Farmaci antiasmatici

L'asma

Parallelamente al crescente tasso di inquinamento ambientale, le forme asmatiformi sono in continuo aumento. Le persone asmatiche diventano ipersensibili a stimoli di diversa natura (chimica, fisica, termica, allergenica), che sono poi la causa scatenante della crisi asmatica.

L'asma è un'infiammazione cronica delle vie respiratorie in cui i bronchi si presentano ristretti per la presenza di edema e, saltuariamente, a causa di sostanze spasmogene rilasciate da cellule locali o da cellule che si infiltrano a livello bronchiale attraverso il torrente circolatorio.

Queste sostanze, dette appunto spasmogeni, sono i mediatori della broncocostrizione e possono provocare un attacco asmatico immediato oppure tardivo.

I principali mediatori della broncocostrizione sono l'istamina, i prostanoidi (trombossani ed alcune prostaglandine), alcuni leucotrieni (in particolare i cisteinil leucotrieni), il fattore attivante le piastrine (PAF) ed alcuni neuropeptidi (alcune neurochinine).


Catarro

Farmaci contro l'Asma

Qualunque farmaco in grado di ridurre l'infiammazione a livello bronchiale o di antagonizzare gli effetti delle reazioni scatenate dagli spasmogeni è, potenzialmente, un antiasmatico.

I farmaci antiasmatici si dividono in numerose categorie:

Glucocorticoidi

I glucocorticoidi agiscono indirettamente inibendo l'enzima fosfolipasi A2 e, di conseguenza, la formazione di acido arachidonico e la sua successiva conversione in leucotrieni e prostaglandine (sostanze dotate di attività infiammatoria).

Sono conosciuti anche come corticosteroidi perché vengono normalmente prodotti dalla corteccia del surrene a partire dal colesterolo. Il principale ormone del gruppo è il cortisolo (o idrocortisone).

I glucocorticoidi sono quindi in grado di ridurre l'edema ed il numero di attacchi asmatici. I più conosciuti sono il flunisolide, somministrato per inalazione tramite erogatori autodosati (250 µg a spruzzo) ed il beclometasone (Clenil ®) con via di somministrazione analoga (100, 200, 400 µg a spruzzo) o tramite aerosol.

I farmaci per aerosol vengono spesso associati ad un Beta-2 agonista per ottenere un maggiore effetto broncodilatatorio e sono preferiti dagli asmatici quando hanno difficoltà nell'inalare il farmaco per via orale o nasale.

Il ricorso alla somministrazione di glucocorticoidi per via orale (capsule, compresse) deve essere fatto solo quando non si ottengono risultati per via inalatoria e per brevi periodi di tempo, a causa degli effetti collaterali piuttosto evidenti (maggiore suscettibilità alle infezioni, soprattutto se di origine virale, edema diffuso, quindi gonfiore, ipertensione e demineralizzazione ossea).

Beta2-agonisti

I farmaci beta2-agonisti sono derivati della noradrenalina, un ormone che agisce sui recettori adrenergici soprattutto di tipo alfa e beta1, ma poco sui B2 che sono quelli importanti per l'asma, in quanto, se stimolati, provocano un rilassamento del muscolo liscio bronchiale, con conseguente dilatazione delle vie aeree. Ne deriva che qualsiasi farmaco in grado di potenziare l'attività di questi recettori, da qui il nome Beta2-agonisti, è utile come antiasmatico.

Il più conosciuto ed utilizzato è il salbutamolo (Ventolin ®) che, per via inalatoria (0,2 mg per spruzzo) produce un'azione rapida che perdura per circa tre ore. Il salbutamolo viene utilizzato anche per prevenire le crisi asmatiche in vista di uno sforzo fisico, anche se ricordiamo essere vietato agli atleti sani (è considerato doping).

Il salbutamolo può essere adoperato anche come aerosol, per via sistemica (cpr da 2-4 mg; cos da 4-6 mg) o per via parenterale (fiale da 0,5 mg). La somministrazione per via sistemica si utilizza solo quando le crisi asmatiche sono troppo frequenti perché, pur essendo abbastanza selettivo per i recettori B2 mantiene attività anche nei confronti dei B1 che, concentrati a livello cardiaco, quando stimolati portano ad un aumento della frequenza cardiaca (tachicardia) diventando pericolosi soprattutto per i cardiopatici (per approfondire vedi: clenbuterolo).

Accanto al salbutamolo, esistono altri farmaci B2-agonisti con durata d'azione superiore e per questo adoperati nella terapia di mantenimento e non nelle crisi (che richiedono un medicinale dotato di una veloce attività farmacologica). Tra questi ricordiamo il salmeterolo (Aliflus ®, Serevent ®, Seretide ®) in dosi da 0,25 mg per spruzzo (da inalare una o due volte nelle 24 h, può essere anche sufficiente una sola inalazione serale).

