A cura di Sasha Sofo
La cellulite è un "infiammazione del tessuto sottocutaneo", con infiltrazione di noduli - dolorosi al tatto - e di depositi di grasso; è un processo degenerativo dei tessuti connettivi ed adiposi che colpisce il 95-98% della popolazione femminile e molto raramente quella maschile.
Sarebbe più corretto definirla CELLULALGIA, PANNICULOPATIA O INDURIMENTO CELLULALGICO; in ogni caso, la cellulite va considerata non solo come problema estetico, ma come una vera e propria malattia.
Negli ultimi 30 anni il concetto di bellezza femminile si è modificato radicalmente: dalla femminilità florida ed abbondante si è passati a fisici più atletici, longilinei, con spalle più larghe e maggior percentuale di muscoli. Si è quindi sviluppata la consapevolezza di problemi quali l'obesità , le smagliature e la cellulite.
E' stata la popolazione femminile ad imporla all'attenzione dei medici; in particolare, le donne prendono in considerazione questo problema - che colpisce giovani e meno giovani, grasse e magre - soprattutto in prossimità della stagione estiva.
Generalmente la cellulite si presenta in quattro modi diversi a seconda del livello di gravità:
- non si vede, se non comprimendo con le dita la zona interessata ed in condizioni di particolare illuminazione.
-si intravede, si apprezzano ombre leggere, segni di rilievi e grumi cellulitici disegnati sulla pelle.
-il grasso che preme contro le fibre cutanee forma piccole protuberanze, rendendo l'epidermide ruvida e creando la classica pelle a buccia d'arancia.
-presenta buchi e nodosità, si assiste ad un inspessimento del tessuto sottocutaneo e ad un aumento della consistenza di tutta la cute, accompagnato da diminuzione della sua elasticità.
La struttura al tatto non è uniforme, ma granulosa ed indurita. La zona e dolorante perché i filamenti nervosi sono compressi dall'inspessimento delle fibre connettive.
Possiamo distinguere 3 tipi di cellulite:
Nel 60% dei casi i 3 tipi di cellulite sono associati. La sintomatologia è caratterizzata da calore al tatto, sensazione di peso e stanchezza nelle gambe, formicolii alle dita dei piedi, facilità ai lividi, dolori muscolari ed alterazioni locali nei capillari, con rottura degli stessi (in questo caso rivolgersi ad un angiologo). Nel caso si volesse la certezza matematica di trovarsi in presenza di cellulite si può ricorrere alla "termografia".
Le zone in cui si localizza di preferenza sono le natiche, il ventre, i polpacci, l'esterno delle cosce, la nuca e le braccia. Anomalie frequenti sono il cosiddetto "stivale" - in cui la cellulite colpisce la caviglia, il polpaccio ed il ginocchio, dando origine a disturbi circolatori - il "salsicciotto" - con cellulite localizzata nella zona posteriore della coscia, vicino all'articolazione del ginocchio - e la "culotte de cheval" o "pantaloni da cavallerizza", con eccessiva iperlordosi lombare ed addome prominente, rilassamento muscolare e cellulite nella zona dei glutei e delle cosce.
Come abbiamo visto la cellulite è un'infiammazione tissutale, sostenuta da problemi circolatori e da uno stato di intossicazione generale. Di conseguenza la dieta dovrà mirare, congiuntamente agli altri trattamenti, alla disintossicazione dell'organismo.
Elenchiamo di seguito alcuni punti da ricordare nell'impostazione di uno schema dietetico in presenza di cellulite:
ATTIVITA' FISICA E CELLULITE
Il trattamento della cellulite non può essere univoco, ma deve avvalersi di terapie specifiche, attività fisica e diete appropriate. E' da sottolineare che le cure "locali", avulse da un piano d'intervento che coinvolga ginnastica e dieta, possono portare a miglioramenti in genere non superiori al 50% dello stato patogeno.
Il trattamento sarà condizionato dallo stato di gravità della cellulite; a seconda delle fasi si ricorrerà a metodiche dolci, tipo ginnastica e trattamenti localizzati, fino al trattamento chirurgico (tenendo presente che il risultato ottenuto non sarà comunque definitivo e la cellulite potrà riformarsi).
L'attività fisica riveste un ruolo di primaria importanza nel trattamento di questa patologia, sia come prevenzione, sia come cura, che come supporto alle tecniche specifiche (massaggi, agopuntura, talassoterapia, idromassaggi e saune, termomassaggi, linfodrenaggio, mesoterapia, bagni, applicazioni...). Sarebbe più corretto considerare tali tecniche come supporto all'attività fisica, ricordando infatti che qualsiasi intervento che la escluda è efficace solo al 50%. Il movimento, infatti, aumenta il tono dei muscoli e rimette in funzione gli adipociti che li ricoprono, innescando il processo che porta a bruciare quelli in eccesso, aumentando inoltre l'ossigenazione e la rigenerazione cellulare. Come trattare quindi la cellulite in palestra?
Abbiamo visto che una delle sue cause e conseguenze è il ridotto volume muscolare.
Il tessuto muscolare, a livello metabolico, è da 10 a 20 volte più attivo di quello adiposo, sia a riposo che in attività. Quindi, un muscolo tonico e ben sviluppato è di per sè garanzia di assenza di cellulite. In effetti, è pressoché impossibile, o molto raro, vedere un culturista o un atleta di fitness con la cellulite. Tenendo però presente che si tratta di un'infiammazione del tessuto sottocutaneo, dobbiamo adottare strategie di allenamento che non aggravino questo processo flogistico. Dobbiamo quindi evitare che l'intensità dell'esercizio provochi massiccia produzione di acido lattico e microlesioni muscolari. Nell'impostazione di un programma di bodybuilding tenete quindi sempre presente il concetto di gradualità, partendo da esercizi a corpo libero o con piccoli sovraccarichi. Prendetevi il tempo necessario per realizzare dei cambiamenti di rilievo, almeno un anno, poiché mai come in questo caso la fretta è controproducente. Riattivare un tessuto inerte è un processo che richiede tempo, quindi rendete partecipi i vostri clienti di questo. Date la giusta importanza all'attività aerobica, per riattivare la circolazione, ma soprattutto alle metodiche come il circuit trining, i circuiti aerobici, P.H.A ecc.
DALLA COMMUNITY
Ciao .. sono una vegetariana da oltre 10 anni ..: Ti do giusto un altro consiglio personale.
Se sei vegetariana e vuoi rimanere tale se i tuoi valori ematici sono apposto puoi tranquillamente rimanere tale.
Ma se la tua è proprio una voglia di iniziare mangiarla la carne a mio avviso considerando che il tuo fisico non è "allenato alla carne&...
Avendo insulino resistenza quale sono i cibi da eliminare a parte i dolci?: Tu hai fatto bene a puntualizzare. Lo hai fatto educatamente.
![]() |
Analisi Traumatologica degli esercizi di Pesistica |
| Nella lezione di oggi analizzeremo i vari esercizi di pesistica dal lato delle potenzialità traumatologiche acute o da usura. Preso ogni esercizio, mostrerò nel dettaglio tutti gli errori di esecuzione che possono procurare lesioni |
DAL BLOGULTIMI ARTICOLI
Heavy Duty: come iniziare?
Le capacità relazionali nel fitness
Alimentazione e Psiche
Escherichia Coli e malattie alimentari
Dieta calcoli colecisti
Elementi nutritivi