Malassezia Furfur

Generalità

La Malassezia furfur è un lievito normalmente presente sulla superficie cutanea della maggior parte della popolazione sana. Tuttavia, in alcune occasioni, questo microrganismo si comporta da patogeno opportunista, quindi può dare origine a infezioni localizzate e/o sistemiche.
Malassezia furfurLa presenza della Malassezia furfur è considerata importante nell'eziologia di varie malattie della pelle e delle strutture associate, come la dermatite seborroica e la pitiriasi versicolor. Altre manifestazioni patologiche associabili all'eccessiva proliferazione di tale lievito comprendono reazioni allergiche, psoriasi, follicolite, onicomicosi, forfora e alcune forme di dermatite atopica.
La Malassezia furfur riesce a proliferare sulla superficie cutanea grazie a una particolarità: questi lieviti si nutrono degli acidi grassi presenti nel sebo e di quelli derivanti dalla decomposizione delle cellule della cute; per questo, sono considerati dei veri e propri “commensali”.
In alcuni soggetti suscettibili, l'infezione da parte di questo microrganismo può indurre alterazioni cutanee - come croste squamose, prurito e arrossamento - che, seppur localizzate, possono rivelarsi estremamente fastidiose. Inoltre, la Malassezia furfur può rilasciare delle sostanze che possono modificare la normale pigmentazione della pelle, producendo la comparsa di inestetiche macchie biancastre o brune.
In genere, il trattamento delle condizioni patologiche associabili all'infezione prevede l'uso di farmaci antimicotici, da applicare localmente sulla cute o da assumere per via orale, secondo il regime più adeguato indicato dal medico.

Caratteristiche

La Malassezia furfur è un fungo (più nello specifico, un lievito) che può essere riscontrato quale componente della normale flora cutanea della maggior parte degli adulti sani (90%).

Essendo un saprofita della pelle, questo microrganismo è solitamente innocuo, tuttavia, quando si instaurano alcune condizioni favorevoli alla sua proliferazione, può comportarsi da patogeno opportunista.

Dove si trova

La colonizzazione della pelle da parte di questi lieviti inizia nei primi tre-sei mesi di vita e aumenta nel periodo in cui le ghiandole sebacee diventano attive. La concentrazione della Malassezia furfur incrementa, infatti, in modo direttamente proporzionale rispetto alla concentrazione dei lipidi cutanei, presentando un picco nella tarda adolescenza e all'inizio dell'età adulta.

Questo microrganismo si può riscontrare più comunemente a livello di petto, spalle, braccia e cuoio capelluto. La Malassezia furfur colonizza prevalentemente la superficie cutanea di persone di origine caucasica.

Aspetto

La Malassezia furfur presenta, di solito, una forma sferica con un'estremità a collo di bottiglia; le dimensioni sono di circa 1,5-4,5 micron di larghezza e 2-6 micron di lunghezza. Questi lieviti sono generalmente unicellulari, ma possono formare ife (cioè lunghi filamenti di forma cilindrica) quando diventano patogeni.
Malassezia Furfur vista al Microscopio elettronico a scansionePer sopravvivere, la Malassezia furfur necessita degli oli naturali e degli acidi grassi a lunga ed a media catena presenti sulla superficie della pelle umana (come l'acido oleico, arachidico, stearico e palmitico).

Fattori favorevoli alla proliferazione

Il lievito trova la migliore situazione per il proprio sviluppo in un ambiente ad alto contenuto di grassi (in quanto lipofilo e lipido-dipendente), soprattutto nel periodo estivo, quando le temperature più alte ed elevati tassi di umidità favoriscono la sudorazione e l'incremento delle secrezioni sebacee.
La proliferazione della Malassezia furfur può essere dovuta anche a un'alterata produzione di sebo o a un'eccessiva umidità di certe zone corporee, secondaria all'abitudine di indossare abiti poco traspiranti.

