Acido cogico

Acido cogico: definizione

L'acido cogico è una sostanza nota per le straordinarie virtù schiarenti: non a caso, viene largamente sfruttato in cosmesi per preparare creme o gel ad azione depigmentante. Acido cogicoEssendo un eccellente inibitore della melanogenesi (processo metabolico che regola la produzione della melanina), l'acido cogico trova indicazione soprattutto nel trattamento di melasma o cloasma, lentigo senili, lentigo solari ed occhiaie.
Se fino a pochi anni fa l'acido cogico veniva estratto dalla crusca del riso, oggi, la molecola schiarente per eccellenza è prodotta per via biotecnologica a partire da numerose specie appartenenti al genere Aspergillus e Penicillium.


Curiosità
L'acido cogico (conosciuto anche come acido Kojico) deve il nome al principale micete che lo produce: Aspergillus oryzae, un fungo che - in lingua giapponese - è ribattezzato "Koji"

Come agisce e come si usa

Il meccanismo d'azione dell'acido cogico è piuttosto complesso: la sostanza agisce inibendo la biosintesi della melanina, il principale pigmento che definisce il colore della pelle. Più precisamente, l'acido cogico esercita la propria funzione disattivando l'enzima tirosinasi, responsabile della trasformazione della tirosina negli intermedi utili per sintetizzare la melanina.
Oltre alle note proprietà depigmentanti, l'acido cogico vanta virtù antiossidanti, antibatteriche ed antifungine.
I cosmetici all'acido cogico vanno applicati per via topica, dunque spalmati direttamente sulla pelle dalla cromia alterata. Il più delle volte, questa sostanza schiarente viene formulata in creme, lozioni, gel o sieri a concentrazioni piuttosto basse (inferiori od uguali all'1%). Per minimizzare il rischio di effetti collaterali cutanei, l'acido cogico è spesso utilizzato ad una concentrazione ancor più bassa, pari allo 0,2%.
La frequenza d'applicazione dei cosmetici a base di acido cogico dipende dal problema da trattare e dal tipo di pelle: ad esempio, una cute ipersensibile non gradisce un utilizzo frequente del prodotto. In simili circostanze, è doveroso rivalutare il prodotto.


Raccomandazioni
Dopo aver applicato una crema all'acido cogico sulla pelle, si raccomanda di stendere un generoso strato di protezione solare (soprattutto d'estate), per preservare quanto più la cute dalla produzione di nuova melanina indotta dalla stimolazione dei raggi ultravioletti.

Perché e quando utilizzare creme schiarenti

La pelle ha una memoria di ferro riguardo le radiazioni solari od artificiali subite: le radiazioni UV possono creare effetti devastanti alla pelle nel lungo termine, causando un invecchiamento cutaneo evidente, pronunciato e precoce. I più immediati effetti collaterali delle radiazioni solari sono le ipercromie cutanee, o macchie scure che dir si voglia. Ecco dunque che le creme all'acido cogico possono attenuare - se non allontanare completamente - le alterazioni cromatiche subite.
Ma gli impieghi dell'acido cogico non si fermano alle macchie provocate dal sole. I prodotti all'acido cogico si rivelano efficaci anche per ridurre altri tipi di discromie cutanee, in particolare:

Curiosità

L'acido cogico trova indicazione anche in ambito alimentare: addizionato ad alcuni cibi, infatti, ne previene l'imbrunimento

Acido cogico e rischi

Non è raro che dopo uno o più trattamenti cosmetici con l'acido cogico, la pelle reagisca in modo negativo. Tra gli effetti collaterali più comuni legati all'applicazione di acido cogico, ricordiamo:

Acido cogico ed agenti sbiancanti

Per rendere un cosmetico schiarente più naturale e per minimizzare il rischio di reazioni avverse al prodotto, l'acido cogico può essere sostituito con molecole naturali dall'azione simile. Tra queste sostanze, un ruolo di primo piano spetta ai polifenoli, in particolare flavonoli, isoflavonoidi, stilbeni e cumarine. Tanto per riportare alcuni esempi, il succo di melograno è fonte di acido ellagico, un composto dalla rilevante attività inibitoria sulla tirosinasi.
Altre sostanze "sbiancanti" dall'attività simile a quella dell'acido cogico sono il Mulberroside F, un flavonolo estratto dalle foglie di Morus alba, una pianta impiegata in fitoterapia per le sue proprietà ipoglicemizzanti. Similmente, anche gli estratti di liquirizia, grazie alla presenza degli isoflavonoidi, esercitano un'ottima azione schiarente paragonabile a quella dell'acido cogico.
In un prodotto schiarente "non naturale", l'acido cogico può essere sostituito dall'idrochinone, un potente agente sbiancante in grado di degradare e distruggere melanosomi e melanociti. Tuttavia, considerati i suoi evidenti effetti collaterali (eritema, desquamazione, irritazioni, dermatiti da contatto ecc.), l'impiego dell'idrochinone in cosmesi è vietato: l'utilizzo di questa molecola necessita di prescrizione medica.

Acido cogico e sostanze esfolianti

L'acido cogico è spesso formulato in associazione a sostanze esfolianti. Difatti, è stato osservato un eccellente effetto positivo dall'associazione di sostanze schiarenti con esfolianti chimici come acido mandelico, acido salicilico e acido tartarico. Anche le creme all'acido glicolico (dalle note proprietà esfolianti) sono spesso preparate in associazione ad acido cogico o altre sostanze depigmentanti.
L'abbraccio di molecole schiarenti con sostanze esfolianti, agendo in sinergia, promuove efficacemente l'eliminazione delle cellule cornee di superficie - più ricche di melanina e responsabili delle macchie scure sulla pelle - incoraggiando nel contempo il turn-over cellulare.



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