Vene varicose: cure e terapia

Terapia

La malattia varicosa necessita di un trattamento adeguato, soprattutto per prevenire le complicanze dolorose ed invalidanti (varicoflebite, dermatite, ulcera varicosa). E' importane soprattutto attuare un criterio di tipo preventivo:  prevenzione delle complicanze dolorose ed invalidanti per il paziente e prevenzione della sua emarginazione sociale. La terapia delle varici prevede l'integrazione di vari tipi di trattamento:

  • Norme igieniche e comportamentali
  • Terapia farmacologica
  • Elastocompressione (compressione con bende e calze)
  • Scleroterapia
  • Terapia chirurgica

Purtroppo non esiste la possibilità di condurre una prevenzione primaria i grado di prevenire l'insorgenza delle varici, poiché ancora non si conoscono con precisione i fattori responsabili della malattia. E' invece possibile esercitare una valida azione preventiva sui fattori che possono favorire la comparsa o aggravare le manifestazioni varicose: sono le condizioni ambientali e lavorative che implicano la stazione eretta (ipertensione venosa), pressoché immobile (deficit della pompa muscolare), prolungata, in ambienti caldi (vasodilatazione); altre volte risulta determinante il sovrappeso (obesità, gravidanza), mentre molto dubbio è il ruolo di altri fattori quali l'assunzione costante di contraccettivi orali.


La terapia farmacologica si basa sull'utilizzo di sostanze "flebotoniche", cioe' che aumentino il tono della parete venosa in modo da ridurne lo sfiancamento,  antiedemigeni (che riducono l'edema), profibrinolitici (che impediscono la formazione dei trombi dovuti alla stasi del sangue) ed antiinfiamamtori. Tuttavia, non esiste alcuna seria documentazione sul fatto che i farmaci siano in grado di intervenire sulle cause della comparsa di vene varicose. Ciò nonostante, essi non sono del tutto inutili perché svolgono una valida azione sui sintomi, riducono il senso di pesantezza e l'edema serotino.


Vene varicose curaLa compressione elastica si basa sull'utilizzo di calze elastiche graduate che esercitano una compressione decrescente dal piede verso la coscia (l'andamento decrescente fa sì che la maggiore compressione alla caviglia spinga il sangue verso l'alto, incontrando man mano che risale una resistenza sempre minore.). In alternativa possono essere usate bende elastiche,con differenti tipi di maglia e con diversi livelli di forza elastica. Il livello di compressione da esercitare è in relazione alla gravità della malattia varicosa e dovrà essere in grado di riportare nei limiti di norma l'ipertensione venosa. In ogni modo la contenzione elastica, a qualunque livello di compressione, non riesce a far regredire le manifestazioni varicose, ma certamente ne elimina i disturbi e ne previene le complicanze;se queste già esistono in qualche misura vengono eliminate. Da tener presente che esistono alcune situazioni di intolleranza alla compressione come nel caso dell'artrosi per esempio, per cui tali supporti risultano improponibili.


La scleroterapia consiste nell'iniezione all'interno della vena di sostanze chimiche che determinano prima la formazione di un trombo, quindi la trasformazione fibrosa della parete venosa . Essa trova la sua principale applicazione nel campo delle varici più piccole, come quelle reticolari e le teleangectasie, ma in presenza di varici tronculari con interessamento delle vene Grande e Piccola Safena, la scleroterapia è destinata all'insuccesso e l'intervento chirurgico rappresenta la cura elettiva e con il miglior risultato clinico a distanza. Esso consiste nella rimozione del tratto venoso interessato dalla varice e nel ricongiungimento delle porzioni a monte ed a valle della rimozione


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