Altri fattori di rischio comprendono stati di immunodepressione, terapie a base di corticosteroidi, denutrizione, diabete e altre patologie concomitanti.
Infine, la proliferazione eccessiva della Malassezia furfur può dipendere da una predisposizione personale (es. soggetti con tendenza alla seborrea).

Ruolo in dermatologia

La Malassezia furfur è ritenuta l'agente eziologico di vari disturbi dermatologici, tra cui la pitiriasi versicolor e la dermatite seborroica. Il lievito sembra essere implicato, inoltre, nella patogenesi di psoriasi, follicolite, forfora ed alcune forme di dermatite atopica.

Pitiriasi versicolor

La Malassezia furfur è un fungo noto principalmente per il suo ruolo patogenetico nella pitiriasi versicolor. Quest'infezione cutanea si manifesta con la comparsa di macchie irregolari piane e discromiche (ipo- o iperpigmentate, con un colore che varia dal bianco al marrone); le sedi prevalentemente coinvolte sono collo, tronco, addome, spalle, braccia e viso.

Le lesioni della pitiriasi versicolor possono associarsi a prurito, desquamazione e irritazione.
Fattori di rischio per la malattia comprendono l'incremento delle secrezioni sebacee, l'immunosoppressione e la combinazione di caldo-umidità.
La diagnosi si basa sull'aspetto clinico delle lesioni e sull'esame delle scarificazioni cutanee. Il trattamento della pitiriasi versicolor prevede l'impiego di farmaci antimicotici topici (in presenza di un'infezione localizzata) o sistemici (nel caso di malattia estesa o recidive frequenti).

Dermatite seborroica

La dermatite seborroica è un'infiammazione cutanea dovuta a una moltiplicazione troppo rapida delle cellule della pelle, associata a un'elevata attività delle ghiandole sebacee. Il disturbo è comune soprattutto nei soggetti di sesso maschile di 30-40 anni di età.
Le evidenze scientifiche disponibili suggeriscono che la Malassezia furfur possa favorire la dermatite seborroica, in combinazione con altri fattori dell'ospite. Quest'ultimi includono la predisposizione genetica, i cambiamenti nella quantità e nella composizione del sebo, lo stress e l'aumento dell'alcalinità della pelle (a causa della sudorazione). I pazienti affetti da disturbi neurologici (come il morbo di Parkinson) e quelli con AIDS sono colpiti con maggiore frequenza.
Tra le manifestazioni cliniche di questa malattia rientrano eritema con prurito e desquamazione, soprattutto in aree ricche di ghiandole sebacee (cuoio capelluto, viso, sopracciglia, orecchie e parte superiore del tronco). La pelle diviene ricoperta di squame secche o giallastre untuose (forfora); nei casi più gravi, compaiono papule di colore rosso-giallastro all'inserzione dei capelli.
La diagnosi viene effettuata dal dermatologo con l'esame obiettivo. Per quanto riguarda il trattamento, viene generalmente indicato l'uso di un imidazolo topico. Se necessario, possono essere prescritti anche dei cortisonici.

Follicolite

La Malassezia furfur può provocare un'eruzione pruriginosa caratterizzata da papule e pustole in corrispondenza dei follicoli piliferi, spesso dopo l'esposizione al sole. Queste lesioni sono localizzate prevalentemente a livello di schiena, petto e braccia.
Raschiamenti o campioni bioptici evidenziano l'occlusione dei follicoli piliferi coinvolti dal processo infettivo.  La maggior parte dei casi risponde bene al trattamento topico con imidazolo; tuttavia i pazienti con lesioni estese spesso richiedono un trattamento orale con ketoconazolo o itraconazolo.

Onicomicosi

La Malassezia furfur può essere un motivo di onicomicosi, un'infezione delle unghie che provoca alterazioni come fragilità, fissurazioni e formazione di chiazze bianche opache.

Tuttavia, questa patologia è più probabile sia provocata da altre specie di funghi, tra cui la Candida albicans.

