Il termine “afasia” comprende un gruppo eterogeneo e multiforme di deficit del linguaggio, solitamente conseguente a patologie cerebrali: in generale, l'afasia identifica un'alterazione della capacità di comprendere e di utilizzare sia vocaboli, sia espressioni verbali. In altre parole, i pazienti afasici non sono in grado di trasformare i loro pensieri in parole. Un afasico non dev'essere considerato uno stolto o un demente: le lesioni provocate dall'afasia non alterano l'intelligenza dei pazienti, né tantomeno la capacità di provare sensazioni e sentimenti.
Sfortunatamente, l'afasia rappresenta un disturbo abbastanza frequente nel nostro Paese: le statistiche mediche, infatti, riportano all'incirca 150.000 malati di afasia in Italia. L'afasia può essere considerata un disturbo dell'età senile, poiché rara nel bambino e nell'adulto: affligge il 40% dei pazienti colpiti da ictus dell'emisfero sinistro, locus cerebrale comprendente i centri corticali del linguaggio (nel 95% dei soggetti destrimani e nel 60% dei mancini) [tratto da www.msd-italia.it].
Ciò che preoccupa la Sanità, è il fatto che i pazienti afasici sembrano aumentare di anno in anno: infatti, annualmente, si presentano all'incirca 20.000 nuovi casi.
Il termine afasia deriva dal greco α'φασία, che significa mutismo: nonostante la traduzione letterale indichi la totale incapacità di elocuzione, l'afasia non è sinonimo di mutismo propriamente detto, né tantomeno di disartria (impossibilità di articolare le parole). Più precisamente, un paziente afasico non è sempre definito come “colui che non parla”, ma come “colui il quale parla, senza capacità di comunicare”. Dal punto di vista sintattico e semantico, il linguaggio degli afasici risulta privo di senso.
“Afasia” è un termine spesso riduttivo, utilizzato per identificare la malattie del linguaggio e tutti i disturbi associati: infatti, l'afasia non colpisce solamente la produzione delle parole, ma anche la strutturazione delle stesse, la comprensione del linguaggio e la ripetizione dei vocaboli. La malattia colpisce più aspetti della comunicazione, in funzione delle aree del cervello intaccate e della gravità del disturbo. Ancora, l'afasia può colpire solamente la capacità di ripetere una parola od una frase, di esprimere un concetto, di parlare o di scrivere.
L'afasia può essere conseguente a ictus, trauma cranico, sclerosi multipla e morbo di Alzheimer; più in generale, qualsivoglia deficit cerebrale può generare afasia quando coinvolge le strutture encefaliche adibite all'elaborazione della parola (in genere, l'area di Wernicke e l'area del Broca) o comunque l'emisfero dominante.
Le aree cerebrali maggiormente coinvolte riguardano per lo più l'emisfero sinistro per gli individui destrimani; quando l'afasia interessa l'emisfero destro, si parla correttamente di afasiacrociata (caso raro).
Nella stragrande maggioranza dei casi, la causa dell'afasia risiede in una lesione vascolare: più precisamente, si parla di cerebropatia. Quando un'arteria cerebrale si rompe o si occlude, scatena una catena di eventi: il sangue diffonde nel cervello causando rispettivamente emorragia o ischemia, oppure in altri casi un colpo apoplettico (apoplessia cerebrale o ictus). Tra le altre possibili cause di afasia, si ricordano: ischemia transitoria (l'afasia regredisce in poche ore/giorni), infarti cerebrali, encefaliti e processi infettivi, crisi epilettiche parziali (l'afasia scompare in pochi minuti), attacchi di emicrania comitata. L'afasia è stata diagnosticata anche in alcuni pazienti affetti da tumore cerebrale (caso raro).
Solo di rado l'afasia rappresenta l'unico sintomo di una patologia: infatti, più frequentemente, le lesioni a carico del cervello (in prossimità delle aree di regolazione del linguaggio) si trasmettono anche in loci cerebrali adiacenti, intaccando dunque altre funzioni.
A rigor di ciò, i pazienti afasici tendono a presentare altri disturbi, quali:
Ad ogni modo, ogni persona affetta da afasia risponde in modo diverso e soggettivo alla malattia: il quadro clinico che ne deriva, infatti, è unico, poiché i sintomi che accompagnano il disturbo variano da soggetto a soggetto.
I soggetti afasici possono rivolgersi all'associazione ALIAS, nata in Italia intorno al 1996: trattasi di un'organizzazione di volontari, volta ad informare, sensibilizzare e coinvolgere la popolazione. L'obiettivo di ALIAS è cercare un programma alternativo volto a facilitare la comunicazione dei pazienti afasici e, contemporaneamente, trovare una terapia alternativa, stimolando la ricerca medica.
Un'altra federazione, l'A.IT.A - acronimo di Associazioni Italiane Afasici - è costituita da pazienti afasici, familiari, volontari e specialisti neurologi, logopedisti e terapisti; viene finanziata sia da enti privati e pubblici, sia dai soci appartenenti all'organizzazione.
L'A.IT.A si pone gli obiettivi di incoraggiare la ricerca, informare la popolazione, programmare conferenze e seminari, favorire il contatto tra il paziente ed il familiare, stipulare associazioni e promuovere l'assistenza ed il volontariato per i soggetti affetti da afasia. [tratto da www.aitafederazione.it]
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Pillola contraccettiva e sole: grazie, interessa anche a me questa questione in quanto già ho la pelle molto delicata e devo stare attentissima a non espormi in modo sbagliato, in più da quest'anno prendo la pillola e non vorrei credere a tutte le leggende metropolitane del caso. Conoscete magari qualche sito consultabile in internet...
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