In altri pazienti, la diagnosi si pone solamente su prove visive.
Tra i vari test diagnostici, si ricordano:

  • Bottom-up (o test dalla periferia al centro): test di tipo decisionale-oggettuale, dove il paziente agnostico viene sottoposto ad una serie di domande riguardanti immagini. Questi deve stabilire se l'oggetto raffigurato nell'immagine appartiene alla realtà oppure è un oggetto immaginario.
  • Test dell'ippografo di Riddoch ed Humphreys: il soggetto viene interrogato sulla possibile esistenza o meno delle figure rappresentate nei disegni.
  • Test delle figure con parti mancanti: all'agnostico sono presentate alcune immagini incomplete e deve scegliere quale tra le alternative proposte è più indicata per completare la prima immagine.
  • Test verbali (top down, o dal centro alla periferia): ad esempio, il paziente è chiamato ad eseguire un disegno, senza avere un campione da copiare (produzione di immagini visive). Tra le prove verbali si ricorda anche il test di descrizione della forma di un dato oggetto o immagine.
  • Test di evocazione del gesto attraverso cui viene utilizzato un oggetto: lo specialista mima un oggetto, ed il paziente deve scegliere quale immagine è la più indicata per rappresentarne l'oggetto
  • Test di colorage di oggetti: l'agnostico, posto davanti a figure prive di sfondo colorato, deve colorare gli spazi bianchi con il colore più adatto. Un paziente agnostico non è in grado di attribuire caratteri semantici agli oggetti in esame. (es foglia → verde)

Riabilitazione

Fortunatamente, l'agnosia non rappresenta un fenomeno molto frequente; tuttavia, quando si presenta, il trattamento riabilitativo può risultare particolarmente complesso e difficile, ancor più quando il paziente è colpito da anosognosia e presenta difficoltà nel riconoscere se stesso. In simili frangenti, sono consigliati alcuni accorgimenti, quali per esempio: ricordare al malato dove si trova in quel dato momento, ponendo attenzione all'ambiente circostante; ricordare all'agnostico a quale scopo è utilizzato un dato oggetto o strumento; porre particolare attenzione ad alcune parti del corpo non riconosciute dal paziente (tramite uno specchio, per esempio); ancora, sottoporre il paziente ad una serie di esercizi riabilitativi pratici, utili al riconoscimento dell'oggetto in esame [tratto da La riabilitazione dell'emiplegico: manuale multimediale di valutazione e recupero delle funzioni motorie, Di Giuliano Dolce, Ruggero Prati, Lucia F. Lucca]
Le agnosie come malattia a sé stante sono piuttosto rare, poiché risultano spesso connotate all'interno di deficit cerebrali più complessi ed articolati. Purtroppo, il recupero completo del paziente agnostico è piuttosto improbabile: ciò nonostante, i sintomi possono essere alleggeriti attraverso una riabilitazione mirata.


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Ultima modifica dell'articolo: 31/12/2015