Forfora

La Malassezia furfur può colonizzare il cuoio capelluto grazie ai grassi contenuti nel sebo.

In presenza di un aumento di secrezione sebacea, questo microrganismo prolifera e produce alcuni metaboliti irritanti che provocano infiammazione. Nei casi più gravi possono manifestarsi, oltre alla forfora, anche prurito e arrossamento del cuoio capelluto.

Altri disturbi cutanei

Altre malattie della pelle causate o aggravate dall'infezione da Malassezia furfur includono:

  • Papillomatosi confluente e reticolata di Gougerot-Carteaud: eruzione pigmentata che si verifica soprattutto su petto, schiena e collo delle ragazze adolescenti;
  • Pustolosi cefalica neonatale: dermatosi che compare nei primi giorni di vita, caratterizzata dalla comparsa di un'eruzione pustolosa sul viso o il cuoio capelluto, simile all'acne.

Altre condizioni patologiche associate

Oltre alle patologie cutanee, la Malassezia furfur può essere implicata in un ampio spettro di altre manifestazioni cliniche, tra cui:

  • Allergie. Alcuni prodotti del metabolismo della Malassezia furfur possono causare reazioni allergiche. Potenziali allergeni includono Mala f2 e Mala f3 (proteine di membrana perossisomiale) e Mala f4 (malato deidrogenasi mitocondriale). In questo caso, possono essere riscontrati anticorpi IgE specifici diretti contro la Malassezia e Prick test positivi per il microrganismo.
  • Fungemia. Nei pazienti immunodepressi, l'infezione da Malassezia furfur può dare origine a micosi localizzate e/o sistemiche, in seguito alla diffusione del microrganismo nel circolo ematico, con possibilità di sviluppo di polmonite e peritonite.
    I lieviti possono diventare patogeni opportunistici soprattutto in neonati e adulti debilitati che ricevono infusioni tramite cateteri venosi centrali oppure sono sottoposti a nutrizione parenterale totale o con soluzioni di lipidi.  L'alta temperatura e l'umidità possono facilitare la colonizzazione del sito di inserzione dei cateteri percutanei.

Più raramente, il lievito Malassezia furfur è stato riscontrato in casi di artrite settica, mastite, sinusite, ostruzione del dotto lacrimale e infezioni del tratto urinario.

Diagnosi e trattamento

La diagnosi dell'infezione cutanea da Malassezia furfur si basa sull'aspetto clinico delle lesioni superficiali e sull'esame istologico o citologico di un campione di tessuto. L'esame delle aree coinvolte, con lampada di Wood a ultravioletti, evidenzia una fluorescenza dorata chiara emessa dalle colonie del fungo.
L'identificazione della Malassezia furfur può essere confermata mediante l'osservazione diretta al microscopio del patogeno e la positività delle colture di laboratorio. Il materiale da porre in esame è rappresentato da campioni di scarificazioni cutanee (in presenza di lesioni superficiali) o di sangue (in caso di sospetta fungemia).

La crescita in vitro del microrganismo prevede supporti specifici e dev'essere stimolata da oli naturali o altre sostanze grasse. Il riscontro può essere supportato dall'applicazione di tecniche molecolari.
L'osservazione diretta al microscopio della Malassezia furfur si avvale di preparati a fresco di idrossido di potassio (KOH), i quali permettono di evidenziare la presenza di gruppi di cellule di lievito e lunghi filamenti (ife).
Il trattamento dell'infezione da Malassezia furfur dipende dalle manifestazioni cliniche e, in generale, prevede l'uso dei farmaci antifungini più appropriati, da applicare sulla cute o da assumere per via orale, in base alle indicazioni dello specialista dermatologo.
Il medico può prescrivere anche un regime terapeutico profilattico con un agente topico per prevenire le recidive. Per evitare le ricadute, inoltre, è importante osservare un'accurata igiene e scegliere indumenti realizzati con tessuti naturali (non sintetici).



Ultima modifica dell'articolo: 20/09/2016