Creme schiarenti

Tra i tanti segni che l'invecchiamento cutaneo porta con sé, rientrano a pieno titolo le ipermelanosi, macchie scure dovute ad un'accumulo locale di melanina riconducibile a vari fattori, primi fra tutti l'eccessiva esposizione al sole o alle lampade abbronzanti, e le variazioni endocrine legate alla menopausa o all'assunzione di farmaci ad attività ormonale (anticoncezionali, terapia ormonale sostitutiva).

Ingrediente cosmetico Attività schiarente
Acido Kojico Disattivazione della tirosinasi per chelazione dello ione rame presente nell'enzima
Acido Ascorbico L'attività antiossidante contrasta i fenomeni ossidativi alla base della melanogenesi; inoltre accelera il turnover cutaneo
Acido azelaico Proprietà inibitorie nei confronti della tirosinasi
Glicirizzina Inibizione competitiva dell'enzima tirosinasi
Acido ellagico Inibisce la tirosinasi per chelazione del rame + effetto antiossidante
Arbutina Inibisce l'enzima tirosinasi

Dati alla mano, in Italia oltre il 40% delle donne di età compresa tra i 50 e i 60 anni dichiara la presenza di macchie ipermelaniche sulla propria pelle. Da qui l'esigenza di utilizzare creme schiarenti per contrastare il fiorire di queste macchie scure, risultato di una distribuzione disomogenea della melanina nella cute. Tra gli ingredienti più efficaci presenti nelle moderne formulazioni cosmetiche schiarenti si ricordano: l'acido ascorbico (o vitamina C), l'acido azelaico, l'acido kogico, l'arbutina, l'acido ellagico, il Nonapeptide-1 e l'estratto di liquirizia (glicirizzina). Tutte queste sostanze esplicano la propria attività schiarente inibendo la melanogenesi, ovvero la sintesi di melanina. Il loro effetto alle concentrazioni d'uso ammesse in cosmesi è comunque blando; ne consegue la necessità di impiegare i prodotti schiarenti con costanza e per periodi prolungati. Assai più efficaci in termini depigmentanti, ma anche pericolosi se usati in modo improprio, sono gli esfolianti chimici, spesso usati in combinazione con gli ingredienti sopraccitati. Queste sostanze, tra cui spiccano per notorietà l'acido mandelico e l'acido glicolico, hanno sostanzailmente lo scopo di rimuovere le cellule morte, ricche di melanina, che tendono a "cementarsi" in superficie. Agendo in questo modo, gli esfollianti liberano gli strati epidermici sottostanti, più chiari e luminosi, e promuovono il turnover epidermico stimolando la formazione di nuove cellule. Questi prodotti, sebbene potenzialmente molto efficaci, sono da evitare assolutamente in caso di esposizione al sole, durante la quale si possono comunque usare creme con ingredienti cosmetici schiarenti, purché prive di esfollianti ed agenti fotosensibilizzanti, e abbinate ad una protezione solare elevata, che impedisca la sintesi di nuova melanina con imbrunimento delle aree predisposte all'insorgenza di ipermelanosi.



Ultima modifica dell'articolo: 17/04/2015