Adenovirus

Adenovirus: introduzione

In ambito microbiologico, gli "Adenovirus" rappresentano una famiglia di virus comprendente un centinaio di sierotipi diversi: di queste 100 specie, 57 sono state identificate come possibili portatori d'infezione nell'uomo, responsabili, a loro volta, del 5-10 % di tutti i processi infettivi a carico delle alte vie respiratorie di bambini e adulti (quali soprattutto tonsilliti, raffreddori, polmoniti e faringiti). adenovirusOltre alle infezioni del tratto respiratorio, gli Adenovirus sono coinvolti in altre affezioni, specie congiuntivite, gastroenterite e cistite emorragica.

Analisi microbiologica

I virus appartenenti alla famiglia degli Adenovirus sono stati osservati, per la prima volta, nel 1953, isolati in un lembo di tessuto adenoideo umano: a partire da questa data, sono iniziati numerosissimi studi, incentrati sull'importanza microbiologica - in termini di patogenicità, virulenza e descrizione strutturale - di questi patogeni. Gli Adenovirus sono tutti virus a DNA, con doppia catena lineare, dalla simmetria icosaedrica e privi di mantello (involucro lipidico); presentano un diametro variabile da 60 a 90 nm ed un peso molecolare pari a 20-25 x 106. Gli Adenovirus si sono aggiudicati il titolo dei più grandi virus senza involucro. Sono formati da 240 capsomeri, tipiche proteine di rivestimento del virus che vanno a formare il capside: più precisamente, sono costituiti da 240 esoni ("facce"), 12 pentoni (vertici) e 12 fibre (una per ogni vertice). Le fibre, che possono differire tra i diversi sierotipi, sono indispensabili al virus per attecchire alla cellula bersaglio. La presa delle fibre virali alla cellula bersaglio è inoltre favorita dalla presenza delle cosiddette VAP, proteine virali d'attacco.
Proseguendo con l'analisi microbiologica, gli Adenovirus producono proteine distinte da sigle: E1A, E1B, E2, E3, E4, VA RNAs, ognuna adibita ad una funzione peculiare.
In precedenza abbiamo accennato che i sierotipi di Adenovirus che possono infettare l'uomo sono 57: a loro volta, questi virus sono stati classificati in sei specie, contraddistinte dalle prime sei lettere dell'alfabeto.


Dati e statistiche

  • Gli adenovirus maggiormente diffusi sono i sierotipi 1 e 7
  • Gli Adenovirus umano di tipo 2 e 5 (noti anche come mastadenovirus) infettano i mammiferi in generale
  • Al 5-10 % dei pazienti in età pediatrica viene diagnosticata un'infezione da Adenovirus, riferita ai tipi 1,2,5,6
  • Gli Adenovirus di tipo 4 e 7 sono i più diffusi in assoluto tra i militari
  • Gli Adenovirus di tipo 14 e 21 sono associati ad infezioni respiratorie acute, soprattutto tra i militari
  • La cheratocongiuntivite è espressione di insulti virali sostenuti dagli Adenovirus di tipo 8, 19 e 37
  • La febbre congiuntivale è mediata da Adenovirus dei sierotipi 3 e 7, tipici dei frequentatori di piscine
  • I sierotipi 2, 3, 5, 40, 41 degli Adenovirus sono responsabili di sindromi gastrointestinali
  • Le cistiti emorragiche infantili sembrano essere causate dai sierotipi 11 e 21 degli Adenovirus.
  • Gli Adenovirus 12, 18 e 31 possono originare tumori indifferenziati a piccole cellule (esperimento dimostrato per inoculazione del virus in cavie da laboratorio)

Contagio

Tipico veicolo di contaminazione degli Adenovirus è la saliva: difatti, la maggior parte dei pazienti viene infettata da Adenovirus diffusi per aerosol, per via oro fecale e per contatto degli occhi con mani infette. Premesso questo, si comprende come le infezioni da Adenovirus creino danno soprattutto a carico delle cellule muco epiteliali delle vie respiratorie, della congiuntiva, della cornea e del tratto gastro-intestinale. Le tonsilliti sono spesso espressione di un insulto sostenuto da Adenovirus: ciò dipende dalla persistenza del virus nel tessuto linfoide.
Immediatamente dopo la replicazione locale dell'Adenovirus, si osserva una viremia con diffusione del virus ai diversi distretti.

Adenovirus e malattie associate

Il periodo d'incubazione degli Adenovirus varia in funzione del sierotipo di patogeno; in generale, dopo aver contratto un'infezione da Adenovirus, i sintomi si manifestano dopo un periodo approssimativo di 3-10 giorni.
Le malattie maggiormente diffuse provocate dagli Adenovirus sono le faringiti, le affezioni respiratorie, le congiuntiviti, le gastroenteriti, le polmoniti e le cistiti emorragiche (le patologie appena descritte sono riportate in ordine decrescente di frequenza).


