Virilizzazione

Il termine virilizzazione si riferisce ad un insieme di segni e sintomi riconducibili alla presenza di un importante iperandrogenismo nella donna. In età adulta, la virilizzazione è spesso la conseguenza di tumori androgeno secernenti, o dell'abuso smodato e mal controllato di derivati del testosterone a scopo anabolizzante o sessuale. VirilizzazioneAltre situazioni di iperandrogenismo, invece, si manifestano con sintomi simili ma più sfumati e meno evidenti; è il caso, ad esempio, della sindrome dell'ovaio polcisitico (PCOS) o di condizioni di iperplasia surrenalica.

A livello cutaneo, i fenomeni di virilizzazione si manifestano con marcata ipertricosi ed irsutismo. Il primo termine si riferisce all'incremento locale e generalizzato dei peli terminali corporei, in zone in cui sono normalmente presenti nella donna; l'irsutismo, invece, indica la presenza di peli terminali in sedi non fisiologiche per l'organismo femminile, ad esempio a livello del labbro superiore, delle guance, del mento, della linea alba, delle cosce e della regione genitale; in tali sedi, i peli cosiddetti folletto, presenti in tutte le donne, diventano appunto lunghi, spessi e pigmentati.

Sempre a livello cutaneo, la virilizzazione comporta un'eccessiva secrezione di sebo, con tendenza a fenomeni comedogenici (presenza di acne, punti neri, seborrea). A livello generale, invece, si nota un abbassamento del tono della voce, un aumento della massa muscolare, clitoridomegalia, disturbi sessuali, alopecia androgenetica, riduzione del seno e modificazione dei depositi di grasso corporeo in senso maschile, con tendenza all'accumulo a livello toraco-addominale anziché gluteo-femorale.

La terapia può essere chirurgica, nel caso si renda necessaria l'asportazione di masse tumorali o dei surreni, oppure farmacologica. Dinanzi ad un'iperplasia surrenale, ad esempio, la virilizzazione può essere contrastata somministrando piccole dosi di corticosteroidi, come il desametasone, mentre nei casi di iperandrogenismo su base disfunzionale si interviene con la somministrazione base di ciproterone acetato (dotato di importanti attività antiandrogene), affiancata ciclicamente a quella di etinilestradiolo a scopo contraccettivo e preventivo nei confronti dell'osteoporosi. In alternativa, può essere assunto dello spironolattone, che per limitare gli effetti collaterali associati alla terapia (amenorrea, mastodinia, cloasma), dev'essere assunto per via sistemica dal 16° al 25° giorno del ciclo, meglio se abbinato ad un estroprogestinico per garantire la contraccezione.



Ultima modifica dell'articolo: 07/12/2016