Magrezza

Quando si parla di magrezza?

Si parla di magrezza quando il peso corporeo scende al di sotto del 90% di quello considerato ideale in base all'età, al sesso, all'altezza, alla costituzione e all'attività fisica abituale. magrezzaIn virtù dei numerosi fattori che entrano in gioco, non esiste un'unica e sicura definizione di magrezza, tanto che alcuni autori preferiscono descriverla come una situazione clinica caratterizzata dalla presenza di una massa adiposa inferiore al 5% della massa corporea. Altri ancora fanno riferimento al BMI o indice di massa corporea, che considera magre tutte le persone con un rapporto peso/altezza2 inferiore a 18.

La magrezza, anche quando è molto accentuata, non è necessariamente sinonimo di malattia. E' quindi importante stabilire innanzitutto se si è di fronte ad una magrezza costituzionale o secondaria.

Magrezza negli atleti

Tra le tre definizioni proposte, la più idonea in ambito sportivo è senza dubbio la seconda, purché si faccia un'opportuna distinzione tra uomo e donna.

La massa grassa totale può essere distinta in due componenti, il grasso primario ed i lipidi di riserva. La prima comprende i depositi adiposi presenti nel midollo osseo, nei polmoni, nel fegato, nella milza, nei reni, nell'intestino, nei muscoli e nel sistema nervoso centrale. Il grasso primario non possiede una semplice funzione energetica, ma è biologicamente essenziale per sostenere funzioni vitali di primaria importanza (vedi: le funzioni dei lipidi). Per questo motivo le riserve adipose primarie rappresentano la quota minima di grasso corporeo compatibile con la salute. Nell'uomo il grasso primario si attesta intorno al 3-4% della massa corporea totale, mentre nella donna, in virtù delle riserve adipose necessarie a sostenere le funzioni riproduttive, tale percentuale cresce sino al 12-14%.

Alcune atlete diventano amenorroiche (meno di 3 cicli mestruali all'anno) già a livelli di massa adiposa inferiori al 16%, con una perdita consistente di minerali ossei e con un aumentato rischio di fratture e prematura osteoporosi. Nell'uomo quando la massa grassa scende al di sotto del 5-6% si registra una maggiore suscettibilità alle infezioni.

In riferimento ad un'atleta, si parla di magrezza quando la percentuale di massa adiposa scende al di sotto del 5% negli uomini e del 15% nelle donne.

Magrezza nelle persone sane

I termini sottopeso e magro non sono necessariamente sinonimi, così come non lo sono i termini sovrappeso e grasso. Per questo motivo la definizione di magrezza più appropriata quando si parla di persone sane è la seguente:

in riferimento ad una persona sana, si parla di magrezza quando il peso corporeo scende al di sotto del 90% di quello considerato ideale in base all'età, al sesso, all'altezza, alla costituzione e all'attività fisica abituale.

Occorre quindi scegliere dei criteri di valutazione che ci consentano di stimare il peso forma del soggetto, tenendo conto delle varie componenti che lo influenzano. Nell'articolo "il peso ideale" abbiamo proposto questo calcolatore automatico per adulti.

 

ALTEZZA cm
Sesso
Età anni
Circonferenza polso cm
Peso kg
 
  PESO IDEALE kg
  GIUDIZIO

 

Quando si parla di magrezza è importante valutare anche la storia anamnestetica del peso corporeo, poiché cali ponderali rapidi ed improvvisi hanno maggiore probabilità di assumere connotati patologici.

Magrezza nelle persone malate

A differenza degli atleti e delle persone sane in cui queste componenti vengono risparmiate, nella magrezza patologica il calo ponderale si accompagna spesso ad una consistente perdita della massa ossea e muscolare. Pensiamo ad esempio alle malattie dello scheletro, caratterizzate da una ridotta massa ossea (osteoporosi, osteomalacia, tumori ossei ecc.). In queste condizioni gli standard di magrezza precedentemente proposti possono risultare inadeguati.

Magrezza eccessiva?

Quando si parla di ridotto peso corporeo è necessario operare una distinzione tra magrezza costituzionale, priva cioè di significato patologico, e perdita di peso secondaria a malattie o a stati di malnutrizione.

Le magrezze costituzionali sono caratterizzate dalla spiccata riduzione generalizzata della massa adiposa, con un risparmio della massa magra che risulta in linea rispetto agli standard della costituzione longilinea.

Il quadro delle magrezze patologiche è invece piuttosto ampio e comprende, solo per fare alcuni esempi, endocrinopatie, malattie gastrointestinali, malattie infettive croniche, neoplasie, malattie neuropsichiche, ipoalimentazione obbligata e stress fisici protratti.

Un primo criterio per valutare l'origine patologica o costituzionale della magrezza, è il rapporto tra appetito e peso corporeo. Un soggetto costituzionalmente magro sottoposto ad un regime ipercalorico, mostra una notevole resistenza all'ingrassamento e, nonostante l'iperalimentazione, il suo peso rimane pressoché costante. Al contrario, un individuo malnutrito risponde positivamente al surplus calorico, aumentando di peso.

In presenza di magrezza patologica la situazione è più complessa, poiché il soggetto può diminuire di peso sia a causa di una sensibile perdita di appetenza, sia in presenza di appetito e assunzione calorica normale o addirittura aumentata.

Possiamo quindi affermare che la magrezza assume significato patologico quando:

  • insorge improvvisamente in un soggetto normopeso e normoalimentato
  • nonostante la terapia dietetica, tende ad accentuarsi con il passare del tempo
  • si accompagna non solo ad una riduzione della massa adiposa, ma anche a perdita di tessuto muscolare ed, in alcuni casi, a demineralizzazione ossea

In caso di magrezza sostenuta da disturbi del comportamento alimentare, il quadro è più complicato e dettato da un'alterata percezione dell'immagine corporea. L'anoressia nervosa comprende sintomi che variano dall'intensa attività fisica associata a rifiuto sistemico di determinati cibi, sino al ricorso a condotte di eliminazione (vomito autoindotto, diuretici, lassativi ecc.) in seguito a copiose abbuffate.


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