Karité - Burro di Karité

Cos'è il Burro di Karité

Il burro di karité costituisce una miscela di sostanze grasse ricavata dai semi di Vitellaria paradoxa (o Butyrospermum parkii), un albero appartenente alla famiglia delle Sapotacee. Questo pianta legnosa ad alto fusto - nota anche come "albero della giovinezza", in ricordo delle straordinarie proprietà rigeneranti - cresce negli aridi e sterminati paesaggi della savana sub-sahariana.

La droga, dalla quale si ricava il famoso burro di karité, è costituita dai semi (2-3 per ogni frutto).karité albero

Produzione

Secondo il metodo di produzione tradizionale, i frutti della pianta di karité devono essere raccolti da metà giugno a metà settembre. I semi verranno poi liberati dalla polpa che li avvolge e saranno sottoposti ad una serie di lavorazioni al fine di ottenere il burro. Tali operazioni consistono in:

  • Preventiva bollitura, tostatura o fumigazione dei semi (quest'operazione è facoltativa);
  • Essicazione al sole che deve durare circa un mese;
  • Frantumazione del seme, pestatura e macinatura, fino ad ottenere un composto pastoso;
  • La pasta ottenuta in questo modo viene addizionata di acqua. La miscela viene poi portata ad ebollizione ed in seguito filtrata.

Al termine di tutti questi procedimenti si ottiene un burro non raffinato il cui colore può variare dal bianco fino al giallo.
Attualmente, per velocizzare il processo di produzione, anziché manualmente, il burro viene ottenuto per compressione meccanica, oppure viene estratto attraverso l'impiego di solventi adeguati.

Composizione

La composizione del burro di karité è influenzata da diversi fattori. Difatti, essa può variare in funzione delle condizioni in cui cresce la pianta, in funzione del periodo nel quale vengono raccolti i frutti e a seconda del metodo estrattivo utilizzato.
Ad ogni modo, come molti altri prodotti vegetali analoghi, il burro di karité è composto principalmente da una ricca miscela di acid grassi, quali:

  • Acido oleico (39-68%);
  • Acido stearico (22-50%);
  • Acido linoleico (4-8%);
  • Acido palmitico (3-12%);
  • Acido arachico (0-3,5%);
  • Acido alfa-linolenico (0-1,6%);
  • Acido laurico (0-1,5%).

Altri acidi grassi rientranti nella composizione del burro di karité sono l'acido miristico, l'acido vaccenico, l'acido beenico, l'acido lignocerico e l'acido gadoleico.
Fra i componenti del burro di karité ritroviamo anche vitamine liposolubili ad azione antiossidante, come la provitamina A e la E, che gli conferiscono gran parte delle preziose virtù ad esso ascritte.

Proprietà

karitéVista la sua ricca e variegata composizione, il burro di karité è dotato di numerose proprietà che vengono sfruttate sia in campo dietetico che cosmetico.
Nel dettaglio, il burro di karité è dotato di:

  • Proprietà idratanti;
  • Proprietà nutrienti;
  • Proprietà emollienti;
  • Proprietà rigeneranti;
  • Proprietà antiossidanti.

Le proprietà rigeneranti e antiossidanti del burro di karité fanno sì che questo prodotto sia particolarmente apprezzato anche nel mondo della cosmetica antiage.

Usi

Come accennato, vista la sua composizione e date le sue particolari e numerose proprietà, il burro di karité è impiegato sia in ambito alimentare che nell'ambito della cosmesi.

Usi cosmetici

Il burro di karité è utilizzato, sia in ambito locale che internazionale, nel trattamento di pelli screpolate, capelli secchi e più in generale per tonificare ed ammorbidire l'epidermide. Per questo motivo rientra nella composizione di molteplici prodotti cosmetici, come saponi, pomate e creme varie (nutrienti, ammorbidenti, emollienti, antirughe, antismagliature, antinfiammatorie, antinvecchiamento cutaneo, calmanti, fotoprotettive e doposole).
Una volta spalmato sulla cute, il burro di karité viene assorbito rapidamente senza lasciare quella spiacevole sensazione di unto.
Utilizzato puro (da fonti controllate e certificate), il burro di karité può rivelarsi un preziosissimo alleato in caso di:

  • Secchezza della pelle;
  • Arrossamenti cutanei;
  • Scottature e ustioni;
  • Irritazione cutanea;
  • Dermatiti;
  • Eritemi;
  • Smagliature (se applicato durante la gravidanza, ilò burro di karité sembra essere in grado di prevenirne la comparsa);
  • Prevenzione delle ragadi al seno causate dall'allattamento;
  • Irritazioni da pannolino, da rasatura e da epilazione.

Allo stesso tempo, il burro di karité è in grado di difendere la pelle dalle radiazioni solari ed è un ottimo rimedio per donare sollievo cutaneo dopo l'esposizione al sole. Tuttavia, a tal proposito, è importante ricordare che in nessun caso il burro di karité deve essere utilizzato come sostituto dei filtri solari.
In campo tricologico si utilizza nella preparazione dei balsami, per ridare vitalità a capelli secchi, crespi e sfibrati. In questo caso, il prodotto va lasciato in posa per qualche minuto sui capelli umidi, prima di sciacquarlo via con un generoso lavaggio.
Allo stesso tempo, il burro di karité puro può essere impiegato sui capelli come una vera e propria maschera da tenere in posa per circa 30 minuti. Trascorso questo tempo si può procedere col normale lavaggio dei capelli che appariranno più morbidi e idratati.


Vedi anche: burro di karité nei cosmetici

Usi alimentari

In campo alimentare, il burro di karité può essere utilizzato al pari di un comune olio da tavola, oppure addizionato al burro di cacao per produrre cioccolato. Ancora, se miscelato con altri burri vegetali, il burro di karité può essere impiegato come succedaneo a quello di cacao. In effetti, lavorando a caldo la mandorla, ottenuta per ebollizione, essicazione e frantumazione del seme, si ricava una pasta dall'aroma amarognolo e dal colorito simile a quello del burro di cacao.
Il burro di karité, ottenuto per successive lavorazioni della pasta, presenta una composizione caratteristica e si distingue per l'elevata percentuale di sostanze insaponificabili (che varia dal 5 al 15% a seconda della provenienza). Per fare un paragone, nell'olio di oliva tale percentuale si aggira intorno al due e mezzo percento, mentre in quello di avocado tra i due ed i sei punti percentuale.




Ultima modifica dell'articolo: 31/05/2017