Acido polilattico

Acido polilattico: applicazioni

L'acido polilattico è un noto filler dermico che, iniettato nella pelle del viso, stimola efficacemente la sintesi di neocollagene.

Valida alternativa al lifting, l'acido polilattico (commercializzato come Sculptra ®) è un polimero sintetico biodegradabile, assorbibile ed immunologicamente inerte, utilizzato in medicina estetica per correggere imperfezioni ed inestetismi del volto, quali:

  • Rughe superficiali
  • Piccoli solchi/pieghe naturali della pelle
  • Piccole lesioni cicatriziali chirurgiche o lasciate dall'acne
  • Zigomi cadenti, poco accentuati e scarsamente evidenti
  • Mento "debole" e poco armonioso
  • Occhiaie marcate causate dalla cosiddetta "lacrima di valle" (inestetismo tipico dell'invecchiamento, caratterizzato dal marcato assottigliamento della pelle nella zona periorbitale e dalla "discesa" della palpebra inferiore)

Filler Acido PolilatticoA differenza degli altri riempitivi dermici (es. filler all'acido ialuronico), l'acido polilattico non produce effetti nell'immediato periodo post-iniezione: i risultati appaiono gradualmente proprio perché questa sostanza stimola la produzione di neocollagene nel lungo termine. I primi risultati, infatti, sono visibili solo dopo 4-6 settimane e, per ottenere l'effetto di ringiovanimento o rimodellamento desiderato, possono essere necessari 2-6 trattamenti complessivi (in base all'inestetismo da correggere).
Essendo un trattamento di alta medicina estetica, le iniezioni di acido polilattico non sono molto economiche: indicativamente, il costo di una seduta varia dai 400 ai 900 euro.
Nel prosieguo dell'articolo analizzeremo più in dettaglio le caratteristiche principali dell'acido polilattico: quali effetti produce sulla pelle? È un trattamento sicuro? Quali rischi si corrono?


ATTENZIONE

Ciò che spesso i medici non dicono, e le pubblicità tralasciano, è che l'acido polilattico attiva una risposta di tipo fibrotico. Infatti, è vero che il prodotto stimola la sintesi di collagene, ma si omette di precisare il tipo di collagene prodotto.

La lunga permanenza del prodotto nella pelle, infatti, induce una reazione infiammatoria che porta alla formazione di collagene di primo tipo, fibrotico per l'appunto. Al contrario di quello di terzo tipico (detto collagene reticolare e maggiormente presente nei giovani), il collagene fibrotico è tipico della pelle anziana. In sostanza, dopo il trattamento con acido polilattico la pelle appare più giovane, perché questo tipo di collagene indurisce e distende il derma migliorando l'estetica dal viso; tuttavia, la struttura della pelle ne esce invechhiata e più simile a quella di una pelle anziana o di una cicatrice. Lo stesso effetto collaterale è comune ad altri tipi di filler a lunga permanenza con sostanze ad alto peso molecolare. Per questo motivo, nei soggetti giovani, si opta sempre più per l'iniezione di sostanze a basso peso molecolare (es. frammenti di acido ialuronico) e di fattori in grado di stimolare l'attività di rigenerazione spontanea della cute. Lo stesso effetto di stimolazione e rigenerazione si può ottenere tramite l'uso di integratori ricchi di sostanze ad azione antiossidante e antinfiammatoria, di collagene e di acido ialuronico.

Modo d'uso

Le microparticelle di acido polilattico, opportunamente diluite in acqua sterile, vengono iniettate molto lentamente nello strato sub-dermco attraverso siringhe munite di aghi sottilissimi.
La presenza di acido polilattico nel derma stimola gradualmente (ma progressivamente) la sintesi di collagene: così facendo, è possibile apprezzare - anche se solo dopo 4/6 settimane - un considerevole aumento di volume delle aree atrofiche del volto.


Trattandosi di iniezioni, il trattamento all'acido polilattico non è completamente indolore: difatti, la maggior parte dei pazienti che richiede un simile intervento lamenta fastidio, bruciore od una spiacevole sensazione di pizzicore, sia durante che dopo l'inoculazione del prodotto sottopelle. Per ovviare a questo inconveniente, minimizzando il dolore, la zona da trattare viene generalmente anestetizzata con sostanze ad azione anestetica locale (es. lidocaina, mepivacaina cloridrato).


Dopo un periodo di tempo variabile dai 12 ai 30 mesi, l'acido polilattico viene completamente riassorbito dalla pelle: per questa ragione, la molecola viene considerata un filler biologico riassorbibile (nonostante alcune fonti, erroneamente, lo considerino un filler semipermanente).

Acido polilattico: risultati

Come accennato, l'effetto soft-lifting promosso dall'acido polilattico non è visibile immediatamente. Si stima che per ottenere un risultato apprezzabile e soddisfacente, siano necessarie almeno 3 sedute per la correzione di piccoli difetti del volto e 5-6 trattamenti per ripristinare gravi alterazioni di natura prettamente estetica (es. volumizzare mento e zigomi).


Perché preferire le iniezioni di acido polilattico ad un intervento di chirurgia estetica?


Le iniezioni all'acido polilattico rappresentano una importante alternativa, peraltro mininvasiva e di lunga durata, alla chirurgia estetica per la correzione dei difetti tipici dell'invecchiamento cutaneo. Se rapportato agli altri tipi di fillers, l'acido polilattico eccelle per più caratteristiche:

  1. Lunga durata dell'effetto (12-30 mesi)
  2. Scarsi effetti collaterali
  3. Qualità del materiale iniettato
  4. Biodegradabilità del prodotto

Da non dimenticare, poi, che l'acido polilattico corregge i difetti del volto assicurando un effetto completamente naturale, senza influenzare in alcun modo la mimica facciale.
Da pochi anni a questa parte è stata ideata una nuova metodica d'applicazione dell'acido polilattico: anche glutei, braccia e cosce possono, infatti, beneficiare del trattamento con questa sostanza. Più precisamente, le iniezioni di acido polilattico in sedi differenti dal viso, trovano indicazione per:

  • Ridurre cellulite e rimodellare la pelle a buccia d'arancia
  • Correggere il decadimento dell'interno cosce
  • Rimodellare l'interno cadente delle braccia

Rischi e controindicazioni

Per minimizzare il rischio di effetti collaterali, è anzitutto necessario affidarsi a chirurgi/medici estetici altamente qualificati e competenti in materia.
Detto questo, l'incidenza di effetti indesiderati - come piccoli ematomi, ecchimosi, edemi, infezioni, rossore o piccoli sanguinamenti - dopo un trattamento con acido polilattico è pressoché paragonabile a quella degli altri fillers. Tali esiti, tuttavia, tendono a risolversi spontaneamente nell'arco di pochi giorni.
La presenza di malattie della pelle, patologie autoimmuni, neoplasie od altri disturbi maggiori costituisce un pesante limite all'utilizzo di fillers in genere, compreso quello all'acido polilattico.
In generale, l'impiego dell'acido polilattico per correggere imperfezioni cutanee è riservato ai pazienti che godono di buona salute. Ricordiamo, inoltre, che l'acido polilattico non può essere iniettato durante gravidanza ed allattamento e nei soggetti sensibili od allergici a questa sostanza.



Ultima modifica dell'articolo: 17/04/2015

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