Derivati xantinici

I derivati xantinici originano dalla teofillina o 1,3 dimetilxantina, un analogo della caffeina presente nel the e dotato di una discreta attività broncodilatatoria. A dosi terapeutiche è in grado di inibire le fosfodiesterasi, enzimi che idrolizzano i nucleotidici ciclici. Così facendo, la teofillina aumenta la biodisponibilità dell'AMP ciclico che è un mediatore del rilassamento della muscolatura bronchiale.

A dosi terapeutiche, la teofillina è poco solubile e per questo se ne fanno dei sali sfruttando le caratteristiche acide dell'azoto presente in posizione 7. Il sale si ottiene associando due molecole di teofillina con una di etilendiammina, ottenendo la aminofillina (in fiale o in compresse, per un totale di 200-300 mg/die e mai a dosi superiori ai 400 mg/die).

L'aminofillina è un antiasmatico di seconda o terza scelta a cui si ricorre solamente quando gli altri farmaci non sono efficaci. A dosi elevate può infatti indurre vomito, agitazione, tachicardia, aritmia e divenire letale.

Benzopiranoni

Tra i benzopiranoni ricordiamo l'acido cromoglicico, un farmaco antiallergico, utilizzabile anche sottoforma di sale sodico. Questo medicinale viene adoperato in alcune forme lievi di allergie che possono colpire l'occhio, le mucose nasali (rinite) o i bronchi; è un farmaco di prima scelta che viene adoperato alla prima comparsa di sintomi allergici, esclusivamente per inalazione, nella prevenzione degli attacchi (aerosol per i bambini o spray inalatori per ragazzi e adulti). Tra gli antiasmatici è il farmaco che dà in assoluto i minori effetti collaterali, ma ha un'efficacia percentualmente limitata (solo il 30-35% dei pazienti trova giovamento dall'uso di questo farmaco). Il meccanismo d'azione sembra essere dovuto alla sua capacità di inibire il rilascio degli spasmogeni da parte delle cellule residenti nei bronchi e anche di quelle che vi giungono attraverso il sangue (impedisce il rilascio di istamina).

Antimuscarinici

Gli antimuscarinici agiscono inibendo i recettori muscarinici M3 per l'acetilcolina presenti a livello bronchiale. Questa sostanza è infatti un neurotrasmettitore del sistema parasimpatico che, stimolando i suoi recettori muscarinici e nicotinici, induce la contrazione della muscolatura scheletrica e di quella bronchiale. Per questo motivo andando a bloccare i recettori muscarinici dell'acetilcolina a livello bronchiale otteniamo una broncodilatazione utile per gli asmatici. L'atropina, principio attivo ricavato dall'Atropa belladonna, blocca preferenzialmente i recettori M1 e M2 ma poco gli M3. Nonostante ciò possiede comunque una leggera attività broncodilatatoria, ma è poco utilizzata perché porta ad iunzionalità delle ciglia epiteliali delle vie aeree (con conseguente ristagno di muco che nell'asmatico è già di per sé prodotto in abbondanza); l'effetto terapeutico è quindi scarsamente evidente.

L'ipratropio bromuro (ATEM ®, BREVA ®) è invece un M2 e M3 antagonista, capace di dare broncodilatazione senza interferire con l'attività delle ciglia (in dosi da 20 µg per spruzzo). E' molto utilizzato in presenza di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) - una malattia caratterizzata da asma cronica, bronchite ed enfisema polmonare -. Gli effetti collaterali sono perlopiù limitati alla comparsa di secchezza a livello orale e delle mucose.

Antileucotrienici

Gli antileucotrienici vanno a bloccare i recettori CYS e LT1 presenti a livello bronchiale e polmonare. Una loro eccessiva stimolazione da parte dei cistenilleucotrieni porta infatti ad un marcato broncospasmo e ad infiammazione della mucosa bronchiale. Bloccando tali recettori otterremo quindi un'azione benefica per i pazienti asmatici.

Tra i farmaci antileucotrienici più conosciuti ricordiamo il montelukast (SINGULAIR®), molto importante perché capace di ridurre il numero degli attacchi asmatici e, gradualmente, l'edema bronchiale. La sua attività antinfiammatoria è comunque più bassa di quella dei corticosteroidi, anche se non dà effetti collaterali particolarmente gravi. Gli antileucotrienici, molto utili nella terapia persistente, non sono adatti nella crisi asmatica.


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Ultima modifica dell'articolo: 26/04/2016