Diagnosi irsutismo

Va innanzitutto precisato che la comparsa di pochi peli isolati non basta, da sola, a porre diagnosi di irsutismo. Solo la presenza di una peluria eccessiva e diffusa deve suscitare la complessa sequenza di interventi per la diagnosi e la terapia che l'irsutismo richiede.
È sempre opportuno, prima di iniziare l'iter diagnostico, distinguere l'ipertricosi dall'irsutismo. Mentre l'ipertricosi presenta un aumento generale dei peli somatici, non sessuali, non pigmentati, nell'irsutismo la peluria invade le aree corporee caratteristiche dell'uomo (volto, torace, addome, perineo e regioni inguinali). Va anche tenuto presente che l'ipertricosi è spesso familiare, compare già prima dell'età dello sviluppo e non dipende dagli  androgeni, anche se può essere stimolata dagli stessi androgeni. Di solito, risulta poco sensibile alle terapie antiandrogene. Nell'irsutismo, la peluria, rispetto all'ipertricosi, è più densa, più spessa, ed il pelo è pigmentato. Infine, l'irsutismo non presenta caratteristiche familiari ed è tipicamente androgeno-dipendente.
Per quanto riguarda la natura dell'irsutismo, è necessario tenere presente che esso può essere di origine ovarica, surrenalica, oppure il frutto di una ipersensibilità del follicolo pilo-sebaceo agli ormoni androgeni circolanti, i cui livelli sono però normali (irsutismo idiopatico).
La diagnosi si esegue prima di tutto interrogando la paziente (anamnesi) ed osservando tutta la sua cute, soprattutto facendo attenzione al numero di follicoli piliferi presenti per centimetro di pelle ed al loro grado di pigmentazione (colore). Il medico deve considerare particolarmente importanti le informazioni riferitegli dalla paziente che riguardano la rapidità con cui l'irsutismo si è sviluppato, la presenza o meno di irregolarità mestruali, la razza e l'uso di particolari farmaci. Un irsutismo comparso nell'epoca dello sviluppo, con alterazioni dei flussi mestruali ed ovaie aumentate di volume (visibili all'ecografia), orientano verso una sindrome dell'ovaio policistico. Un irsutismo di vecchia data, con virilizzazione parziale degli organi genitali esterni, deve far pensare ad un disordine non tumorale della corticale del surrene, mentre un irsutismo che insorge in maniera repentina, con notevole intensità e tendenza evolutiva deve far pensare soprattutto ad un tumore del surrene o dell'ovaio. Quando l'irsutismo persiste per lungo tempo, è piuttosto esteso, tende ad una progressiva ma lenta accentuazione, risulta familiare o su base razziale e non è associato ad alterazione dei flussi mestruali, né ad acne, né a seborrea, si può parlare di irsutismo idiopatico. Un irsutismo associato all'obesità , a volte in pazienti diabetiche, può far risalire ad una alterazione del metabolismo dei carboidrati con aumento dell'insulina.
La comparsa di un irsutismo lieve in gravidanza è abbastanza frequente.
Osservando la paziente (esame clinico ispettivo) il primo passo consiste nella valutazione del tipo di irsutismo; solitamente si segue una scala che valuta la presenza di peli in 11 zone corporee e che assegna un punteggio da 0 a 4 a ciascuna zona in base all'entità dell'irsutismo.

 

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Altri segni che devono essere presi in considerazione sono l'acne, la grassezza della pelle, l'eventuale aumento del desiderio sessuale, un aumento del volume del clitoride ed una eventuale mascolinizzazione. Quest'ultima rappresenta l'effetto più grave dell'azione degli ormoni androgeni. Di solito, ma non sempre, è legata alla presenza di un tumore ed è caratterizzata da una disposizione di tipo maschile dei peli, aumento delle dimensioni del clitoride, aumento delle masse muscolari ed  ispessimento della voce.
Le cause dell'irsutismo dovranno essere ulteriormente precisate attraverso una serie di esami di laboratorio. I vari esami utilizzati, hanno permesso di stabilire che la maggior parte delle donne irsute presenta un'alterata ed eccessiva produzione di androgeni. I più importanti sono basati sulla determinazione dei livelli circolanti di testosterone (nel sangue risulta aumentato nella maggior parte delle donne irsute) e dell'androstenedione.
In assenza di ovulazione, inoltre, sarà opportuno eseguire anche un dosaggio della prolattina (PRL) e degli ormoni tiroidei.
Se si sospetta una sindrome di Cushing, le indagini più utili sono la valutazione dell'escrezione dell'ormone cortisolo libero nelle urine delle 24 ore (valori normali vanno da 10 a 90 milligrammi) e del livello plasmatico del cortisolo nella tarda sera (valori normali inferiori a 15 milligrammi su decilitro).

Infine, il medico si può avvalere anche di indagini strumentali, come l'ecografia delle ovaie, molto importante per valutare l'eventuale presenza di un ovaio policistico, così come nell'individuazione di tumori ovarici. Per il surrene, l'ecografia è valida solo in caso di tumori voluminosi che, tuttavia, vanno confermati da una risonanza magnetica o da una TAC.


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