Effluvio e defluvio

Effluvio e defluvio sono termini molto utilizzati in dermatologia, in modo particolare in ambito tricologico. Valutare se la perdita di capelli ha il carattere di effluvio o defluvio, acuto o cronico, risulta infatti fondamentale per inquadrare i problemi di diradamento e porvi rimedio. Non a caso, lEfluvioa classificazione clinica dell'alopecia viene spesso posta sulla base della quantità di capelli perduti. Si distinguono in tal senso gli effluvi, caratterizzati da perdite quantitativamente importanti di capelli nell'unità di tempo, dai defluvi, in cui la perdita di capelli è più lenta e contenuta.

Una sottoclassificazione prende in esame anche la fase di crescita in cui si trovano i capelli caduti. Brevemente, ricordiamo che il ciclo vitale di un capello si compone di tre fasi contigue:

  • Anagen: è la fase di crescita, che interessa contemporaneamente percentuali variabili tra l'80% ed il 90% dei capelli; la sua durata, di svariati mesi o addirittura di anni, tende a diminuire in presenza di alopecia androgenetica.
  • Catagen: è la fase di caduta del capello e dura circa due settimane;
  • Telogen: è la fase di riposo del capello che precede la caduta (catagen), e dura circa 100 giorni. La lunghezza di questo periodo tende ad aumentare in presenza di alopecia androgenetica, fino all'inversione del rapporto temporale tra anagen e catagen.

Possiamo quindi parlare di efluvi in anagen, efluvi in telogen, defluvi in anagen e defluvi in telogen.

Le fasi vitali del capello possono essere valutate mediante un esame chiamato tricogramma.

Effluvio in anagen

Si caratterizza per la perdita di capelli in misura di diverse centinaia, o addirittura di migliaia di unità, in fase anagen (di crescita). Tale condizione si presenta classicamente qualche giorno dopo un evento particolarmente stressante, come avvelenamenti, dieta aproteica, chemioterapia, esposizione a radiazioni ionizzanti o malattie febbrili. In soggetti predisposti, questi eventi stressanti provocano alopecia areata, che si caratterizza appunto per un pesante effluvio in anagen. In ogni caso la caduta è autolimitante ed in genere i capelli perduti ricrescono spontaneamente se l'evento stressante non si ripresenta.

Effluvio in telogen

EFLUVIO IN TELOGEN ACUTO: intervengono anche in questo caso eventi stressanti, che tuttavia si sono manifestati non pochi giorni, bensì circa tre mesi prima dell'efluvio. L'imponente perdita di capelli può essere la conseguenza di interventi chirurgici, emorragie, lutti o malattie febbrili. Il fenomeno è autolimitante.

EFLUVIO IN TELOGEN CRONICO: si apprezza una caduta di capelli importante e relativamente costante nel tempo. Più frequente nelle donne, è generalmente legato ad un disturbo cronico della crescita pilifera, spesso senza tendenza alla risoluzione spontanea. Tra le principali cause di telogen cronico ricordiamo donazioni frequenti di sangue, gravi malattie psichiche, distiroidismi, malattie sistemiche croniche od uso prolungato di alcuni farmaci (retinoidi, interferone, eparina, alcuni contraccettivi orali, allopurinolo...).

Defluvio in anagen

Si caratterizza per una perdita di capelli superiore alla norma, ma senza i caratteri drammatici dell'effluvio. Il diradamento si deve alla progressiva perdita dei follicoli, secondaria alla loro distruzione; è tipico delle alopecie cicatriziali e può rappresentare la conseguenza di malattie come lichen planus, lupus cutaneo eritematoso discoide, follicolite alopecizzante, sclerodermia lineare (morfea), pseudoarea di Broq, tricomalacia ed alopecia cicatriziale da radiazioni.

Defluvio in telogen

Nella maggior parte dei casi, la caduta dei capelli si caratterizza per un defluvio in telogen. E' infatti questa la manifestazione caratteristica dell'alopecia androgenetica, condizione legata all'attività degli ormoni androgeni in un terreno geneticamente predisposto; come anticipato, tale malattia si caratterizza per una caduta moderata dei capelli, accompagnata dalla loro graduale involuzione (diventano sempre più sottili, corti e depigmentati). A differenza del defluvio in anagen, nell'alopecia androgenetica il follicolo viene conservato, ma diviene sempre più superficiale.

Oltre all'alopecia androgenetica, sia maschile che femminile, nella donna il defluvio in telogen si accompagna anche a stati di iperprolattinemia, anoressia nervosa e a tutte le forme di alopecia correlata ad iperandrogenismo (sindrome dell'ovaio policsitico, neoplasie secernenti androgeni...) e/o ipoestrogenismo (menopausa, post-partum, sospensione della pillola anticoncezionale...).


Ultima modifica dell'articolo: 11/01/2016