FARNIGITI: tipica affezione dei bambini al di sotto dei 3 anni, la faringite da Adenovirus si manifesta con una marcata alterazione della temperatura basale, mentre i bambini più grandi, di età compresa tra i 7 e gli 8 anni, infettati dall'Adenovirus sviluppano più frequentemente febbre faringo-congiuntivale. Spesse volte, le faringiti da Adenovirus inducono la tumefazione infiammatoria delle tonsille, associata a disfagia ed odinofagia. Comuni a tutte le forme di faringite, sono i sintomi simil-influenzali, come brividi, congestione nasale, febbre, mal di testa, mialgia e tosse.


MALATTIA RESPIRATORIA ACUTA: le vie respiratorie sembrano costituire i target preferiti dagli Adenovirus di tipo 4 e 7: i patogeni, infettando l'uomo, provocano sintomi caratteristici, come adenite cervicale, faringite, febbre e tosse. Oltre a questi tipici prodromi, lo stato di salute del malcapitato può degenerare in bronchiolite (malattia delle vie respiratorie tipicamente infantile), croup (ostruzione della laringe sottoglottica), laringite e polmonite virale. Negli infanti, la malattia respiratoria acuta da Adenovirus si può manifestare sottoforma di piccole epidemie, con faringite, congiuntivite (a carattere granuloso e follicolare) ed infiammazione dei linfonodi.


CONGIUNTIVITE e CHERATOCONGIUNTIVITE: le congiuntiviti mediate da Adenovirus si osservano, in particolare, tra i frequentatori di piscine e cantieri navali, e spesso si associano a tonsilliti ed infezioni a carico delle vie respiratorie. La cheratocongiuntivite epidemica presenta un'incubazione di 8-10 gg: esordisce con sintomi respiratori lievi, linfadenopatia e congiuntivite follicolare. Successivamente, la malattia tende a degenerare in cheratite corneale sub-epiteliale persistente.


GASTROENTERITE: sembra che una modesta percentuale di gastroenteriti (stimata attorno al 15%) sia causata proprio da Adenovirus; questi agenti infettanti, specie i sierotipi 2, 3, 5, 40 e 41, sono piuttosto resistenti al pH acido, pertanto sono in grado di raggiungere facilmente l'intestino e moltiplicarsi, creando danno. Gli Adenovirus vengono successivamente eliminati dall'ospite tramite le feci. Le gastroenteriti da Adenovirus si concretizzano in diarrea, dolori addominali e vomito.

Nei pazienti immunocompromessi (malati di AIDS, pazienti che hanno subìto un trapianto d'organo solido o di midollo osseo), il danno creato dagli Adenovirus può essere più importante; più spesso, a questa categoria di pazienti vengono diagnosticate polmoniti interstiziali gravi, coliti, gastroenteriti fulminanti, epatiti, encefaliti, infezioni delle vie urinarie, infezioni a carico del sistema nervoso centrale, e cistiti emorragiche gravi.

Infezioni da Adenovirus: diagnosi

L'accertamento diagnostico di adenovirosi si ottiene mediante l'isolamento del virus direttamente nel materiale patologico o, indirettamente, con il controllo di un movimento anticorpale specifico.
La gastroenterite da Adenovirus può essere diagnosticata attraverso l'analisi di un campione fecale in laboratorio specifico; per i virus non citopatogeni, la tecnica diagnostica ELISA su feci o su sistemi cellulari può essere utile per accertare la diagnosi. Anche il metodo PCR risulta specifico per accertare o meno una gastroenterite da Adenovirus.
L'identificazione dell'Adenovirus può essere svolta anche tramite l'immunofluorescenza, oppure con la fissazione del complemento (con antisieri specifici).

Cura e prevenzione

Non disponendo di farmaci antivirali per le infezioni sostenute da Adenovirus, la terapia risulta prettamente sintomatica: a tale scopo, risulta particolarmente adatto il paracetamolo, per abbassare la febbre ed accorciare i tempi di guarigione. Per trattare la congiuntivite scatenata da Adenovirus, si consiglia di applicare colliri specifici (previa prescrizione medica).
La popolazione può essere sottoposta alla vaccinazione: esistono vaccini vivi ed attenuati per i sierotipi 4 e 7, la cui somministrazione (sottoforma di capsule enteriche) è consigliata per le reclute.
In linea generale, il lavaggio delle mani costituisce una regola di profilassi molto valida per evitare di contrarre l'Adenovirus dopo il contatto con una persona infetta.