Pianetadonna
Integratori
      Ultima modifica: 23/11/2011

Autoemotrasfusione

Prima dell'avvento dell'eritropoietina (EPO), la tecnica dell'autoemotrasfusione era piuttosto diffusa nel mondo dello sport.

Tramite questo procedimento era possibile incrementare il numero di globuli rossi, assicurando una maggiore disponibilità di ossigeno ai muscoli. Grazie a tale proprietà l'autoemotrasfusione era in grado di innalzare significativamente il livello prestativo dell'atleta.

AutoemotrasfusioneI suoi effetti dopanti si basano su presupposti fisiologici simili a quelli dell'EPO, delle tende ipo-ossigenate e degli allenamenti in altura.

L'autoemotrasfusione rientra nel cosiddetto "doping ematico o emodoping", che comprende diverse tecniche dopanti. Nel mondo dello sport viene considerata pratica illecita, in quanto unicamente tesa ad aumentare artificiosamente la prestazione sportiva.

Il doping ematico omologo si basa sull'utilizzo di sangue proveniente da un'altra persona (donatore), proprio come avviene tradizionalmente negli ospedali.

La seconda tecnica è rappresentata dal cosiddetto doping ematico autologo (autoemotrasfusione). Un mese prima della gara dallo stesso soggetto vengono estratti in media 700-900 ml di sangue, che vengono poi conservati e rimessi in circolo uno o due giorni prima dell'impegno agonistico. In seguito alla trasfusione si verifica un repentino miglioramento della capacità aerobica e della prestazione nelle prove di resistenza (ciclismo, maratona, nuoto di durata, trhiatlon, sci nordico ecc.). L'autoemotrasfusione non apporta invece benefici significativi agli atleti impegnati in discipline anaerobiche (sollevamento pesi, gare di salto e di sprint, lancio del peso, ecc).

La tecnica dell'autoemotrasfusione viene utilizzata anche nella pratica medica, per esempio in preparazione di interventi chirurgici importanti.

Effetti positivi e pericoli per la salute

Nata a Ferrara nella prima metà degli anni 80, l'autoemotrasfusione causa un aumento pressoché immediato della massa eritrocitaria (entro 48 ore dalla reinoculazione si assiste ad un incremento medio dell'emoglobina plasmatica dall'otto fino al 15%). Dopo la trasfusione, l'atleta riesce così ad incrementare la propria prestazione dal 5 al 10%.
In seguito al prelievo iniziale l'organismo impiega invece circa 6 settimane per riportare i livelli di emoglobina nella norma.

In questi ultimi anni la pratica dell'autoemotrasfusione è tornata in voga, dopo essere stata messa in pensione dalla scoperta dell'epo. Il vantaggio di questa metodica dopante deriva dall'assoluta mancanza di test antidoping in grado di individuare l'atleta che ne ha fatto ricorso. Sebbene l'autoemotrasfusione abbia un'efficacia inferiore rispetto all'eritropoietina, è stata proprio la mancanza di test in grado di individuarla a decretarne il recente successo.

A differenza dell'automeotrasfusione, che é praticamente impossibile da provare se non con la confessione dell'imputato colto sul fatto, in caso di doping ematico autologo nel sangue dell'atleta si possono individuare antigeni minori dei globuli rossi del donatore (positività ai controlli).

Rispetto a tale metodica l'autoemotrasfusione neutralizza inoltre il rischio di contagio (AIDS; epatiti ecc.) ed evita  reazioni da sangue non compatibile.

L'autoemotrasfusione non è tuttavia priva di effetti collaterali: innanzitutto l'atleta accusa una diminuita performance in allenamento nei giorni successivi al prelievo ed il rischio che si formino coaguli di sangue dopo la reinoculazione (infarto, embolia, ictus) non è trascurabile.

Inoltre l'autoemotrasfusione introduce nell'organismo importanti quantitativi di ferro, con il rischio che questi vadano a compromettere la funzionalità degli organi di deposito (fegato, milza, pancreas e reni), già provati dall'intensa attività fisica.


Letture di approfondimento

Globuli rossi


Reticolociti
Ematocrito
Anemia falciforme
Emocromo
Globuli rossi
Policitemia
2,3 Difosfoglicerato
Anemia da carenza di folati e malattie associate
Anemia e malattie associate
Anemia perniciosa e malattie associate
Anemie
Aranesp doping
Emocromo, anemie e patologie
Emoglobina mioglobina
Emopessina
EPO eritropoietina doping






DALLA COMMUNITY


Ultima domanda

Foto utenteIntegrare creatina serve a qualcosa?: ciao Manuel.... il discorso e'.... dieta ipocalorica = definizione.... creatina in massa serve in def non la vedo molto bene.... per prima cosa , la crea lavora sulla ritenzione, cosa che in def , anche amatoriale non e' mai una buona cosa... ma poi ne sfrutti al max proprio con una alimentazione / allenamento...
 

Ultima risposta

Foto professionistaPersonal Trainer: Ivan Mercolini

Abbassare i recuperi: Buonasera. Faccio un ultimo intervento, non vado oltre, poichè sarebbe eccessivamente ambizioso da parte mia pretendere di convincerVi. La confusione nel campo della teoria dell’allenamento esiste da anni, e ogni anno si aggiunge zavorra. Se conosceste le leggi biologiche/fisiologiche del corpo umano...

 
  • Analisi Traumatologica degli esercizi di Pesistica Analisi Traumatologica degli esercizi di Pesistica
    Nella lezione di oggi analizzeremo i vari esercizi di pesistica dal lato delle potenzialità traumatologiche acute o da usura. Preso ogni esercizio, mostrerò nel dettaglio tutti gli errori di esecuzione che possono procurare lesioni

DAL BLOGULTIMI ARTICOLI

Versione Mobile
Mercoledì, 8 febbraio 2012 ore 19:04