Nella maggior parte dei pazienti non si manifestano sintomi fino a che non intervengano stasi venosa ed edema evidenti.
Il paziente avverte senso di pesantezza dell'arto, soprattutto la sera e si accorge di un edema che inizia nella zona intorno al malleolo, soprattutto quello interno; in corrispondenza delle vene varicose vi è una zona di aumento della sensazione di caldo (ipertermia) talvolta accompagnata da forte senso di prurito. I disturbi riferiti sono spesso dovuti alle complicanze delle vene varicose: si osservano iniziali alterazioni cutanee di tipo eczematoso (arrossamenti e pruriti) che vanno progressivamente aggravandosi fino a giungere all'ulcera varicosa (lesione sanguinante); in altri casi il paziente può sviluppare una flebite superficiale o avere emorragie da rottura di varicosità, che lo spaventano enormemente ma che, fortunatamente, sono sempre facilmente controllabili.
A causa dell'alterazione della circolazione, i tessuti delle parti colpite sono particolarmente sensibili alle lesioni, perciò infezioni e ferite guariscono lentamente e tendono a trasformarsi in ulcere varicose croniche (non guaribili definitivamente).
Particolarmente le donne sono condizionate dal problema estetico connesso non solo alle gibbosità delle varici che protrudono vistosamente, ma anche alla semplice presenza di piccole varicosità (varici reticolari) e teleangectasie (capillari) che segnano in modo vistoso la cute.
La diagnosi di malattia varicosa viene fatta in genere sulla base del solo esame clinico: il paziente viene posto in piedi e tutto l'arto viene esaminato, sia anteriormente sia posteriormente. Una particolare attenzione deve essere rivolta alla regione del malleolo interno, sede iniziale dell'edema. La vena varicosa viene palpata per tutta la sua estensione; essa presenta una consistenza elastica differente da quella del tessuto circostante, è facilmente comprimibile ed oppone una minima resistenza.
Molto utilizzate sono anche due manovre semplicissime da effettuare anche a casa, ma estremamente utili:
1. Prova di Trendelenburg: il paziente viene posto in clinostatismo (disteso a pancia all'insù) e gli si soleva l'arto svuotando così il circolo venoso superficiale .
Gli si pone poi un laccio alla radice della coscia (bloccando il sangue che così non può scendere), lo si fa mettere in ortostatismo (posizione eretta) ed infine si toglie il laccio.
Se il sangue refluisce dall'alto verso il basso vuol dire che esiste un incontinenza delle valvole del sistema delle vene perforanti per cui il sangue refluisce dal circolo profondo al superficiale. Se invece le varici non si riempiono più, siamo sicuramente di fronte a varici primitive da incontinenza della zona anatomica venosa di congiunzione tra Safena e Femorale, alla radice della coscia.
2. Prova di Perthes: al paziente in ortostatismo, con normale turgore delle vene varicose, si applicano di nuovo un laccio alla radice della coscia e lo si fa camminare. La deambulazione determina la spremitura del sangue dal sistema superficiale a quello profondo. Se si ha lo svuotamento delle varici, siamo sicuramente di fronte ad un circolo venoso profondo libero, perché il sangue dal circolo superficiale vi defluisce senza problemi. Per cui ci troviamo di fronte ad una sindrome varicosa primitiva
Se le varici non si svuotano, ci troviamo di fronte ad un circolo venoso profondo ostruito e ad una sindrome varicosa secondaria ad altre cause.
Qualora esistano dubbi sulla presenza di una incontinenza valvolare o sulla primitività delle varici, è indicato eseguire un esame eco color Doppler, che e' un esame strumentale con il quale si possono studiare i rigurgiti venosi in modo attendibile; è così possibile visualizzare l'incontinenza valvolare del sistema venoso superficiale, accentuata da manovre come quella di Valsalva (aumento della pressione all'interno dell'addome) o compressive, che a volte vengono richieste al paziente durante l'esame per evidenziare il difetto.
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DALLA COMMUNITY
Emozioni femminili: Grazie, spiegazione esauriente!
Cmq se qualcuno avesse spiegazioni alternative/integrative mi farebbe piacere sentirle ;-)
Personal Trainer: DR.Gilles FerraresiTossicità e Tossicologia: Buongiorno, la sezione è stata redatta sulla base delle dispense e degli appunti raccolti durante il corso di Tossicologia dei prodotti del benessere (prof. Maria Cristina Tomasini) del corso di laurea in scienze e tecnologie dei prodotti erboristici, dietetici e cosmetici, presso l'università di Ferrara...
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