Descritta per la prima volta da Lissaeur intorno alla fine dell'Ottocento, l'agnosia designa l'incapacità o la difficoltà di riconoscere oggetti, persone, forme o comunque stimoli, attraverso uno o più canali sensoriali.
Nell'articolo precedente abbiamo analizzato le diverse tipologie di agnosia, con le relative modalità sensoriali coinvolte; in questa trattazione cercheremo di estrapolare i punti chiave di diagnosi, terapie e strategie di riabilitazione volte alla cura del disturbo o, per lo meno, all'attenuazione dei sintomi.
L'agnosia rappresenta una disfunzione cognitiva assai complessa, sostenuta da un danneggiamento, immediato o progressivo, di alcune ragioni cerebrali correlate alla sensibilità ed alla percezione di stimoli esterni.
Considerato il disturbo cerebrale, è opportuno effettuare una diagnosi differenziale con patologie apparentemente simili all'agnosia, come per esempio l'anomia: in quest'ultima condizione, il paziente è in grado di riconoscere l'oggetto, ma non di ricordarne il nome. Di primo acchito, queste due patologie potrebbero essere confuse o mal interpretate: a tal proposito, la diagnosi differenziale aiuta a distinguerle.
La diagnosi dell'agnosia, spesso di difficile interpretazione, va effettuata tramite alcuni test mirati, che permettono non solo di individuare il disturbo, ma anche di definirne la gravità.
La diagnosi viene eseguita al fine di rievocare uno stimolo visivo e/o verbale al paziente, valutando successivamente la possibile corrispondenza tra i due stimoli. In altri pazienti, la diagnosi si pone solamente su prove visive.
Tra i vari test diagnostici, si ricordano:
Fortunatamente, l'agnosia non rappresenta un fenomeno molto frequente; tuttavia, quando si presenta, il trattamento riabilitativo può risultare particolarmente complesso e difficile, ancor più quando il paziente è colpito da anosognosia e presenta difficoltà nel riconoscere se stesso. In simili frangenti, sono consigliati alcuni accorgimenti, quali per esempio: ricordare al malato dove si trova in quel dato momento, ponendo attenzione all'ambiente circostante; ricordare all'agnostico a quale scopo è utilizzato un dato oggetto o strumento; porre particolare attenzione ad alcune parti del corpo non riconosciute dal paziente (tramite uno specchio, per esempio); ancora, sottoporre il paziente ad una serie di esercizi riabilitativi pratici, utili al riconoscimento dell'oggetto in esame [tratto da La riabilitazione dell'emiplegico: manuale multimediale di valutazione e recupero delle funzioni motorie, Di Giuliano Dolce, Ruggero Prati, Lucia F. Lucca]
Le agnosie come malattia a sé stante sono piuttosto rare, poiché risultano spesso connotate all'interno di deficit cerebrali più complessi ed articolati. Purtroppo, il recupero completo del paziente agnostico è piuttosto improbabile: ciò nonostante, i sintomi possono essere alleggeriti attraverso una riabilitazione mirata.
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Pillola contraccettiva e sole: grazie, interessa anche a me questa questione in quanto già ho la pelle molto delicata e devo stare attentissima a non espormi in modo sbagliato, in più da quest'anno prendo la pillola e non vorrei credere a tutte le leggende metropolitane del caso. Conoscete magari qualche sito consultabile in internet...
Personal Trainer: DR.Simone Pavoneacetyl l-carnitina: So che la carnitina x avere effetti va presa in buone quantità...ma anche lì non è che abbia sentito molti feed-back positivi....Io ti direi lascia perdere e allenati con criterio senza stress e soprattutto dormi il giusto, il riposo è fondamentale!! Ciao!:)
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| Nella lezione di oggi Vi parlerò dell'elemento ferro e della sua importanza negli sports agonistici di endurance (ciclismo, maratona ecc.) e - perché no? - nelle attività fisiche amatoriali cardio fitness |
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Varicocele, Deficit di Testsosterone, Sessualità
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