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CALORIE: purtroppo molti consumatori si lasciano
sedurre da pubblicità fuorvianti come il chiaro riferimento al ridotto contenuto calorico che appare in etichetta.
In realtà se si esaminano meglio gli ingredienti ci si accorge che tale caratteristica dipende solamente dal peso estremamente contenuto dell'alimento.
I grassi sono nutrienti molto energetici dal momento che ogni grammo sviluppa all'incirca nove Kcal. Basterebbero quindi 12 grammi di grassi, l'equivalente di un cucchiaio abbondante di olio di oliva per superare la soglia delle 100 Kcal.
Gli zuccheri dovrebbero essere sostituiti con dolcificanti ipocalorici. Ne basterebbero infatti pochi grammi per innalzare notevolmente il contenuto calorico della barretta. Discorso analogo per il cioccolato per il quale 15 grammi sarebbero sufficienti a coprire l'intero apporto energetico (80 Kcal).
Il consumatore dovrà quindi fare riferimento esclusivamente ai valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto. In questo modo potrà accorgersi che il contenuto calorico è in molti casi simile a quello degli snack tradizionali.
Ovvio che se una barretta pesa soltanto 20 grammi per forza di cose avrà un basso tenore di calorie (ad es. 85 Kcal). Se però andiamo a leggere meglio i valori nutrizionali o facciamo a mente un rapido calcolo ci accorgiamo che le calorie per 100 grammi sono ben 425, praticamente le stesse delle classiche merendine.
Una barretta dietetica, per essere considerata tale, non dovrebbe in ogni caso superare le 250-300 Kcal per 100 grammi.
POTERE SAZIANTE: per alcune barrette (proteiche, a zona ecc.) è elevato anche se non nell'immediato; per altre invece è molto basso. Esso dipende essenzialmente dal contenuto in grassi, proteine e fibre dell'alimento.
Mentre una mela grazie alla presenza di fibre solubili (pectina) è in grado di legare acqua ed aumentare il contenuto del lume intestinale rallentando la digestione, le barrette a base di carboidrati non hanno le medesime proprietà. Per questo motivo si consiglia di preferire quelle con un contenuto di fibra superiore al 5% bevendo dell'acqua a breve distanza dalla loro assunzione.
Al contrario è bene evitare le barrette iperglucidiche, alimenti decisamente poco sazianti, oltre che costosi. Vanno quindi scartate le barrette più "commerciali" comuni soprattutto tra gli scaffali del supermercato. E' il caso per esempio di alcune barrette a base di cereali le cui aziende produttrici cercano di sfruttare la buona reputazione di questa categoria di alimenti per commercializzare al meglio i loro prodotti. Peccato che ad un contenuto calorico elevato si associ pure un basso potere saziante, dovuto alla scarsità di fibre, grassi e proteine.
AROMI VARI: per migliorare l'appetibilità delle barrette dietetiche vengono spesso aggiunti aromi artificiali che simulano il gusto di particolari alimenti. Generalmente i prodotti più sicuri sotto questo punto di vista sono quelli dal gusto vanigliato che richiedono tra l'altro l'aggiunta di un minor quantitativo di zuccheri. Da evitare invece i prodotti al gusto frutta, a meno che non si tratti di barrette in cui sono effettivamente presenti pezzi naturali di frutta disidratata.
Veramente ottime sono le barrette dietetiche a base di carrube. La farina di questo alimento ha infatti un sapore simile al cioccolato ma è molto meno calorica e ricca di fibre.
GRASSI: vero tallone di Achille di gran parte delle barrette presenti in commercio. Basta dare una rapida occhiata agli ingredienti per rendersi conto che in molti casi sono presenti grassi vegetali idrogenati. A volte tale caratteristica viene mascherata dietro la semplice scritta "margarina" o "grassi vegetali".
Anche se nell'etichetta vengono riportati ingredienti come "mix di oli tropicali", "olio o grasso di palma", si è comunque in presenza di un alimento "dannoso" poiché ricco di grassi saturi. Va meglio invece se viene utilizzato l'olio di cocco più ricco di grassi a media catena (MCT) e più povero di lipidi a lunga catena.
Quando compaiono scritte più generiche e viene utilizzato il semplice termine "oli vegetali" non abbiamo alcuna garanzia sul tipo di grassi impiegati e siamo generalmente in presenza di un alimento dalle scarse qualità.
In altri casi invece viene invece chiaramente sottolineato l'utilizzo di uno o più oli vegetali come quelli di girasole, di oliva, di soia, di arachide o di sesamo; in questi casi le qualità nutrizionali della barretta sono decisamente migliori.
Molto interessante l'impiego di olio di pesce, utilizzato soprattutto nella produzione delle barrette a zona, poiché apporta anche una quota di acidi grassi polinsaturi in grado di proteggere l'organismo dalle malattie cardiovascolari.
Oggi vengono commercializzate anche barrette in cui viene chiaramente publicizzato l'impiego di grassi vegetali NON idrogenati. Senza dubbio si tratta di alimenti migliori di quelli che li utilizzano ma ancor lontani dall'essere considerati del tutto innocui o salutari.
VITAMINE: l'aggiunta di vitamine accresce la qualità del prodotto agli occhi del consumatore che però dovrebbe prestare molta attenzione anche agli altri ingredienti senza lasciarsi distrarre troppo da pubblicità fuorvianti.
Come abbiamo visto le barrette dietetiche possono essere utilizzate come spuntino o come alimento sostitutivo del pasto in casi particolari. Abbiamo anche visto come in commercio esistano molti prodotti di qualità scadente ed assolutamente sfavorevoli dal punto di vista dietetico. In ogni caso qualunque sia il grado di qualità del prodotto è possibile trovare delle alternative altrettanto salutari al suo impiego.
Una mela di medie dimensioni (200 g) insieme ad una manciata di frutta secca (15 g) apporta all'incirca 170 Kcal. Anche in questo caso si tratta di uno spuntino pratico ed equilibrato dal punto di vista energetico. Se si escludono eventuali contaminazioni da residui di pesticidi contenuti nel frutto lo spuntino è anche perfettamente compatibile con le regole di un alimentazione salutistica.
La scelta della frutta secca dovrebbe ricadere su quella commercializzata con il proprio guscio, se questo viene eliminato il prodotto acquista praticità ma anche una serie di antiossidanti artificiali necessari per evitare l'irrancidimento e l'ossidazione dei grassi.
Un piccolo panino con qualche foglia di lattuga e dell'affettato magro, possibilmente scelto tra quelli senza nitrati (E251 E252) e nitriti (E249 E250) è un altro esempi di spuntino salutare e bilanciato.
Anche una spremuta di arance, seppur priva di proteine e grassi, per l'elevato apporto di fibre, vitamine ed antiossidanti, potrebbe essere una valida alternativa per uno veloce spuntino al bar.
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