Il tricogramma è l'esame microscopico del capello. Questa procedura semi-invasiva permette di seguire il ciclo vitale dei capelli, valutandone lo stato di salute ed aiutando il dermatologo ad identificare le cause alla base di un'eventuale alopecia.
Il tricogramma, di per sé, è una procedura piuttosto semplice, che richiede tuttavia il rispetto di alcuni standard procedurali per aumentare l'affidabilità dei risultati; ad esempio, per evitare errori interpretativi, viene richiesto al paziente di non lavare i capelli per almeno una settimana prima del test. In vista del tricogramma, per almeno due settimane andranno evitate anche frizioni e trattamenti cosmetici come ondulazioni o tinture permanenti.
Il tricogramma inizia con il prelievo, mediante strappo, di 50-100 capelli; anche in questo caso la procedura deve rispettare regole ben precise. Lo strappo, ad esempio, dev'essere piuttosto deciso ed effettuato nella direzione di crescita dei capelli; in caso contrario può provocare deformazioni strutturali delle radici inficiando i risultati del test.
In caso di alopecia diffusa, ad esempio, lo strappo va eseguito nella sede di maggior diradamento, mentre di fronte a casi di alopecia areata va eseguito sul bordo della chiazza e nella zona controlaterale. In entrambi i casi, comunque, è buona regola procedere ad un ulteriore strappo da una zona di controllo, generalmente a livello occipitale. Infatti, per esempio, in caso di alopecia androgenetica maschile l'aumento della percentuale di capelli in telogen interesssa soltanto le aree fronto-occipitali, mentre in caso di effluvio in telogen il fenomeno è diffuso a tutto il cuoio capelluto.
Il campione di capelli viene quindi posto sul vetrino cosparso di balsamo del Perù, con i peli disposti parallelamente tra loro. Si copre col vetrino coprioggetti e si procede con l'esame al microscopio ottico o a luce polarizzata. Grazie agli ingrandimenti ottici il dermatologo può valutare in quale fase di crescita si trovano i capelli stappati, osservandone la struttura con particolare attenzione a livello della radice.
Brevemente, ricordiamo che il ciclo vitale di un capello si compone di tre fasi contigue:
Una volta esaminate le radici del preparato, il tricogramma prevede la conta minuziosa del numero di capelli presenti nelle varie fasi, seguito dal calcolo delle relative percentuali.
Secondo i dettami classici, nel tricogramma normale le percentuali dei capelli nelle varie fasi corrispondono indicativamente ai seguenti valori:
Qualunque siano le percentuali di riferimento (variabili a seconda dell'apparecchiatura utilizzata, dell'esperienza dell'operatore, del tempo trascorso tra prelievo ed esame microscopico ecc.), nei tricogrammi patologici si nota una variazione rispetto ai valori standard. Tale dato, insieme al quadro clinico e all'anamnesi, rappresenta un prezioso aiuto nella formulazione di una corretta diagnosi. Nell'alopecia areata, ad esempio, le radici hanno un aspetto distrofico in fase anagen facilmente riconoscibile, mentre nell'alopecia androgenetica le radici in fase telogen sono nettamente superiori rispetto alla norma.
Si caratterizza per la perdita di capelli in misura di diverse centinaia, o addirittura di migliaia di unità, in fase anagen (di crescita).
Tale condizione si presenta classicamente qualche giorno dopo un evento particolarmente stressante, come avvelenamenti, dieta aproteica, chemioterapia, esposizione a radiazioni ionizzanti o malattie febbrili. In soggetti predisposti, questi eventi stressanti provocano alopecia areata, che si caratterizza appunto per un pesante effluvio in anagen. In ogni caso la caduta è autolimitante ed in genere i capelli perduti ricrescono spontaneamente se l'evento stressante non si ripresenta.
EFLUVIO IN TELOGEN ACUTO: intervengono anche in questo caso eventi stressanti, che tuttavia si sono manifestati non pochi giorni, bensì circa tre mesi prima dell'efluvio. L'imponente perdita di capelli può essere la conseguenza di interventi chirurgici, emorragie, lutti o malattie febbrili. Il fenomeno è autolimitante.
EFLUVIO IN TELOGEN CRONICO: si apprezza una caduta di capelli importante e relativamente costante nel tempo. Più frequente nelle donne, è generalmente legato ad un disturbo cronico della crescita pilifera, spesso senza tendenza alla risoluzione spontanea. Tra le principali cause di telogen cronico ricordiamo donazioni frequenti di sangue, gravi malattie psichiche, distiroidismi, malattie sistemiche croniche od uso prolungato di alcuni farmaci (retinoidi, interferone, eparina, alcuni contraccettivi orali, allopurinolo...).
Si caratterizza per una perdita di capelli superiore alla norma, ma senza i caratteri drammatici dell'effluvio. Il diradamento si deve alla progressiva perdita dei follicoli, secondaria alla loro distruzione; è tipico delle alopecie cicatriziali e può rappresentare la conseguenza di malattie come lichen planus, lupus cutaneo eritematoso discoide, follicolite alopecizzante, sclerodermia lineare (morfea), pseudoarea di Broq, tricomalacia ed alopecia cicatriziale da radiazioni.
Nella maggior parte dei casi, la caduta dei capelli si caratterizza per un defluvio in telogen. E' infatti questa la manifestazione caratteristica dell'alopecia androgenetica, condizione legata all'attività degli ormoni androgeni in un terreno geneticamente predisposto; come anticipato, tale malattia si caratterizza per una caduta moderata dei capelli, accompagnata dalla loro graduale involuzione (diventano sempre più sottili, corti e depigmentati). A differenza del defluvio in anagen, nell'alopecia androgenetica il follicolo viene conservato, ma diviene sempre più superficiale.
Oltre all'alopecia androgenetica, sia maschile che femminile, nella donna il defluvio in telogen si accompagna anche a stati di iperprolattinemia, anoressia nervosa e a tutte le forme di alopecia correlata ad iperandrogenismo (sindrome dell'ovaio policsitico, neoplasie secernenti androgeni...) e/o ipoestrogenismo (menopausa, post-partum, sospensione della pillola anticoncezionale...).
Macchie solari: ciao, anch'io ho il tuo stesso problema, ho l'appuntamento lunedì dalla dermatologa, se hai pazienza fra qualche giorno ti scrivo cosa mi dice.
Personal Trainer: DR.Marco Evangelistaallenamento palestra che fa per me.. ?consigli :): Allora Dal mio punto di vista fai troppa attività aerobica e pochissima anaerobica ; in parole povere stai creando una buona resistenza aerobica, ma a livello di tonificazione c'è di meglio; è preferibile fare, nel tuo caso, meno allenamento aerobico e più esercizi alle macchine. Ovviamente, la scelta...
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